Falda contaminata a Molfetta, alcuni indagati si dimettono per evitare l’arresto
MOLFETTA – Si dimettono due delle persone indagate nell’operazione "Ground water", per evitare gli arresti conseguenti all’accusa di disastro ambientale colposo nell'inquinamento della falda nell'area Asi di Molfetta: nell’indagine ci sono 72 indagati.
I dimissionari sono Domenico Mariani, direttore generale del Consorzio Asi e della società Asi Spa e Pierluca Macchia, che della Asi Spa è stato responsabile tecnico, entrambi assistiti dagli avvocati Michele Laforgia e Daniela Castelluzzo. Nel corso degli interrogatori, iniziati ieri, i due indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Le dimissioni sono state consegnate alla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Lucia Altamura. Il PM Marco Gambardella aveva chiesto per loro gli arresti domiciliari.
Per altri indagati sono stati presi altri provvedimenti di sospensione o trasferimento, come accaduto per Giampiero Di Lella, dirigente del servizio Tutela dell'Ambiente della Città Metropolitana (difeso da Giuseppe De Luca e Felice Indiveri), spostato ad un diverso ufficio. Tutti gli indagati hanno rilasciato solo spontanee dichiarazioni, avvalendosi della facoltà di non rispondere agli interrogatori degli inquirenti.
Il presunto disastro ambientale, secondo l’accusa, sarebbe stato provocato dallo scarico di metalli nei pozzi dell'area industriale, dove la Guardia Costiera, su mandato dell’autorità giudiziaria ha bloccato 11 pozzi disperdenti e sequestrato 17 aziende. Nessuna misura per gli imprenditori che operano nell'area. Sono 72 gli indagati.
© Riproduzione riservata