Recupero Password
Molfetta: primo Consiglio comunale, deleghe agli assessori ma è già scontro tra sindaco e opposizione
21 giugno 2008

MOLFETTA - La prima seduta del Consiglio comunale non si è risolta solo in semplici adempimenti di forma: giuramento del sindaco, elezione del presidente e discorso programmatico del sindaco. Ma in aula ha riportato gli strascichi di una campagna elettorale dai toni forti, ed è stata l'occasione per capire quale sarà il clima che si respirerà nei prossimi anni nella massima assise cittadina, con Azzollini propulsore e leader di un'ampia maggioranza ordinata e leale e una opposizione vigile e pronta a dar battaglia su ogni provvedimento. Si è partiti già con tre avvicendamenti annunciati tra le file del Popolo delle libertà: Mario Amato ha lasciato il posto a Leonardo Scardigno, Giusy de Bari, che sarà il dirigente del settore ragioneria, a Benito Cimillo e Eleonora Caputi a Annamaria Brattoli. Ma le prime scintille sono arrivate già sulla convalida degli eletti, per la quale il segretario del Partito democratico, Abbattista ha chiesto una votazione separata per i consiglieri e il sindaco. Confermata dalla posizione di Mino Salvemini che ha spiegato che la posizione di astensione dell'opposizione, giudicando “sub iudice” la posizione di Azzollini, che per il cumulo di cariche tra primo cittadino e presidente della commissione bilancio del Senato, attende che la giunta per le elezioni si esprima sulla compatibilità. Tutto probabilmente si risolverà in una bolla di sapone come già successo due anni fa, quando di altro colore era la maggioranza a Palazzo Madama, ma con la richiesta l'opposizione ha voluto rimarcare quella che ha sempre giudicato un inopportuno cumulo di cariche. Poi è stata la volta della votazione dell'ufficio di presidenza del consiglio comunale. Al presidente designato e eletto, Nicola Camporeale, si affiancheranno i vicepresidenti Pietro Mastropasqua (Pdl) e Pino Amato (Udc). Tra gli obiettivi annunciati da Camporeale c'è quello di rimettere mano al regolamento di funzionamento del consiglio comunale, che ormai risale al 1975. La parola poi è passata ad Azzollini che, dopo il giuramento, ha finalmente sciolto ufficialmente il nodo delle deleghe degli assessori che hanno ricalcato quelle anticipate da “Quindici” in mattinata. Pietro Uva, è il vicesindaco con delega all'urbanistica, Mimmo Corrieri, all'annona, alla polizia municipale e al commercio, o come l'ha definito il sindaco sarà “l'assessore alla scurezza”. A Saverio Tammacco spettano le attività produttive, a Leo Petruzzella agli affari generali, fondi europei, agricoltura e pesca; Enzo Spadavecchia allo sport e al contenzioso; Mariano Caputo ai lavori pubblici; Giulio La Grasta al bilancio e Giacomo Spadavecchia al marketing e promozione del territorio e una parte non meglio precisata dei lavori pubblici; Luigi Roselli ai servizi sociali e Mauro Magarelli al patrimonio e alle partecipate. In merito a tali designazioni è ancora una volta intervenuta l'opposizione, con Giovanni Abbattista che ha sollevato una questione di legittimità sulla base dell'art. 37 dello statuto comunale, che stabilisce una limitazione a due mandati consecutivi per gli assessori e prevede che il sindaco nella formazione della giunta, assicuri la presenza dei due sessi. Entrambe previsioni disattese dalle attuali nomine, visto che non ci sono donne e Magarelli, Spadavecchia e Uva sono al terzo mandato, considerando pieno l'ultimo terminato con le dimissioni di Azzollini. Abbattista ha sottolineato che il “provvedimento è inficiato da una violazione statutaria” e ha provato a dare una interpretazione dell'assenza di donne in giunta con “l'esigenza del rispetto degli impegni elettorali e con l'applicazione per le nomine del manuale Cencelli”. La risposta del sindaco non si è fatta attendere e dopo aver colpito direttamente il segretario del Pd rifacendosi a fatti personali e definendolo un “giovane consigliere inesperto”, ha denunciato il “pessimo inizio dell'opposizione” e ha difeso il suo provvedimento. Riguardo agli assessori, Azzollini ha dato una diversa interpretazione della norma statutaria, non ritenendo completo neanche il primo mandato ricoperto dagli assessori nella giunta di Tommaso Minervini e liquidando la questione delle donne in giunta come una previsione di carattere programmatico e quindi non cogente. Apprezzando invece la maggiore presenza di donne in consiglio comunale, quattro: Paola Latino, Annamaria Brattoli, Carmela Minuto e Adele Claudio che, a suo dire, assicurano un “tocco di dignità e gradevolezza”. Il Consiglio comunale si è poi a lungo soffermato sull'esposizione programmatica del sindaco e sulle dichiarazioni dei consiglieri comunali, aprendo un dibattito politico di cui daremo separatamente notizia.
Autore: Michele de Sanctis jr.
Nominativo  
Email  
Messaggio  
Non verranno pubblicati commenti che:
  • Contengono offese di qualunque tipo
  • Sono contrari alle norme imperative dell’ordine pubblico e del buon costume
  • Contengono affermazioni non provate e/o non provabili e pertanto inattendibili
  • Contengono messaggi non pertinenti all’articolo al quale si riferiscono
  • Contengono messaggi pubblicitari
""


Quindici OnLine - Tutti i diritti riservati. Copyright © 1997 - 2024
Editore Associazione Culturale "Via Piazza" - Viale Pio XI, 11/A5 - 70056 Molfetta (BA) - P.IVA 04710470727 - ISSN 2612-758X
powered by PC Planet