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Prenatal anche a Molfetta, nuovi posti di lavoro nella zona industriale
21 maggio 2010

MOLFETTA - La zona artigianale, industriale, commerciale (boh!) di Molfetta si arricchisce di una nuova entità. Su una superficie di 1.500 metri quadri è stato inaugurato il maxi store Prenatal posto in cui i migliori brand della prima infanzia sono messi a disposizione delle partorienti, delle neo mamme (nella foto del settimanale "Chi", una mamma celebre, Aida Yespica), e dei papà.

Ne abbiamo parlato col Dott. Saverio D’amato Area Manager della fascia adriatica. Egli afferma che la famiglia Catelli titolare del marchio, dopo quarant’anni ha deciso di cambiare politica aziendale assumendo Mark Roman in qualità di amministratore delegato, decidendo di puntare sia su megastore dalle ampie superfici nelle zone commerciali, che cercando di cooptare locali con ampiezza compresa tra i 400 ed i 600 metri quadri nei centri urbani.
Questa città sostiene D’amato, è stata favorita nella scelta dall’enorme sviluppo che il suo territorio ed il proprio tessuto produttivo ha sostenuto in questi anni, e rappresenta il centro pilota di questo progetto partendo dal presupposto che si tratta del primo sito in Italia di tutta la fascia adriatica nazionale con queste caratteristiche.
A garanzia della qualità dei prodotti in vendita ci sono due fattori, ossia la fiducia dei consumatori in un marchio che negli anni è aumentata sempre più, e la qualità certificata dei prodotti in vendita, considerando che  riguardo sia quelli a marchio aziendale che quelli dei brand ospitati non sono sfuggiti alla regola della delocalizzazione produttiva attuata nel corso degli ultimi anni dalle aziende italiane.
Essi coprono tutte le fasce di mercato, partendo da quella definita “primo prezzo” che con offerte eseguite in tempi precisi, mira a favorire la vendita di merce con prezzi convenienti. Ci sono poi prodotti facenti parte di segmenti più elevati.
Preferiamo sottolineare che per l’allestimento del megastore, è stata coinvolta tutta la forza lavoro locale, così com’è facile riscontrare la presenza nelle 24 unità che compongono la struttura presente in quel di Molfetta di giovani provenienti dalla nostra realtà territoriale.
Naturalmente esiste una notevole aspettativa da questo tipo di esperienza, perché il diktat aziendale vuole andare oltre il semplice centro da shopping, infatti nelle intenzioni il megastore Prenatal di Molfetta vuole essere un punto d’incontro in cui i genitori debbano incontrarsi e condividere le proprie esperienze.
A disposizione della clientela oltre i prodotti ed i servizi inerenti il mondo del bambino, ci saranno secondo una dichiarazione di Piermario Mocchi direttore generale di Prenatal Italia, promozioni ed eventi che animeranno il punto vendita in modo da rendere la shopping experience più coinvolgente ed imperdibile.
 
Autore: Michele Mininno
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Cara Rachele, non vedo, al momento, altri mezzi per tenere "sveglie" le coscienze quasi assopite, se non quelli della denuncia, denuncia forte, al limite monotona, asfissiante di quel che ci ostiniamo a non voler vedere! Non sono un catastrofista a tutti i costi. Sono perfettamente daccordo che i primi fautori del nostro futuro e, ahimé, anche di quello dei nostri figli, siamo solo noi. Per nostra somma sfortuna non abbiamo (è un paradosso, ma dico anche PER FORTUNA) un "uomo della provvidenza"; abbiamo invece un uomo - o meglio - un imprenditore bravissimo che è riuscito in pochi lustri ad "addomesticare", forse titillando l'aspetto più deteriore dell'animo italico, grandi masse di Persone e, sfortunatamente, anche tanti onesti intellettuali e politici, promettendo loro non quello che serve ma quello che voglioni sentirsi dire. Quelli di noi che rifiutano queste lusinghe si sentono superiori? NO! Siamo anche noi corresponsabili nell'aver dato, nelle mani di questa gente e del loro mecenate (mi riferisco a tutte le persone che hanno tratto benefici nel mondo dello spettacolo, e che spettacolo) e benefattore (per aver sollevato figure mediocri a livelli impoensabili, in una Nazione degna di essere definita tale) i mezzi che hanno permesso questo scempio. LA MASCHERA STA MISERAMENTE DISFACENDOSI. LA REALTà E QUELLA CHE ABBIAMO SEMPRE DENUNCIATO, DA BRAVE "CASSANDRE". UNA MISERA SODDISFAZIONE, CHE NON LENISCE MINIMAMENTE L'INGIURIA: QUALCUNO L'AVEVA DETTO E PREVISTO. CHE PECCATO CHE ADESSO, QUANDO CHISSA', E TARDI?, ANCHE I CORIFEI DEL BENESSERE E DELL'OTTIMISMO SI DEVONO RICREDERE, FORSE NON PER UN RIGURGITO DI ONESTA', MA PERCHE' ORMAI E' DIFFICILE PRENDERE ANCORA PER BUONE LE PANZANE.

Shopping? Posti di lavoro? Opportunità? Garanzie? prodotti all'avanguardia? Felicità? Crociere, viaggi, sconti, paghi due e prendi tre, festoni, feste e festicciole, salti di gioia, animazioni di punti di vendita in modo da rendere lo shopping............... . ROMA - Drammatico scontro sulla manovra, con il ministro del Tesoro Giulio Tremonti che minaccia le dimissioni. Dopo giorni di indiscrezioni e tensioni sopite, ieri in consiglio dei ministri la situazione è precipitata dando vita ad una vera e propria resa dei conti. Pensioni, statali, dirigenti pubblici, invalidi, ministri e sottosegretari: la manovra messa a punto dal Tesoro si profila come una vera e propria stangata. Troppo per il grosso dei ministri di spesa ma anche, a quanto pare, per Silvio Berlusconi, che ieri si sarebbe detto "sorpreso" per la drammatizzazione ma che avrebbe perorato la causa di una manovra in due tranche, per diluire l'impatto dei tagli. Così il grosso dei ministri di spesa, durante la riunione dell'esecutivo di ieri, ha avanzato rilievi sulla pesantezza dei tagli alla spesa approntati dal Tesoro: troppe cifre nasconderebbero, a conti fatti, misure ben più pesanti di quelle di cui si parla da giorni. Il ministro dell'Economia Tremonti, stretto dall'esigenza di far quadrare il bilancio, non ha esitato a replicare con una drammatica dichiarazione e a mettere sul tavolo le dimissioni: "La crisi è peggiore di quello che si pensa - avrebbe detto - domani vado a Bruxelles, la Germania potrebbe addirittura minacciare l'uscita dall'euro, la manovra va fatta in unica soluzione: 24 miliardi e con un unico provvedimento. Prendere o lasciare". Bho! Dove mi trovo? Sogno o son desto?

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