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Nasce a Bari un incubatore per le aziende moda della Puglia Grazie all'accordo fra Provincia, Università e Moda Mediterranea. Erogherà servizi avanzati a favore delle aziende del territorio, creando un network fra stilisti, esperti di marketing e mondo della ricerca.
20 febbraio 2008

BARI - E' il secondo esempio in Italia, dopo il “Fashion Incubator” della Camera Nazionale della Moda e del Comune di Milano. Le banche interverranno con fondi di venture capital a supporto delle imprese locali con i business plan più innovativi. Lanciare nuovi stilisti, sostenere i più interessanti “start up” aziendali, supportare le aziende maggiormente strutturate con servizi di eccellenza, soprattutto nel campo della ricerca e sviluppo, del management e dell'innovazione stilistica. Questi in sintesi gli obiettivi dell' “Incubatore della moda” che nascerà a Bari grazie all'accordo siglato presso la Provincia di Bari dal presidente dell'Ente provinciale, Vincenzo Divella, dal prof. Vito Gallotta, Coordinatore del Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie della Moda presso l'Università di Bari intervenuto in rappresentanza del Rettore Corrado Petrocelli, e dal presidente di Moda Mediterranea, Paolo Marinuzzi. L'incubatore, che verrà realizzato entro l'anno prossimo, sarà un centro servizi per la promozione e l'assistenza tecnica alla creazione d'impresa. A beneficiarne saranno le aziende regionali del settore moda, che potranno godere di servizi all'avanguardia, ma anche di un vero e proprio luogo di incontro con la ricerca scientifica e accademica locale. Un centro di assistenza e orientamento di questo tipo, esclusivamente dedicato alla moda non ha eguali in Italia, eccezion fatta per il “Fashion Incubator” della Camera Nazionale della Moda e del Comune di Milano. “Il decollo del sistema moda regionale - ha affermato il Presidente Vincenzo Divella – può realizzarsi solo se i due mondi dell'impresa e dell'università riescono a saldarsi e a interloquire stabilmente. Nell'incubatore della moda le imprese regionali potranno trovare un partner affidabile per la progettazione dei campionari, l'innovazione dei materiali e la comunicazione, ovvero i capisaldi su cui poggia la fortuna di una griffe”. “L'obiettivo primario di questo incubatore – ha aggiunto il prof. Vito Gallotta - è quello di realizzare un trasferimento di know-how e innovazione tecnologica dai centri di ricerca e dai laboratori universitari alle imprese. In particolare, forniremo a giovani aziende mezzi, risorse e consulenze, aiutandole a sopravvivere e crescere durante il periodo di start-up, in cui risultano maggiormente vulnerabili. Allo stesso tempo, fungeremo da acceleratore per le attività imprenditoriali già avviate, comprimendo i tempi del loro sviluppo”. Nel progetto sarà importante anche il ruolo delle banche. “Per imporsi sul mercato della moda - ha commentato Paolo Marinuzzi, presidente di Moda Mediterranea - occorrono spesso grandi capitali. Abbiamo pensato anche a questo, aprendo delle trattative con due grandi gruppi bancari che si sono dichiarati disposti a sostenere le aziende "incubate" attraverso appositi fondi di venture capital. In pratica, gli istituti di credito valuteranno i business plan più innovativi e con maggior potenziale di sviluppo e finanzieranno quelle imprese nelle prime fasi di vita, consentendo loro di investire in innovazione e comunicazione. Il successo dei brand sarà l'ovvia conseguenza del meccanismo”.
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