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Molfetta, un cantiere edile si impossessa di una strada pubblica per usarla come deposito
28 agosto 2007

MOLFETTA - Ancora improvvisazione e scarso controllo da parte delle autorità comunali nei confronti dei cantieri di Molfetta. E a pagare sono sempre i cittadini. Ma questo interessa all'ufficio tecnico, ai vigili urbani e all'amministrazione comunale? Sembrerebbe di no, a giudicare dall'ultimo caso che stiamo per raccontarvi. Un'impresa edile impegnata nel rifacimento delle facciate di un edificio, ha pensato bene di "requisire" una strada pubblica ad uso privato come deposito per il proprio materiale e i pezzi delle proprie impalcature. E' avvenuto nella strada che collega via Sott. Caputo a via La Forgia. In pratica, come si vede anche dalle foto, l'impresa in questione si è impossessata della strada, chiudendola da entrambi i lati, per farne proprio deposito. La cosa più strana è che la suddetta impresa non ha avuto nemmeno la lungimiranza di utilizzare l'altro arco di accesso a via La Forgia che, per volontà di un assessore delle passata amministrazione, lì residente, e per consuetudine di anni, è stata chiusa da due cavalli di frisia, in modo da impedire non solo il passaggio, ma anche la sosta delle auto. Visto che quel passaggio era ormai chiuso, perché non utilizzarlo come deposito? No, l'arroganza dell'impresa edile è arrivata al punto da chiudere la strada, perché è tre metri più vicina all'impalcatura. Si tratta di un'impresa raccomandata, visto che utilizzando un'impalcatura "mobile" ha evitato il tradizionale rivestimento protettivo e nel momento in cui è andata a rimuovere l'intonaco dalle pareti dell'edificio, ha diffuso polvere pari al… crollo dello stesso edificio. Con buona pace di residenti e abitanti della zona che hanno trovato polvere dappertutto e non hanno potuto aprire le finestre per settimane. Stesso discorso per il "deposito", predisposto prima di Ferragosto e lasciato lì per due settimane. E la pacchia continua. Ma esistono i vigili urbani a Molfetta? Esiste un ufficio tecnico che accerta l'andamento dei lavori, esiste un'amministrazione che si preoccupa dei disagi degli abitanti in periodo non elettorale? Sappiamo della carenza di organico della polizia urbana, ma una passeggiata ogni tanto fra i vari cantieri non sarebbe impossibile, nè richiederebbe un'apposita task force. E l'ufficio tecnico? Ha concesso l'autorizzazione a chiudere la strada? E se lo ha fatto, in base a quali criteri? Ha tenuto conto che nella zona vicono decine di famiglie? Ancora una volta, nostro malgrado, dobbiamo registrare le disfunzioni e la degenerazione di regole e leggi in una città dove sembra consentito a chiunque fare i propri comodi. Fino a quando qualche rompiscatole (si chiamano così oggi i molfettesi che conservano ancora un senso civico) non denuncia le situazioni irregolari e allora si finge di porre un qualche rimedio, quando non si risponde al malcapitato cittadino: arrangiati. Perché è più comodo non fare il proprio dovere per non farsi nemici, anche quando certi controlli dovrebbero rientrare nelle funzioni per le quali si è retribuiti dal Comune. Con i soldi di tutti i cittadini.
Autore: V. R.
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