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Ricordato Giovanni de Gennaro a 10 anni dalla morte
15 giugno 2019

Tutti abbiamo bisogno della memoria. Tiene il lupo dell’insignificanza fuori dalla porta: in queste parole di Saul Bellow si cela il significato più profondo dell’incontro in occasione del decimo anniversario dalla scomparsa dell’importante figura di docente e politico molfettese del prof. Giovanni de Gennaro, tenutosi a Molfetta nell’aula consiliare. Proprio per far sì che l’insignificanza non si impossessi della storia, della nostra storia, che ha uno stretto legame con gli eventi della storia nazionale e mondiale, è importante non dimenticare chi ha messo la propria ricchezza intellettuale a disposizione degli altri. «Lo ricorderemo sempre come uno storico, in particolare del Risorgimento, come un promotore di cultura i cui convegni erano il segno palpabile dell’interesse verso i giovani». Sono questi i ricordi di una biografia intellettuale che ha condiviso con i numerosi presenti Angelantonio Spagnoletti, docente dell’Università degli studi di Bari, a seguito della visione di un filmato che ne ripercorre i momenti salienti. «Una delle più grandi lezioni di vita che de Gennaro ci ha lasciato è l’essere se stessi senza disprezzare gli altri» continua Gianvito Mastroleo, socialista, già presidente della Provincia di Bari, facendo riferimento al campanilismo privo di solide componenti culturali contro cui de Gennaro si è schierato. La nascita dell’Università popolare di Molfetta ha reso il 1902 un annus mirabilis per la nostra città, portando anche, nell’anno seguente, alla nascita del Liceo Classico, di cui Giovanni de Gennaro è stato docente di Storia e filosofia e preside dopo aver ricoperto lo stesso incarico al liceo scientifico di Altamura, nella stessa città di Tommaso Fiore. Ma il ricordo di Giovanni de Gennaro non si limita a quello di un intellettuale socialista, laico e di stampo salveminiano: come tutte le personalità di spicco non ne viene sottovalutato l’aspetto umano. Significativa a tal proposito la testimonianza di Mastroleo: «Ho sempre visto in lui una persona ragionevole e idonea al superamento dei contrasti. Sapeva consigliare, le sue idee e i suoi interventi hanno sempre confermato il suo rigore ideologico, non rivelandosi mai scontati o banali». Le parole più commoventi, però, sono quelle di chi non ha vissuto solo la figura dell’intellettuale de Gennaro, ma anche, e soprattutto, quella di padre. «Mio padre si mostrava agli altri come era per davvero. Porto nel cuore il racconto dei suoi viaggi definibili quasi picareschi, che gli hanno fornito, e hanno fornito a me, una visione splendida del mondo, assieme a un bagaglio di valori etici e morali. Non scorderò mai la sua concezione del lavoro, inteso come servizio ma anche come condivisione di problemi e di idee», hanno detto le figlie Serena e Rossana. Il senso di responsabilità che Giovanni de Gennaro ha avuto per gli altri è oggi una responsabilità degli altri. © Riproduzione riservata

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