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MOLFETTA. Primarie del centrosinistra: si sceglie tra Vendola e Boccia Si vota alla Fabbrica San Domenico dalle 8 alle 21, presentando la carta di identità e versando 1 euro di contributo. Nelle primarie del 2005 Molfetta fu determinante per la scelta dell'attuale presidente. Il ruolo di D'Alema, la partita con l'Udc e le future alleanze. Lo scontro De Nicolo-Minervini
23 gennaio 2010

MOLFETTA - E siamo alle primarie per la scelta del candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia fra il presidente uscente Nichi Vendola e il deputato del Partito Democratico Francesco Boccia.
In pratica, si ripropone la sfida del 2005 quando nelle primarie prevalse, a sorpresa, Vendola.

La battaglia si presenta accesa perché è in gioco non solo la scelta del candidato, ma gli assetti politici, le alleanze, il destino stesso di alcuni protagonisti della politica. Sono in ballo oltre i due diretti contendenti, anche Massimo D’Alema, che in questa partita rischia leadership e credibilità all’interno del centrosinistra e nei confronti dei possibili alleati, primo fra tutti l’Udc, che potrebbe portare a ridisegnare tutto lo scenario politico nazionale.
Ed è proprio per non scontentare il partito di Pierferdinando Casini, i cui voti sono determinanti in Puglia, come in altre regioni, che D’Alema ha detto no alla riconferma di Vendola, sul quale era stato messo il veto dall’Udc.
Nessuno mette in discussione l’operato del presidente uscente, tutti dicono che ha lavorato bene e con successo, ma deve tornare a casa per compiacere Casini. Questo è il messaggio che è venuto fuori dai vertici del Pd pugliese, in cui un segretario fantoccio come Sergio Blasi non è riuscito a governare la situazione.
Il risultato è stato quello della discesa in campo di Michele Emiliano, sindaco di Bari, che, però poi si è ritirato quando ha capito che non sarebbe stata cambiata la legge regionale che impone le dimissioni da sindaco per candidarsi alla Regione. E così è spuntato il nome di Boccia, tirato fuori dal cappello a cilindro dalemiano, nome non sgradito all’Udc.
Anche Vendola si gioca tutta la sua credibilità in questa partita, cominciata male pure per lui. Forse se Vendola avesse scelto di entrare nel Partito Democratico, la scelta della ricandidatura non avrebbe trovato ostacoli. Tra l’altro, con questa operazione, Vendola avrebbe avuto anche la possibilità di divenire uno dei possibili leader del centrosinistra a livello nazionale, una sorta di Obama italiano, anche perché a livello di immagine e comunicazione il presidente della Regione Puglia avrebbe potuto contrastare efficacemente Berlusconi.
La storia, però, non si fa con i “se”, ma con le scelte degli uomini, che qualche volta sbagliano e il corso degli eventi prende altre strade.
Nichi Vendola, che sta facendo un’ottima campagna di comunicazione, punta molto sul lavoro svolto, sui risultati raggiunti e soprattutto sul voto di opinione, che, come nel 2005, non dovrebbe mancargli.
Tra l’altro i sondaggi lo danno vincente al 60% contro il 40% di Boccia e del Pd, diviso al proprio interno, al punto che, malgrado le indicazioni del partito, molti iscritti, ma anche elettori e simpatizzanti, sceglieranno di votare Vendola, che sta ottenendo in queste ore il sostegno di molti personaggi della cultura, dello spettacolo, del giornalismo da Dario Fo a Margherita Hack.
Massimo D’Alema ha schierato tutto l’apparato del Pd per rastrellare voti a sostegno di Boccia. Quest’ultimo, in un primo momento aveva annunciato di ritirarsi, perché, consapevole di non avere consensi sufficienti, non voleva ripetere la figuraccia dell’ultima volta. Tra l’altro, anche a Molfetta, il deputato biscegliese, non ha dei propri referenti o se ci sono, non appaino all’esterno, a giudicare dalla scarsa campagna di comunicazione portata avanti in sede locale.
Molti iscritti del Pd hanno dichiarato di non sentirsi legati a vincoli di partito, come lo stesso Salvatore Vassallo, padre dello statuto del PD che ritiene che la sovranità sia tutta degli elettori, non essendoci un candidato ufficiale in Puglia. E Boccia? “E’ un esponente del Pd candidato alle primarie di coalizione, non il candidato del Pd. Non è obbligatorio votarlo”, ha dichiarato Vassallo che non è d’accordo con la campagna dalemiana contro Vendola. In pratica, oggi si sceglie il candidato della coalizione, il vincitore delle primarie sarà il candidato ufficiale da sostenere da parte di tutti.
Insomma, il gruppo dirigente del Pd, segretario Bersani compreso, in caso di insuccesso avrebbe problemi a restare al vertice del partito e verrebbe subito messo in discussione dalla base e comincerebbe un regolamento di conti molto duro.
A Molfetta si vota domani dalle ore 8 alle ore 21 nella Fabbrica di San Domenico per scegliere il candidato presidente tra Vendola e Boccia.
Possono votare tutti i cittadini residenti in Puglia che abbiano compiuto almeno 18 anni. Per votare occorre essere muniti della carta di identità e versare un contributo di 1 euro per le spese di organizzazione della consultazione. Lo scrutinio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi.
Sicuramente ne vedremo delle belle, anche perché a Molfetta il partito è ancora più spaccato di quello nazionale e l’area dei socialisti di Piero De Nicolo che ufficialmente non appoggia Boccia, giocherà la sua partita contro Vendola e soprattutto contro Guglielmo Minervini, assessore regionale uscente, vicino al governatore pugliese, per incrinare la sua leadership. Ma il fatto che De Nicolo non abbia condotto alcuna visibile campagna elettorale, né si sia schierato ufficialmente a favore di Boccia, la dice lunga sui giochi in campo e su quello che avviene nelle retrovie della politica molfettese.
Va ricordato, infine, per dovere di cronaca, che furono proprio i voti di Molfetta a determinare la vittoria di Vendola nel 2005: sarà così anche questa volta?
La parola agli elettori, che si prevede saranno numerosissimi (non meno di 3.000) con lunghe code ai seggi.
 

