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Molfetta: per il tempo pieno, Gelmini rimandata a settembre
25 marzo 2009

MOLFETTA – I genitori molfettesi bocciano, almeno per quest'anno, il maestro unico. Da un'analisi dei dati sulle iscrizioni per il prossimo anno scolastico, le cifre sono ben chiare su ciò che piace ai genitori dei piccoli pugliesi che, dopo l'estate, siederanno per la prima volta tra i banchi di scuola. Molfetta si riscopre a maggioranza per il tempo pieno o, comunque, con un fortissimo orientamento verso un orario classico. Analizzando i dati relativi ai nostri cinque Circoli Didattici si legge che sono solo 7 i ragazzi che vorrebbero frequentare con orario da 27 ore settimanali; il resto delle iscrizioni si divide, orientativamente, tra un 43% che vorrebbe l'orario da 30 ore e il restante 57%, la maggioranza, che opterebbe per l'orario pieno, quello da quaranta ore settimanali. Nessuno, invece, ha iscritto il proprio figlio, almeno nel nostro Comune, per l'orario di sole 24 ore settimanali al centro delle polemiche degli scorsi mesi perché è quello che conterebbe maggiormente sul maestro unico, o prevalente qual dir si voglia. I dati sono assolutamente in linea con quanto avviene nel resto della regione (fonte “Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia”). Sono state analizzate 135 scuole su 135 sul suolo pugliese. Su un totale di 15.844 iscrizioni solo 86 ragazzi sono per le 24 ore. La maggioranza, quasi l'80%, sono per le trenta ore. Sull'orario pieno ci si scopre in controtendenza dato che solo il 17% dei genitori pugliesi è per il tempo pieno mentre Molfetta è ben al di sopra della media. Le statistiche, a livello locale, sono comprensive dei dati dei 5 Circoli di Molfetta. Al primo posto, in un'ipotetica classifica, a ricevere la maggiore richiesta d'iscrizioni è stato il 3° circolo, la “S.G. Bosco”, con 164 iscritti. A seguire la “R. Scardigno” (112), la “G. Manzoni” (103), la “Don C. Azzollini” (101) ed infine la “C. Battisti”, con 90 iscritti. In città saranno istruiti, nelle prime classi, 570 bambini mentre a livello regionale c'è stata una flessione di circa il 2% rispetto all'anno scolastico 2008/2009. Ma un dato è particolarmente significativo. In ogni caso, sia in città che nella Regione, ad oggi, il 97% dei genitori crede ancora nella formazione primaria dato che ha deciso che i propri figli dovranno essere tra i banchi di scuola dalle 30 alle 40 ore settimanali. Si punta all'istruzione per combattere la crisi e non trovano consenso le nuove riforme. E'un bel segnale per il Governo.
Autore: Sergio Spezzacatena
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