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Riconoscimenti pubblici a Giuseppe Saverio Poli (1746-1825)
15 marzo 2022

È noto che il nostro concittadino Giuseppe Saverio Poli era considerato persona molto stimata e familiare presso la corte borbonica: riscosse una riconoscenza particolare per la sua fedeltà ai regnanti e fu trattato come un loro stretto congiunto. Questa riconoscenza ebbe un seguito nell’occasione del battesimo di una figlia di Vitangelo Poli, nipote dello scienziato, a Molfetta. In pratica l’allora duca di Calabria, Francesco I (1777-1830), espresse il desiderio di tenere alla fonte battesimale la neonata e, non potendo stare fisicamente a Molfetta, delegò il principe Giuseppe Zurlo, Intendente della Provincia di Terra di Bari, a rappresentarlo. Alla neonata fu messo il nome di Maria Isabella (1818- 1891), nome della duchessa di Calabria (1801-1830), (Giornale delle Due Sicilie del 1-5-1818). Le notizie che si riportano di seguito, tratte da diverse giornali e riviste dell’epoca, hanno lo scopo di riportare alla memoria la stima per la professionalità di cui il Poli godette anche dopo svariati anni. Tra gli incarichi prestigiosi ricoperti dal Poli vi era quello di presiedere il Reale Istituto d’Incoraggiamento, che aveva tra l’altro il compito di vigilare se le domande per nuovi brevetti o nuovi metodi di varie fabbricazioni artigianali non si briferissero ad attività già in uso nel Regno delle Due Sicilie; in caso negativo veniva concessa la privativa o l’esclusiva per tali fabbricazioni. Il 17-2-1824 il Ministro degli Affari Interni, dietro la domanda di un conciatore per la lavorazione di pelli ad uso di camoscio e di danti per i guanti, incaricò il Poli, nella qualità di presidente, di controllare le eventuali rimostranze di altri conciatori. Se entro due mesi nessuno reclamava si concedeva al richiedente la privativa. Le pelli conciate con olio, dette danti, erano usate per confezionare i guanti (Giornale delle Due Sicilie del 17-2-1824; 28-8-1826). Spesso si ricorreva al Poli per presentare delle pubblicazioni e tra questi anche emeriti autori; il 20 febbraio del 1818 vi fu un terremoto che interessò l’area dell’Etna. Agostino Longo, Regio Professore di Fisica sperimentale nell’Università di Catania compilò una Memoria in merito e chiese al Poli di preparare la presentazione; chi in seguito stilò la recensione al volumetto elogiò il Poli quale: ornamento e decoro della nostra patria non solo, da dell’intera europa culta, e delle scienze fisiche che ha grandemente illustrate ed ampliate (Giornale Enciclopedico di Napoli, 1818, tomo III, p. 202). Negli Annali Civili del Regno delle Due Sicilie si riportavano diverse notizie e nel 1833, trattando delle “Arti e manifatture delle Due Sicilie”, l’estensore dell’articolo nel descrivere i pregi di una nuova fabbrica di pallini da caccia ricordava come già una volta nel Regno di Napoli a Posillipo vi era una fabbrica di pallini da caccia fondata dal Poli e da Carmine Lippi: la quale a buon diritto fu un tempo riputata quanto quella di Sunthwark in Inghilterra (Annali Civili del Regno delle Due Sicilie, 1833, f. 72). Stefano delle Chiaie, assistente del Poli, nel 1845 descrisse i nuovi studi sulla classificazione delle conchiglie in genere, mettendo in risalto come il “Poli fu l’unico che, fatta astrazione dè nicchi, con metodo opposto à suoi predecessori prese di mira i Molluschi, che distribuì in famiglie, generi e specie, relativi alle sole conchiglie multivalve e bivalve. Egli dunque prima di Cuvier aveva pubblicato una classificazione dè Malacozoi, divisi in sussilienti, repenti e bracciati; equivalenti agli acefali, gastropedi e cefalopedi, esclusi li cerropedi e bracciopedi, del riformatore francese; epperciò quegli e non questi giustamente meritossi dal Meckel Blainville Deshayes il titolo di Molluscorum classis verus fundator”. (Il Progresso delle Scienze e delle Lettere e delle Arti, 1845, nuova serie, vol. IV, p.16). © Riproduzione riservata

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