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Presentazione giovedì a Molfetta del volume sul pellegrinaggio della Pietà a Roma
21 settembre 2026

MOLFETTA – Ci sono eventi che rifiutano di lasciarsi confinare nell'archivio della cronaca per farsi, invece, spazio nell'anima di un popolo. È questa la sensazione profonda che si avverte sfogliando il volume "La Pietà a Roma. Quando Molfetta varcò San Pietro. Memoria di un pellegrinaggio" (2016-2026), curato dal “Comitato per il decennale dell’evento".

 Non si tratta di un semplice resoconto fotografico o di un'autocelebrazione documentale. È, piuttosto, uno "scrigno", una "custodia" cartacea tesa a mantenere vivo il fuoco di un'esperienza di grazia che, il 22 maggio 2016, portò l’Arciconfraternita della Morte dal Sacco Nero di Molfetta a varcare le soglie della Basilica di San Pietro in occasione del Giubileo straordinario della Misericordia.

 «In quel giorno di sole accecante – ricorda il presidente del Comitato Pino de Candia – il cuore pulsante della religiosità molfettese si è innestato nel respiro della Chiesa universale. I confratelli, rivestiti di quel "camice della morte" che per generazioni rappresenta una vera e propria "seconda pelle" marchiata a sangue, hanno portato a spalla la splendida statua della Pietà di Giulio Cozzoli fin dentro il cuore della cristianità».

 Come scrive Mons. Rino Fisichella nella sua intensa lettera, «Non si è trattato di una sfilata o di una pura rappresentazione, bensì di un gesto profondamente evangelico: la fede che si fa corpo, la devozione che si fa cammino, l’amore che si fa peso».

 La pubblicazione, dalla struttura volutamente corale, tesse un mosaico di sguardi e testimonianze in cui la forma si fa autentica sostanza di fede. Vi si ritrova il respiro teologico dei padri spirituali, la fatica organizzativa dei priori e dei confratelli, ma soprattutto il silenzio orante di una comunità che cammina. Nelle immagini in bianco e nero e nei racconti vividi, emerge l'essenziale di una devozione plurisecolare — che resiste intatta da ben 413 anni di storia di padre in figlio — capace di parlare al corpo prima ancora che all’intelletto.

 Il vertice emotivo e spirituale del volume risiede nel racconto di quella processione che ha attraversato Ponte Sant'Angelo e Via della Conciliazione, accompagnata dalle note struggenti delle marce funebri molfettesi. Un cammino scandito da dettagli di straordinaria intensità, come il pianto discreto sotto i cappucci neri, il sudore bollente dei portatori, o il momento in cui due donne, non molfettesi, si sono inginocchiate spontaneamente sul selciato di Roma al passaggio della Vergine Addolorata.

È la dimostrazione plastica che il dolore di una Madre che sostiene il Figlio non ha bisogno di traduzioni: è un patrimonio universale che tocca i cuori al di là di ogni confine geografico.

 E poi, l'apoteosi dell'ingresso in Basilica, quando per accogliere la Pietà venne aperto il maestoso portone centrale, un privilegio raramente concesso. Nel silenzio della navata più grande della Cristianità, sotto la volta dorata e dinanzi alla Tomba di Pietro, si è consumato un silenzioso e straordinario "dialogue tra le Pietà": la statua in cartapesta del Cozzoli si è specchiata idealmente nella perfezione marmorea della Pietà di Michelangelo. Due madri, due figli e uno stesso identico dolore che, superando i secoli, si sono riconosciuti sotto lo stesso raggio di luce divina.

 A dieci anni da quella storica domenica, questa pubblicazione — promossa nel contesto delle celebrazioni del decennale che hanno visto anche una mostra fotografica, una solenne Eucaristia e la posa di una lastra commemorativa — dimostra che fare memoria non è un sterile esercizio di nostalgia. È, al contrario, un atto di responsabilità e di discernimento verso il futuro. La testimonianza di questa pubblicazione, con il progetto editoriale della oko media, ricorda all'Arciconfraternita e all'intera comunità ecclesiale che il cammino della fede non è mai concluso. Ogni volta che un confratello indossa il camice nero e si carica del peso della Croce, quel "passo lento e dondolante" continua a convertire la fatica in preghiera e la memoria in promessa.

 Il programma della serata di giovedì 24 settembre 2026, che si terrà nella cornice della Chiesa del Purgatorio a Molfetta, si articola in due momenti principali: la dimensione liturgica e la presentazione culturale del volume.

 Prima Parte: La Dimensione Sacra e liturgica (Ore 19) Solenne celebrazione Eucaristica

Presieduta da: S.E. Rev.ma Mons. Domenico Basile, Vescovo della Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. Concelebrata da: Don Pinuccio Magarelli, Padre Spirituale e Assistente Ecclesiastico del Sodalizio.

Significato: L'anniversario si apre attorno alla sorgente sacramentale. La celebrazione colloca la memoria dello storico pellegrinaggio giubilare del 22 maggio 2016 nella sua cornice di fede e di rendimento di grazie per i dieci anni trascorsi.

 Seconda Parte: Presentazione del Volume Commemorativo (A seguire) Moderatrice: Marilena Farinola, giornalista.

 La presentazione del libro «La Pietà a Roma. Quando Molfetta varcò San Pietro. Memoria di un pellegrinaggio (2016-2026)» si sviluppa attraverso i seguenti interventi:

Introduzione e memoria del decennale:

Pino de Candia (Presidente del Comitato Organizzatore delle Celebrazioni): illustra la genesi dell'opera corale, il percorso di custodia della memoria e il significato del decennale per la comunità confraternale.

Indirizzi di saluto istituzionali e confraternali: Don Pinuccio Magarelli (Assistente Ecclesiastico): offre una rilettura spirituale del cammino confraternale. Girolamo Caputi (Priore della Venerabile Arciconfraternita della Morte dal Sacco Nero): esprime il saluto del Sodalizio e il ringraziamento ai portatori e alla cittadinanza. Damiana Modugno (Presidente dell’Associazione Femminile delle figlie di Maria SS. Addolorata): porta la testimonianza e la partecipazione della componente femminile devota.

 Conclusioni pastorali e teologiche:

S.E. Rev.ma Mons. Domenico Basile (Vescovo diocesano): rassegna le conclusioni della serata, evidenziando il valore della pietà popolare come "Vangelo incarnato nella storia" e consegnando questa eredità di fede alle nuove generazioni.

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