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Per la casa si incatena davanti alla stanza del sindaco
22 marzo 2002

MOLFETTA – 22.3.2002 Ennesimo gesto di disperazione per la signora Assunta Carlucci. Si è di nuovo incatenata davanti alla stanza del sindaco per ottenere una casa e non subire ancora una volta lo sfratto. "Ero e sono disposta a tutto", ha ribadito subito dopo. E' molto triste la sua storia. Tre figli, il marito disoccupato, uno sfratto già subito sette anni fa. "Un incubo che ancora mi perseguita ogni giorno. Quella mattina nella nostra casa fecero irruzione i carabinieri, l'ufficiale giudiziario, i padroni. E a noi non rimase altro che andarcene". D'allora fu l'odissea. Due anni con i familiari. Ancora brutti ricordi e nuove sofferenze che per la signora Carlucci è davvero impossibile dimenticare. Poi finalmente una casa. "Le cose sembravano essersi messe a posto", racconta Assunta Carlucci. Ma non era così. Ora sulla sua famiglia pende un altro sfratto. "Perché ci siamo rifiutati di firmare un contratto che renderebbe cronico il nostro stato di incertezza". Pochi giorni ancora e poi, alla fine del mese, dovranno abbandonare la loro casa. La signora non vuole una casa gratis, né una casa parcheggio, vuole una casa da pagare a un canone equo, ma con la garanzia di non essere sfrattata. Ieri mattina la signora Carlucci non ha avuto dubbi. Da giorni preparava quel gesto, il secondo in due mesi. Non ci nasconde che avrebbe voluto fare un'altra azione di forza. "Occupare i locali comunali, quelli che in passato ospitavano la Saub: li ho visti, sono grandi, potrebbero dare un tetto a molte famiglie". Aveva chiesto la collaborazione di altri cittadini da anni alla ricerca di una casa. "Credevo che potessimo unire le forze: ma alla fine sono stata lasciata sola, per l'ennesima volta". Ieri mattina, purtroppo, Assunta Carlucci non aveva portato con sé solo le catene. "Avevo anche una lametta e molti tranquillanti. Avrò preso decine di pasticche. Ero decisa a farla finita". Poi per fortuna l'intervento dei vigili urbani, un medico. "Volevano liberarmi. Ma io ho resistito: per nulla al mondo avrei rinunciato a denunciare la mia disperazione". Sul posto c'erano anche molte telecamere. La signora Carlucci non ha voluto che la riprendessero in volto. "Voglio tutelare i miei figli dagli sciacalli", ha spiegato ai giornalisti. Poi l'incontro col sindaco. "Mi ha detto che farà di tutto, che c'è una casa, e che la mia situazione potrebbe essere riesaminata". Del suo caso si è occupato anche il Vescovo, mons. Martella, al quale la signora ha voluto esprimere la sua gratitudine per l’interessamento. Nei prossimi giorni vedremo cosa farà il sindaco se manterrà le promesse fatte alla signora. Massimiliano Piscitelli
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