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Molfetta, una città sporca
15 dicembre 2006

A Molfetta nessun problema ambientale. L'assessore all'ambiente Mauro Magarelli e Marta Pisani, delegato LILT (Lega italiana per la lotta contro i tumori) sono stati molto chiari. La conferenza nell'auditorium di San Domenico ha avuto come tema “La condizione ambientale a Molfetta”, benché la preoccupazione maggiore sia stata quella di evidenziare come i problemi ambientali influenzino la nostra salute. Secondo l'ultimo rapporto effettuato nel 1999 (un po' vecchiotto, bisognerebbe aggiornarlo!), nei nostri pozzi artesiani non ci sarebbe nessun tipo di inquinamento organico. La stessa cosa si potrebbe dire per il nostro mare (assenza di colorazioni anomale, buon livello di trasparenza, assenza di mucillagine), per l'aria che respiriamo (mancano grossi impianti industriali) e per lo smaltimento dei rifiuti (Molfetta nel 2001 ha vinto il premio “Comuni Ricloni”). Abbiamo detto che a Molfetta non riscontriamo nessun problema ambientale, ma … verso Ponente vi è lo scarico delle acque reflue provenienti da Ruvo e Terlizzi, le cui tubature, nei pressi di Torre Calderina, sono a cielo aperto, acque di cui si servono i contadini per irrorare le colture. Sono presenti, lungo tutto il Mediterraneo, residui di ordigni bellici, iprite, arsenico e uranio impoverito (si pensi al Gavetone, dove la capitaneria di porto ha operato una parziale loro eliminazione; o all'affondamento della Alessandro I nel 1991, di cui restano ancora residui chimici). La quantità del PM10, le polveri sottili, nel 2006 è stata per 38 volte al di sopra del limite legale, a causa dell'eccessivo traffico veicolare, non esente da colpe nell' inquinamento acustico, che supera con i suoi 70 dB la soglia dei 65 dB. Anche le radiazioni occupano un posto importante nella vita dei molfettesi: basti pensare ai famosi tralicci di via Ungaretti. L'assessore Magarelli ha dichiarato che un'ordinanza di smantellamento è stata emessa, adesso i problemi sono delle ferrovie dello Stato. O ai 6 ripetitori per la telefonia, ai 9 per le radio, all'unico per la TV. Entro qualche anno, a detta dell'assessore, due di loro verranno spostati al di fuori del centro abitato. E non dimentichiamo le località Coda della Volpe e Contrada S. Leonardo contaminate da materiali inerti, né l'inutilità dell'impianto di compostaggio sotto sequestro giudiziario dal 2002. Un discorso a parte bisognerebbe fare per il randagismo e per le feci canine: il Comune è impotente, ma si sta attivando per la derattizzazione e la risoluzione del problema dei pappagalli nella zona Madonna della Rosa. Molfetta non presenta nessun problema ambientale. Ma la percentuale di tumori al polmone è più alta della media nazionale. Senza tralasciare quelli alla pelle, alla vescica, al colon, alla mammella, le malattie nervose, respiratorie, allergiche, infettive. L'ambiente è alterato, ammette il chirurgo oncologo Nicola la Forgia: ancora una volta l'emissione dei gas di scarico scalza il fumo passivo, le onde a bassa tensione dei tralicci e l'amianto. La prevenzione primaria: Molfetta è la città più monitorata della Puglia. Presto verrà istallato un laboratorio olfatto-metrico, primo nel Sud. Verranno ripresi i lavori per la depurazione delle acque reflue. Si incentiveranno le opere di bonifica dell'amianto, con azioni repressive e coercitive. Il Comune si sta impegnando. Si spera anche il cittadino per la tutela dell'ambiente. E di se stesso.
Autore: Marcello la Forgia
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