L’opposizione senza argomenti rimedia una figura barbina a Molfetta
Alcuni consiglieri dell'opposizione in consiglio comunale
MOLFETTA – La qualità di un politico e ancor più di una forza politica si giudica dalle azioni e dalle proposte che mette in campo. Quando non si hanno argomenti validi, si ricorre alle sciocchezze o alle cialtronate, come ci ha abituato il governo Meloni.
L’opposizione di Molfetta, costituita dall’ex ciambotto, forse perché non è abituata a svolgere un ruolo critico sostanziale, si limita alle battutine da bar per dimostrare che esiste. Quel che è più grave è che se ne vanta, come Giorgia insegna. “Quindici”, dopo aver “inventato” il termine “ciambotto”, evidentemente azzeccato, visto il successo che ha avuto nell’opinione pubblica, ha proposto la definizione di “facce di bronzo” per gli ex amministratori dell’era Tommaso Minervini.
E anche in questo caso, sembra che la definizione sia azzeccata. Una conferma ci viene dall’ultima “uscita” di una parte dell’opposizione.
Il sindaco Manuel Minervini è andato in visita istituzionale ad Hoboken, città degli Stati Uniti, dove esiste una numerosa e antica comunità di molfettesi emigrati, che quest’anno festeggiava i 100 anni della Festa della patrona Madonna dei Martiri. Alla visita, omaggio doveroso alla nostra comunità all’estero, ha partecipato anche il vescovo mons. Basile e qualche rappresentante della stessa opposizione di destra in consiglio comunale.
Cosa si inventano quelli dell’opposizione ciambottina a corto di argomenti? Una critica al sindaco per aver abbandonato la città che vive l’emergenza sicurezza. E cosa fanno per certificare la loro attenzione a un problema trascurato da anni, se non provocato anche dalla loro sottovalutazione della sua gravità?
Scrivono al prefetto di Bari, dott.ssa Susanna Riflesso, per scusarsi dell’assenza dell’amministrazione comunale a un presunto vertice sulla sicurezza. Siamo alle comiche. Anche perché, Meloni docet come sempre, si tratta della solita bufala gonfiata a grave problema. E alla stampa libera spetta il compito di smascherare le bugie propagandistiche dei politici di turno.
A firmare questa lettera sono stati i consiglieri comunali di opposizione Robert Amato, Sergio de Candia, Girolamo Lanza Victor, Pietro Mastropasqua, Nicola Piergiovanni, Giacomo Rossiello e Vincenzo Spadavecchia. A questa infantile operazione, non si è accodata l’opposizione di centrodestra (FDI e FI).
A parte l’ipocrisia delle facce di bronzo che fingono di dimenticare quando anche loro hanno partecipato alle feste della Madonna dei Martiri ad Hoboken con tanto di fasce blu e tricolori, senza che ci fosse un anniversario importante come quest’anno, a parte la figura barbina fatta davanti al Prefetto, si è scoperta l’ennesima bugia di chi cerca di ritagliarsi un ruolo di opposizione, non avendone esperienza, essendo stati, negli ultimi anni, sempre al governo, o quasi. E un po’ di inesperienza gioca brutti scherzi e ti fa scivolare sulla buccia di banana.
Ma la bugia, come sempre ha le gambe corte ed è stata subito scoperta: non si trattava di un incontro importante sulla sicurezza, ma di un primo incontro di conoscenza e lo stesso sindaco si era già scusato per l’assenza, motivandola, mentre l’incontro istituzionale sulla sicurezza da parte del prefetto, era stato già fissato per altra data.
Insomma, una figuraccia non da poco, da dilettanti della politica o da opposizione improvvisata.
A spiegare meglio la situazione è intervenuto un comunicato delle forze politiche di maggioranza che pubblichiamo:
«Il sindaco aveva già incontrato la nuova Prefetta: Molfetta non aveva bisogno delle "scuse" della minoranza
La lettera che la minoranza civica ha ritenuto di indirizzare alla Prefetta suscita non poche perplessità, soprattutto per il tentativo di trasformare un passaggio di natura istituzionale in un’occasione di polemica politica.
Riteniamo grave e francamente incomprensibile coinvolgere la Prefetta in una strumentalizzazione che non contribuisce in alcun modo ad affrontare i problemi della città, ma produce soltanto una polemica tanto inutile quanto distante dalla realtà dei fatti.
I consiglieri della minoranza civica sanno perfettamente, infatti, che quello dello scorso 10 settembre non era un incontro operativo, bensì un momento conoscitivo voluto dalla Prefetta, nel quale non era previsto affrontare nel merito le specifiche questioni riguardanti la città. Sanno altrettanto bene che il Sindaco aveva già avuto modo di incontrare la nuova Prefetta in occasione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica del 27 agosto.
Presentare diversamente questi fatti significa costruire artificiosamente un caso politico laddove un caso politico non esiste.
Ricordiamo inoltre alla minoranza che gli elettori hanno espresso con grande chiarezza la propria scelta su chi debba assumersi la responsabilità di rappresentare Molfetta nei prossimi anni. Un mandato che intendiamo esercitare con serietà, nel pieno rispetto del ruolo dell’opposizione, ma senza accettare che il confronto politico venga alimentato attraverso rappresentazioni distorte o strumentali dei rapporti tra le istituzioni.
Il tema della sicurezza lo conosciamo bene e siamo pienamente consapevoli della sua rilevanza. Intendiamo affrontarlo con determinazione e responsabilità, attraverso il confronto costante con le autorità competenti e con azioni concrete.
È su questo terreno che crediamo debba misurarsi la politica: sui problemi della città e sulle risposte da costruire, non sulla ricerca quotidiana di pretesti per alimentare sterili polemiche.
Alleanza Verdi Sinistra; Demos; Partito Democratico; Partito della Rifondazione Comunista; Più di così; Rinascere; Spazio Riformista; Movimento 5 Stelle».
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