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Piano dell'agro: cosa dice l'amministrazione comunale
15 marzo 2011

L’adozione del Piano particolareggiato dell’agro lascia dietro di sé perplessità lunghe quanto lo strascico di un abito da sposa. Non sono bastate le “belle parole” dell’assessore all’Urbanistica Pietro Uva sull’indirizzo politico defi - nito dall’amministrazione: valorizzare produttività agraria, ambiente e patrimonio artistico, razionalizzare gli interventi comunali sull’agro, riqualifi care l’urbanizzazione agreste e defi nire ferrei regolamenti nell’edifi cazione delle strutture edilizie. Nemmeno la “puntuale” e “prolissa” relazione dell’ing. Rocco Altomare (redattore capo del piano) ha addolcito una cioccolata davvero amara nel consiglio comunale del 14 febbraio, quando con soli voti di maggioranza è stato adottato il piano. ELEMENTI DESCRITTIVI DEL PIANO Strumento urbanistico di settore, il piano «disciplina le aree produttive agricole - ha esordito in consiglio l’ing. Altomare - e incide sul territorio, sul suo sviluppo e sulla situazione ambientale». Conservazione, riconversione e effi cienza, gli obiettivi per «mirare alla modernizzazione dell’ambiente agricolo e regolamentarne tutela, assetto e trasformazioni». Basilari per la pianifi cazione, gli elementi descrittivi che «consentono la costruzione del quadro conoscitivo, inteso come ricognizione sistematica e ordinata di informazioni territoriali» (dalla relazione del piano). Sono inclusi il sistema delle conoscenze (comprensione, descrizione e rappresentazione del patrimonio territoriale nelle diverse parti extra urbane, nelle dimensioni ambientali, paesaggistiche, infrastrutturali e socioeconomiche) e gli elementi di pianifi cazione (strumenti e normativa vigente). Interessante lo studio della struttura morfologica (contesto murgiano), geomorfologica (tra cui le emergenze, come la discarica in località Coda della Volpe, tra la vicinale omonima, Piscina Cileo e l’Autostrada Bari-Bologna), pedologica (calcare di Bari, calcareniti di Gravina, depositi alluvionali), idrogeologica (mene, cale, lame, acque di falda), cui si aggiungono agrosistema, beni naturalistici (fl ora e fauna, tra cui l’Oasi Wwf di Torre Calderina) e di interesse culturale, architettonico e paesaggistico (torri, casali, Pulo, toponomastica, strade rurali, ponti, edicole, ecc.). Importante anche l’analisi delle criticità e dei degradi dell’agro (pericolosità idraulica, erosione, spetramento, desertifi cazione, salinizzazione, abbandono, ecc.). Quasi 200 pagine di relazione, un manuale da presentare nelle scuole per lo studio della storia, della tradizione, dell’agro di Molfetta. ELEMENTI PRESCRITTIVO- NORMATIVI E PROPOSITIVI Se i primi regolamentano gli interventi ammessi, i secondi individuano disposizioni e azioni che il Comune di Molfetta dovrà promuovere o attuare per determinati obiettivi. Ad esempio, promuovere il sostegno socio-economico dell’agricoltura, le fi - liere agroalimentari, favorire le iniziative dei giovani e lo sviluppo, la cura e la manutenzione dell’ambiente rurale, garantire la tutela della salute, ammodernare le strutture agricole e mantenerle effi cienti, semplifi care i procedimenti amministrativi e integrare le attività dell’agro con quelle urbane. Impulso alle attività turistiche, un altro aspetto del piano. Individuati, ad esempio, quattro percorsi ciclabili munti di aree di sosta, ristorazione e bookshop, «che attraverseranno aree dotate di una notevole vocazione turistica», ha sottolineato l’ing. Altomare. «Punteremo anche sull’agriturismo e sulla spesa in campagna - ha spiegato - permettendo ai coltivatori di allestire delle strutture in loco per la vendita di frutta e verdura». Ulteriore volumetria in muratura, non strutture leggere e movibili una volta terminata l’attività per cui erano state autorizzate. di Marcello la Forgia marcello.laforgia@quindici-molfetta.it 9 15 marzo 2011 P rimo piano Introdotto anche il concetto di borgo rurale, «agglomerato di tipo urbano cui i viciniori possono far riferimento per l’utilizzo di qualsiasi tipo di servizio, senza essere costretti a muoversi verso la città - ha aggiunto - e per capire la vocazione urbana di un’area ci serviremo della teoria della analisi della soglia, che considera il costo sociale, contabile e di perdita del potenziale produttivo agricolo». CONTESTI RURALI Punto focale, la perimetrazione dei quattro contesti rurali per l’agro di Molfetta, tratti dalla delibera G.R. n.1328/07. Ne riportiamo le mappature, in cui sono individuati con diff erenti colorazioni i seguenti contesti: rurale con funzione prevalentemente agricola e limitata frammentazione (CR1a di colore marroncino, CR1b di colore rosa): terreni idonei alle pratiche agricole; rurale con funzione agricola, limitata frammentazione e potenziale ambientale e/o paesaggistico (CR2 di colore giallo pallido): unità colturali di discrete dimensioni con medie estensioni a olivo, in ambiti contenenti emergenze ambientali e paesaggistiche rilevanti; rurale con funzione agricola e assetti poderali frammentati (CR3 di colore verde pisello): presenza di unità colturali di piccole dimensioni a coltura mista e/o protetta; rurali antropizzati e/o periurbani in evoluzione (CR4a di colore blu, CR4b di colore azzurro): area che, pur mantenendo una vocazione agricola, risente della vicinanza e delle previsioni di estensione urbanistica del centro urbano.

Autore: Marcello la Forgia
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