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Premio alla carriera a Jole de Pinto dal sindaco di Molfetta
15 dicembre 2021

Giovedì 25 novembre, alle ore 18.30, presso l’Aula Magna del Seminario vescovile, l’ANEB ha dedicato una serata alla presentazione del volume “Donne di Puglia dell’Ottocento”, opera della scrittrice Jole de Pinto (Adda, 2019, libro con le elaborazioni grafiche curate dall’architetto Fabrizio Minervini). A condurre l’incontro, introdotto dal presidente dell’associazione, prof. Michele Laudadio, è stata la professoressa Betta Mongelli, che ha lucidamente messo in evidenza le caratteristiche e i molteplici pregi dell’opera. Gli intensi intermezzi musicali sono stati curati da Daniele de Palma, al pianoforte, e Luciana Visaggio all’oboe, membri della Formazione da Camera Suite. All’evento è intervenuto il sindaco Tommaso Minervini, che ha conferito alla professoressa de Pinto il Premio alla Carriera da parte della città di Molfetta. Prima della conversazione, Maria Addamiano ha tributato un delicato omaggio alla poetessa, leggendone alcuni versi dedicati alle donne. Betta Mongelli ha poi condotto con garbo e acume l’uditorio nel percorso di quella che ha definito “poetessa sensibile” e “cacciatrice di storie al femminile”, segnalando l’acribia con cui si è dedicata alla ricerca storica raccolta nel volume presentato. Un lavoro che ha comportato lo scavo negli archivi allo scopo di regalare compiuti e pregevoli “medaglioni di donne”, opera che ha condotto con la forza della sua personalità di donna “portatrice dei valori dell’autonomia e della ricerca di spazi di libertà”. Al centro della sua indagine figure di ogni estrazione sociale e animate da vari ideali: principesse, popolane, brigantesse, donne liberali o filoborboniche, “artiste raffinate” (non ultime le poetesse improvvisatrici) “o donne semianalfabete”, accomunate dall’eroismo di chi combatte per l’autonomia. Creature “resilienti” anche dinanzi ai soprusi di cui non di rado sono rimaste vittime. Il pregio di questo libro – osserva la prof.ssa Mongelli – “è quello di aver portato alla nostra consapevolezza queste storie” e le loro protagoniste, dalle silenziose, rinchiuse nei conventi e costrette al nubilato per la preservazione del patrimonio di famiglia, alle altamurane (tra cui Anna Ximenes), alcune in prima linea nella strenua resistenza ai sanfedisti. Il riferimento alla leonessa di Puglia ha stimolato anche un interessante ritorno sulla questione dell’attendibilità degli studi di Maria Teresa Macciocchi in merito alla quale la de Pinto si esprime favorevolmente. La conversazione si è poi dispiegata nelle forme di un dialogo (in cui non sono mancate riflessioni sull’attualità; si pensi ai riferimenti al Codice Rosso) tra Mongelli e de Pinto, con quest’ultima che ha offerto affascinanti specimina dei profili di donne tratteggiati, alternando la lettura di passi tratti dal volume a una narrazione condotta con passione e rigore. Su tutte spicca la storia della gallipolina Antonietta De Pace, protagonista di aneddoti che ne mostrano il coraggio; abbiamo udito rievocare il momento in cui, al cospetto dei gendarmi, appallottolò e inghiottì i proclami mazziniani che recava con sé oppure l’ostentazione al balcone di uno squillante scialle rosso durante “i funerali di Ferdinando II di Borbone”, atto fortemente provocatorio. La serata si è conclusa con la consegna da parte del Sindaco del Premio alla Carriera. Questa la motivazione: “Jole de Pinto, poetessa, storica e saggista, è stata per trenta anni ordinaria di latino e greco nei Licei della nostra città e ha raccolto le sue esperienze di didattica socratica nel volume “L’arte di una didattica”. Dai primi anni ’80 ha affrontato la critica di testi teatrali, di opere d’arte e di poesia contemporanea su riviste nazionali e pugliesi (“Molfetta nostra”, “L’altra Molfetta”, “La Vallisa”). Dal 1986 si dedica con successo alla poesia, pubblicando una decina di libri (tra cui “L’ora di dentro”, “Lusinghe di Nonamore” e “Spiccioli di poesia”), libri che, unica fra i poeti pugliesi contemporanei, hanno conseguito i più importanti premi nazionali (“Eugenio Montale”, “San Pellegrino Terme”, “Premio Carducci”, “Casentino” e “Vailate”) e ricevuto apprezzamenti dai massimi letterati italiani (Luzi, Alberoni, Spaziani, Sgarbi, Caproni, Bufalino), portando il nome di Molfetta in tutta Italia. Infatti in ogni libro di Jole de Pinto sono presenti liriche dedicate alla nostra città, in cui si evince un amore viscerale per Molfetta; in particolare il libro “Mare Nostrum” è rivolto per intero al mare molfettese. Conferenziera, articolista, opinionista televisiva, per questi meriti nel 1999 è stata insignita di una onorificenza da parte della provincia di Bari e quest’anno, in occasione del 35° anniversario della sua produzione poetica colta, intensa e raffinata, la Città di Molfetta dona questo Premio alla Carriera a Jole de Pinto”.

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