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Paola Natalicchio: da Annalisa Altomare troppi distinguo e voti mancati. Adesso deve dirci da che parte sta
15 ottobre 2014

Fare chiarezza, dire le cose come stanno, fare a meno di calcolatrici e misurini e raccontare davvero quello che è successo nella maggioranza nelle ultime tre settimane: dalla “rottura” con Annalisa Altomare consumatasi durante il consiglio comunale sul comparto 18 il 24 settembre, alla nomina dei nuovi assessori Tommaso Spadavecchia e Marilena Lucivero. Il sindaco Paola Natalicchio ha appena condotto in salvo il vascello del centrosinistra cittadino e sembra essersi lasciata alle spalle la tempesta dei scorsi giorni legata a dissapori politici e polemiche su urbanistica e pianificazione. Ma non sembra voler rassegnarsi agli schemi consolidati della politica tradizionale, quella dei silenzi e della diplomazia e a noi di Quindici, racconta in esclusiva tensioni, polemiche, retroscena legate alla vicenda la Ghezza-Altomare. Sindaco, Annalisa Altomare è ancora parte integrante della maggioranza? «Questo lo decide Annalisa Altomare. E’ lei che ci farà sapere se fa ancora parte di questa maggioranza o meno. Aspetto con grande attenzione sue notizie. E’ vero che ha votato il bilancio di previsione, ma per un anno e mezzo il suo percorso in consiglio comunale è stato segnato da una serie di voti mancati. Quindi penso che Annalisa debba adesso chiarire la sua condivisione o meno delle linee programmatiche di questa amministrazione, ma penso che sia una cosa che lei abbia voglia di fare. Quello che io posso ribadire, è quello che le ho detto nel marzo del 2013 quando abbiamo preso un lungo caffè insieme e le ho chiesto di aiutarmi nel percorso della mia candidatura». Quali sono i motivi dello scontro? «Penso sia stata l’urbanistica a segnare delle differenze importanti. L’urbanistica e il completamento del piano regolatore regionale su una linea probabilmente in qualche modo differente dalla nostra che è quella di una gerarchizzazione delle cose che si possono fare subito come per esempio il comparto 17 che il 9 ottobre è stato sbloccato dopo dieci anni grazie ad un incontro risolutivo. Stessa storia per a maglia mercato, il comparto 3 e 5. Poi ci sono una serie di cose complicate come il maxi comparto, il comparto 18 che passeranno attraverso molte cose, attraverso il PUT (Piano urbanistico territoriale). Io penso che in un mese passeremo attraverso questo varco che è l’adeguamento del piano regolatore al Put. Lì vedremo se la maggioranza c’è o non c’è, se è tutto controllo e se la linea sull’urbanistica è la stessa». L’accusa più volte ribadita, anche da Lillino di Gioia su queste pagine è quella della mancata programmazione. «Sono stanca degli attacchi all’assessore Rosalba Gadaleta. Che è un assessore all’urbanistica di grande qualità, che la città non ha mai avuto. Che sta dimostrando di essere un assessore generoso, che si sta spendendo sui comparti senza riserve, per dare delle risposte ai costruttori, agli operai e adesso stiamo per raccogliere i frutti di questo lavoro. Non è un assessore ideologico, è un assessore che ha una visione. E non è vero come dice Annalisa Altomare che la nomina di Marilena Lucivero è per compensare le mancanze di Rosalba Gadaleta. La linea sull’urbanistica è chiarissima, è scritta sul nostro programma, è nel Dup (Documento unico di programmazione) ed è scritto in quello che stiamo facendo, sistemazione dei comparti e pianificazione. La Lucivero entra non perché ci serve la visione ma perché è un giovane architetto che sarà un supporto soprattutto per la progettazione degli spazi aperti». Non è, forse, un po’ inesperta? «L’esperienza si fa sul campo. Anche io non ne avevo molta all’inizio, quando la Melandri a 26 anni mi ha chiamato a fare la portavoce di un ministro, avevo pochissima esperienza. C’è bisogno di fidarsi di chi ha un’esperienza giovane e comunque Marilena, per la sua età ha un profilo molto importante e potrà darci una mano per la spiaggia di Levante per esempio. Lei lavora da anni sulle spiagge