Recupero Password
Quell'annuncio in Cattedrale e la preghiera si trasforma in veglia funebre
15 aprile 2005

Cattedrale. 2 aprile 2005. Fotogrammi al ralenti in un'atmosfera irreale, sovraccarica di speranze e insieme di presagi. Nella Chiesa affollatissima non mancano le autorità civili ed ecclesiastiche, ma il dato più rilevante è la presenza di numerosissimi giovani, molti rincantucciati negli angoli. L'assemblea intona il canto “Resta qui con noi” con emozione inusuale. L'invito è apparentemente rivolto al Signore, ma basta leggere tra le righe per comprenderne il vero destinatario. Poi il rosario, improvvisamente interrotto dalla voce del vescovo in prima fila. Pochissime parole. “È arrivata ora la notizia della morte del Santo Padre. Continuiamo a pregare”. La veglia di preghiera riprende, repentinamente mutata in veglia funebre. Non guardo l'orologio. Chi l'ha fatto, sostiene ch'erano le 21,55. La mia attenzione si sofferma sulle reazioni di chi mi sta accanto. Sui visi, che d'un tratto si nascondono tra le mani. Sui fazzoletti domandati in prestito. Sulla voce del lettore che lotta per non cedere all'emozione. Al primo, telegrafico annuncio, seguono più precise indicazioni, al momento della riflessione di Mons. Martella. Scopriamo che Karol Josef Wojtyla è morto alle 21,37 di questo 2 aprile. Aveva 84 anni. Il vescovo getta alle ortiche il complesso e articolato sermone che aveva preparato. Ricorda due immagini di Giovanni Paolo II. Il suo discorso d'inizio pontificato, con l'imperativo di spalancare le porte a Cristo. Il 30 marzo di quest'anno. L'apparizione alla finestra così spesso dataci in pasto dai mass media nelle ultime ore. La maschera di sofferenza che sembra voler comunicare, ma non riesce ad emettere i suoni che le muoiono in gola. “Forse il messaggio che il papa voleva esprimere, era lo stesso di quel suo primo giorno. Spalancate le porte a Cristo! Ora il dialogo con lui continua!” E ancora gli accordi presi con i parroci perché le campane suonino all'indomani alle 7 precise, per dare l'annuncio della notizia alla città. I ringraziamenti ai presenti. “È bastato un piccolo input perché ci ritrovassimo qui, insieme, stasera”. In contrasto con la tristezza calata sull'assemblea, le immagini festose delle GMG. Parigi, Roma... Lo scherzoso saluto del pontefice alle retrovie di uno dei tanti bagni di folla e di gioventù. Sull'inno “Emmanuel”, sulla metafora di un baluginio di luce che vince il buio e diviene memoria, l'assemblea si scioglie. Sulla Cattedrale piomba un silenzio surreale. Gianni Antonio Palumbo gianni.palumbo@quindici-molfetta.it
Nominativo
Email
Messaggio
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""
Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2024
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet