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“Ricominciamo da Tre”, Lavoro Ambiente, Costituzione
15 settembre 2020

Beppe Zanna, sei candidato al consiglio regionale nella lista Lavoro, Ambiente, Costituzione che ha un candidato presidente, Nicola Cesaria, alternativo sia a Raffaele Fitto che Michele Emiliano. Ci spieghi da dove nasce questa lista? «Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista hanno dato vita in Puglia alla lista LAVORO, AMBIENTE, COSTITUZIONE con candidato presidente Nicola Cesaria, una lista alternativa al centrodestra e al centrosinistra, due facce della stessa medaglia, due aspetti dello stesso sistema di potere regionale. Una lista formata da cittadine/i e militanti socialisti, comunisti e ambientalisti, lavoratori e lavoratrici che rilanciano tre parole fondamentali – Lavoro, Ambiente, Costituzione – per ricostruire, intorno ad esse, un più ampio fronte unitario. Una lista con un programma alternativo alle politiche asservite ai poteri economici pugliesi e delle multinazionali, una proposta politica coraggiosa che reagisce alla stato di apatia di una regione distratta sul suo calo demografico, martoriata da Ilva, Tap, trivelle e Xilella, senza freni alla cementificazione, con una disoccupazione giovanile e femminile elevata, vessata da brutali forme di caporalato nelle campagne e nei cantieri, con liste d’attesa infinite nella sanità pubblica e la diminuzione di posti letto a favore della sanità privata». Quali sono le priorità della vostra lista Lavoro, Ambiente, Costituzione? «In questi anni siamo stati al fianco di chi ha agito per costruire una rete politico-sociale alternativa al sistema di potere vigente, per contrastare efficacemente la retorica razzista, antidemocratica e antimeridionale delle destre, la subalternità degli amministratori di centrodestra e centrosinistra agli interessi privati, la svendita del territorio alla speculazione delle multinazionali e dei cementificatori. Bene, adesso “ricominciamo da tre”: LAVORO, come diritto fondamentale per l’esercizio della cittadinanza, AMBIENTE, come eco-sistema di vita e patrimonio comune da salvaguardare, COSTITUZIONE, come bussola per orientare e indirizzare l’azione. La nostra è una proposta che ha come obiettivo quello di portare nelle istituzioni il punto di vista dei lavoratori e delle lavoratrici, a sostegno di chi lotta contro il peso delle mafie per un’idea di Puglia più equa e giusta». Quindi un chiaro programma alternativo con cui a Molfetta come in Puglia vi presentate in autonomia rispetto alle grandi coalizioni. Non pensate di correre il rischio del voto “utile”? «La nostra è una scelta di dignità e libertà in una regione bloccata da sistemi di potere trasformisti e ricattatori, una regione dominata da affaristi di centrodestra e di centrosinistra incapaci di adottare la doppia preferenza di genere ma soprattutto disinteressati al tema della democrazia con una legge elettorale indecente, con sbarramento all’8% e premio di maggioranza. Quando è in gioco la tenuta della democrazia e del sistema della rappresentanza istituzionale, noi non siamo abituati a compromessi né a doppie morali». Hai parlato di trasformismo che a Molfetta durante queste elezioni regionali si sta manifestando con tutta la sua forza. Tu che ne pensi? «Ormai centrodestra e centrosinistra sono da considerare alla stessa stregua di due squadre di calcio che cercano di accaparrarsi i migliori giocatori a suon di miliardi, in questo caso, i migliori portatori di voti per vincere le elezioni. A Emiliano che ha acquisito nel campo del centrosinistra, nell’ordine Di Cagno Abbrescia, Cassano, Pippi Mellone sindaco di estrema destra, Fitto ha risposto con Saverio Tammacco e Pino Amato. Et voilà la coalizione civica più il Pd capeggiata da Tommaso Minervini al governo della città è diventata come per incanto, senza passare attraverso le elezioni, centrodestra più il Pd. L’ennesimo salto della quaglia di Tommaso Minervini che si avvia a compiere il terzo giro dell’arco costituzionale. Da