urbane, sul turismo sostenibile, sulla sostenibilità legata alla costa. L’esperienza si fa sul campo e io devo dare a Marilena una possibilità, perché credo nel suo talento. Avremo modo di incontrarlo, di conoscerlo, di scoprirlo e abbiamo bisogno anche di una mamma di un bambino di sei mesi e di tre anni. Avevo bisogno anche di una persona più piccola del sindaco. Non ce n’erano di persone più giovani di me». Perché più piccola? «C’è bisogno di costruire un precorso sui bambini, serve montare più spazi per i bambini e lavoreremo subito sul nuovo progetto di area giochi per la villa comunale con Marilena. Serve un assessore che abbia i figli piccoli, perché solo lui può sapere se un passeggino passa o non passa da una strada e così una sedia a rotelle, sa se ci sono spazi sufficienti per l’infanzia in questa città e altre questioni simili. Quindi penso che potrà essere prezioso questo mix generazionale. Tommaso Spadavecchia e Marilena Lucivero insieme saranno dei valori aggiunti ». Non crede che in realtà siano esplose delle contraddizioni generazionali? Ci riferiamo soprattutto a coloro che fanno riferimento a Lillino Di Gioia e Annalisa Altomare. Due modi diversi di intendere la politica e la società, dettati da un’età diversa? «Rosalba, Angela, Giovanni, Betta (rispettivamente gli assessori: Gadaleta, Amato, Abbattista, Mongelli, ndr) hanno tutti tra i 52 e i 60 anni e sono mie persone di fiducia. Adesso entra Tommaso che ha settant’anni e entra Marilena che è più giovane di me. Non credo a questa storia delle generazioni, credo al mix generazionale, come sostenuto in campagna elettorale. Un patto tra i nonni e i nipoti. I mix generazionali sono quelli che hanno spostato la storia della nostra campagna elettorale. Credo sia importante riproporre questo patto tra gli esperti e gli inesperti (anche se Marilena inesperta non è) e credo sia un patto importante. Penso sia una sfida grande e penso che le generazioni possano stare sempre insieme e misurarsi». Quindi il problema con Annalisa Altomare non è generazionale? «Assolutamente no, non si tratta di quello. Annalisa deve semplicemente dirci se la linea di questa amministrazione è la sua o no. Se lei ci confermerà di riconoscersi in questo grande progetto politico, ci saranno allora i presupposti per continuare insieme. Annalisa Altomare è un grande politico, una donna intelligente e capace. Staremo a vedere». Intanto si è consumata una brutta rottura con Serena La Ghezza. Una rottura che ha avuto strascichi polemici anche piuttosto aspri... «Il mio rapporto personale con Serena purtroppo si è incrinato a causa di una decisione dolorosissima. Già in giugno ho detto a Serena che le cose non andavano bene e che lei doveva aiutarmi a recuperare Annalisa ma purtroppo le cose non sono andate così». Serena La Ghezza in questo modo ha anche perso il suo posto da consigliere comunale... «Questo mi dispiace moltissimo. E capisco anche la sua amarezza personale perché stava lavorando su tante cose e interrompere bruscamente il lavoro, è stato duro. Fino all’ultimo Serena è venuta al Comune, ha fatto provvedimenti, si è impegnata. Giustamente non voleva interrompere un lavoro portato avanti con grande entusiasmo. Alla fine possiamo dire che Serena è una “vittima” innocente di questa storia politica. Però Serena faceva parte di un’area politica della quale non si è mai dissociata e non mi ha mai detto di non farne più parte. Tant’è che quando Emiliano è venuto in città lei lo ha seguito. Perché quello di Annalisa è un gruppo e Serena era ed è espressione di quel gruppo. E ripeto: questa rotture è tanto più dolorosa poiché quella di Serena è stata una mia scelta. Ed è strano che Annalisa adesso difenda a spada tratta Serena, perché quando ho puntato sul suo nome non è stato per niente facile convincerla ma io ero convinta che quella ragazza fosse un giovane talento della nostra politica e valesse la pena scommetterci». Perché, Annalisa Altomare, aveva forse altre proposte? «Aveva forse il suo nome?».

Autore: Onofrio Bellifemine
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