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Progetto Pigotte Unicef Natale 2014
15 febbraio 2015

Tre vale più di uno? Potrebbe sembrare una domanda sciocca, ma così non è! Riformuliamo la domanda: Tre laboratori di Pigotte producono più bamboline di uno? La risposta sembrerebbe ovvia e scontata, non quando le mamme e nonne volontarie avevano pochi giorni a disposizione e molta difficoltà a comunicare tra loro ed interagire. Cosa è avvenuto di fantastico?... La dott.ssa Tiziana Santomauro, Dirigente Scolastico dell’ I.C.S. S.G. Bosco ha permesso la realizzazione di due laboratori nei plessi S.G. Bosco e V. Zagami. Risultato? Nel Plesso S.G. Bosco sono state create 33 bellissime Pigotte tradizionali e 12 simpatiche Matriosche; nel Plesso Zagami, le volontarie che erano proprio alle prime armi, alla fine sono riuscite a creare 44 meravigliose Pigotte (di cui 9 realizzate da una docente bloccata a casa da un piccolo incidente) per un totale di 77 tradizionali +12 graziose matrioske. A questi due gruppi c’è da aggiungere quello delle volontarie veterane per lo più mamme di ex alunni di questi due plessi i cui figli ora sono all’Università o sono immersi nel mondo lavorativo, alle quali si sono aggiunte nel tempo le volontarie del M.A.S.C.I., che insieme hanno realizzato 67 bambole di pezza. Dunque la fornace di questa passione per il volontariato è sempre in questa Scuola che è stata pioniera del Progetto Pigotta già 16 anni fa! Delle 144 Pigotte realizzate, a Molfetta ne sono rimaste sul banchetto solo 20+6 matrioske con un incasso mai registrato nella nostra città di 2.675 euro. Se è vero che “A far bene... si sta bene!” possiamo affermare che è proprio quello che è accaduto nei laboratori delle Pigotte nei due plessi si è creato magicamente un clima positivo di cameratismo e amicizia tra le mamme e le nonne volontarie, al punto che è stato triste separarsi a conclusione dei lavori. Creare Pigotte è un lavoro duro e faticoso che richiede pazienza, tempo ed entusiasmo e quando si fa sentire la stanchezza e la delusione dei primi insuccessi o delle mille difficoltà la molla che ci spinge a non demordere è quella di 1.900 bambini che ogni giorno muoiono per malattie banali solo perché i loro governanti non hanno la possibilità di promuovere campagne di vaccinazioni e di semplici Kit salvavita come zanzariere con insetticida, vitamine e sali minerali. Ed è proprio grazie all’Unicef (che da sempre combatte contro la mortalità infantile con tanti progetti e che ha dato sempre prova di serietà e di capacità di dialogo che consente si portare aiuti e vaccinazioni anche ai bambini di Paesi in guerra) che il numero di questi bambini che muoiono diminuisce di anno in anno. A noi volontarie veterane viene spontaneo ringraziare il buon Dio che non manca mai di far nascere nuove vocazioni alla solidarietà, di donare la perseveranza a chi da tanti anni opera con fedeltà e sacrificio in questo settore ma soprattutto di spinger tanta gente sensibile e generosa ad adottare queste nostre creazioni fatte con amore per i bambini in difficoltà, e allora... Viva la buona volontà, Viva la solidarietà e Viva l’Unicef.

Autore: Grazia Sorgente
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