noi non è mai passato, non l’avete mai visto nelle nostre liste elettorali e lo ribadiamo con orgoglio. Questo mercato delle vacche è possibile perché centrodestra e centrosinistra fanno da anni le stesse politiche: privatizzazioni, tagli a scuola e sanità, precarizzazione del lavoro. L’unica opposizione reale a questo permanente mercato delle vacche è la lista Lavoro, Ambiente, Costituzione, in regione e nella nostra città a Molfetta». Sei candidato e capolista per la provincia di Bari, l’unico capolista tra i diversi candidati locali molfettesi. Come mai? «Alla costruzione di questa lista politica regionale abbiamo contribuito come circolo locale di Rifondazione Comunista con quanti sono da anni nostri compagni di strada a Molfetta e non solo. Con loro proviamo ogni giorno a dar voce nel nostro territorio, non solo quello cittadino, a una sinistra che non tradisce, che non si arrende né si svende per qualche briciola caduta dal tavolo dei politicanti di centrodestra e centrosinistra, la sinistra che per intenderci non scende a patti con i voltagabbana, né a Molfetta né in Puglia, visto che alcuni candidati locali del centrosinistra si indignano per il trasformismo ma solo quando riguarda la loro città e non la loro coalizione oppure si indignano ipocritamente adesso quando i trasformisti lasciano la loro coalizione mentre tacevano cinque anni fa quando gli stessi trasformisti di oggi entravano nella loro coalizione da padroni. Sia oggi che cinque anni fa, noi eravamo schierati da tutt’altra parte». La tua candidatura alle elezioni regionali oggi, invece, come nasce? «Ho una piccola presunzione ossia che la scelta di candidarmi al consiglio regionale sia figlia di un percorso collettivo, di una storia collettiva iniziata nel 1991 a Roma, qualche anno più tardi a Molfetta. Quella storia si chiama Rifondazione Comunista. Noi non scendiamo in campo ora, come tanti folgorati sulla via di Damasco, ma siamo sempre stati in campo, sempre dalla stessa parte. Esiste la politica sanitaria che privatizza e chiude i piccoli ospedali senza costruirne altri, attuata da centrosinistra e centrodestra, esiste invece la politica sanitaria che mette al centro il diritto alla salute. Noi siamo da questa parte da sempre. Del resto, lavoratori e padroni non hanno gli stessi interessi, ce lo dicono drammaticamente le tante vertenze nella nostra città in questi anni, Network, Coop, Ciccolella, che hanno visto il silenzio colpevole e complice di centrodestra e centrosinistra. Noi abbiamo sempre detto la nostra, sempre dalla stessa parte. Lavoro in un caf, quindi conosco benissimo la sofferenza sociale, quella sofferenza che spesso porta chi ha più bisogno, specie in periodo elettorale, a cadere nelle mani di personaggi senza scrupoli. A loro più di tutti continuerò a dire che non siamo obbligati a scegliere tra due gruppi di potere, uno che ha il suo centro a Bari, l’altro a Lecce, l’alternativa c’è e si chiama “Lavoro, Ambiente, Costituzione”». C’è un aspetto programmatico su cui pensi di impegnarti più di altri? «Sì, io e il collettivo politico largo di cui faccio parte a Molfetta continueremo a impegnarci nella denuncia della condizione negativa in cui versa la sanità pubblica, in città e in Regione, e a batterci per un miglioramento delle condizioni di chi si rivolge alla sanità pubblica. Siamo stati tra i pochi a criticare il ridimensionamento dell’ospedale di Molfetta e continuiamo a denunciare la lunghezza delle liste d’attesa, fornendo ai cittadini il nostro supporto anche concreto per affrontare i tanti piccoli problemi quotidiani che insorgono quando si ha a che fare con il diritto alle cure. Noi non lasceremo sole le persone, anche quando terminerà questa campagna elettorale, tutti sanno dove trovarci e incontrarci fisicamente, sia prima che dopo le campagne elettorali quando i comitati elettorali provvisori degli altri candidati chiudono i battenti dopo aver dispensato illusorie scorciatoie». © Riproduzione riservata

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