Autore: Felice de Sanctis
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Come mai se il governo regionale Vendola ha fatto bene il PD non lo appoggia subito?Per battere il centrodestra il centrosinistra deve raccattare i voti dei partiti della pagnotta ovvero UDC che non superano il 6% ma che possono essere fondamentali...La politica dell'UDC mi sembra come quella di tre amici che giocano alla lotteria.Due dei quali mettono un capitale per comprare il biglietto mentre il terzo ossia l'UDC dice "se vinciamo pago la mia quota per l'acquisto del biglietto e poi dividiamo la vincita,ma se non vinciamo,il biglietto non lo compro e me ne vado da un'altra parte"... Un appunto a chi ha scritto l'articolo:perchè Vendola uomo di sinistra avrebbe dovuto entrare nel PD che con la sinistra non ha nulla a che fare?Ha fatto bene a rimanere coerente uomo di sinistra.Oltretutto non capisco perchè se Vendola fosse entrato nel PD,il partito dell'UDC lo avrebbe dovuto appoggiare?Allora significherebbe guardare ai simboli più che alle persone.Se Vendola non mi piace in Sinistra e Libertà non mi piace nemmeno nel PD e viceversa!Infine paragonare Vendola a Obama...stiamo calmi!Anche perchè dopo appena un anno il presidente americano comincia a perdere terreno e stima nella sua gente.Inoltre:qui si parla di elezioni regionali,chi se ne frega di Hack(con tutto il rispetto)e Fo(senza rispettO)che della Puglia sapranno poco o niente!Oltretutto ho notato che quando uomini e donne di spettacolo e cultura appoggiano un candidato quest'ultimo perde sempre!Le primarie?Sono una cosa seria se le si fa una volta ogni tanto.Sono diventate una pagliacciata ed una macchina per rastrellare soldi dal momento che le si fa una volta la mese.A me non sono mai piaciute!Preferisco Tizio che si impone e dice "il leader del partito da oppore a Caio sono io!".Se mi piace lo voto,se non mi piace non lo voto o voto il suo avversario.



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