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Padre vendeva la figlia ai suoi amici, arrestato dai carabinieri Una vicenda terribile da film dell'orrore, storia di miseria e violenza
09 maggio 2007

BARI - Abusi e violenze inaudite, queste le tristi realtà che una ragazzina poco più che tredicenne ha dovuto subire per ben due anni da parte di un padre ignobile. Sembra la trama di un film dell'orrore ed invece no, è una delle tante storie di miseria che si intrecciano nei meandri delle periferie suburbane più retrive ove le grida di aiuto sovente giungono fioche e le povere vittime finiscono spesso inghiottite dalla loro stessa sofferenza. La sconcertante vicenda, si staglia su uno squallido scenario di degrado familiare e sociale, in un paese del sud barese, dove un padre usa la propria figlia minorenne come merce, facendola prostituire anche in cambio di pochi spiccioli. Due anni di questo calvario, hanno fatto trovare la forza a questa giovane ragazza di ribellarsi a quella realtà, raccontando con disarmante lucidità il suo drammatico vissuto. E lo ha fatto con i militari dell'Arma che, insieme ad una psicologa, l'hanno aiutata a tirar fuori il suo dolore. Tutto ha inizio nel 2004, quando questo padre scellerato comincia a far prostituire la sua unica figlia che all'epoca aveva poco più di tredici anni. In cambio di pochi soldi, la ragazzina era costretta a sevizie della peggiore specie da parte degli amici del padre, arrivando addirittura a delle vere e proprie violenze di gruppo. La ragazza però, nel 2006, si fa coraggio ed insieme alla madre va dai carabinieri e racconta tutto. Fra le lacrime e la disperazione la giovane descrive il buio di questi due anni, le sue frequenti visite in ospedale dovute ai problemi fisici conseguenti alle violenze subite. Di fronte a ciò, i carabinieri, dopo i primi accertamenti del caso, iniziano le indagini e la ragazza viene allontanata dalla famiglia per essere condotta in una struttura protetta. In pochissimo tempo il quadro investigativo si fa terribilmente chiaro e raccapricciante e a carico del padre, si ravvisano non solo reati gravissimi ma responsabilità morali pesanti come macigni. Adesso l'orco cattivo è assicurato alla giustizia alla luce di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall'Autorità Giudiziaria e la ragazzina ha trovato accoglienza e protezione lontano da quell'inferno, in una struttura protetta. Per lei la serenità è ancora lontana e sarà dura dimenticare, cancellare un padre che forse sarebbe stato meglio non avere mai.
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