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Molfetta Outlet chiuso anche domenica prossima: Fashion District rammaricata Solo l'apertura festiva potrà garantire gli attuali posti di lavoro
15 marzo 2007

MOLFETTA - Rammaricandosi per il fatto che migliaia di visitatori la scorsa domenica, nonostante il comunicato stampa diffuso, sono accorsi al Molfetta Outlet, trovando i punti vendita chiusi, Fashion District comunica che purtroppo l'Outlet rimarrà chiuso anche domenica prossima 18 marzo, non essendo stata garantita a tutt'oggi l'emissione dell'Ordinanza Comunale per la deroga all'apertura. «Fashion District Molfetta Outlet non è solo una struttura che propone la vendita di prodotti a prezzi ridotti ma – è detto in un comunicato - , anche grazie alla presenza del Multiplex Cinestar al suo interno, e alle costanti attività di animazione e spettacolo, costituisce un vero e proprio polo di intrattenimento per il Territorio. Ne deriva che le aperture domenicali costituiscono un elemento fondamentale per il visitatore che decide di trascorrervi ampia parte del suo tempo libero. La particolare tipologia dell'outlet, che – a differenza dei tradizionali centri commerciali – ha un bacino di utenza ampio che si estende fino a 3 ore di auto e che prevede la vendita di articoli di abbigliamento e complementi di arredo, senza la vendita di prodotti alimentari, fa sì che il fatturato dei punti vendita si concentri per oltre il 70% nel fine settimana, ragion per cui, la mancata apertura domenicale, mette a rischio l'esistenza dell'outlet stesso. Per tale ragione, gli altri Outlet della catena Fashion District sul territorio nazionale sono sempre aperti la domenica, esigenza indispensabile, ben nota alle Istituzioni Regionali e Locali della Puglia fin dal momento in cui fu presentato il progetto dell'iniziativa. Si ricorda che nel Fashion District Molfetta Outlet sono attualmente impegnate nelle attività lavorative del factory outlet e della multisala 432 persone, di cui 321 lavoratori nei negozi dell'outlet, 18 dipendenti Cinestar, 50 dipendenti aziende di manutenzione, 16 dipendenti nei servizi di guardiania e vigilanza, 20 dipendenti aziende pulizie, 7 dipendenti diretti Fashion District. A questi si aggiungono circa altri 350 lavoratori impiegati nelle attività di manutenzione, logistica, cantieristica edile e servizi vari dell'indotto, tra cui coloro che stanno lavorando alla costruzione del 2° lotto dell'Outlet e all'edificazione del Parco a Tema adiacente al Centro, con un'occupazione prevista a regime pari ad oltre 1000 lavoratori. Solo la garanzia delle aperture domenicali potrà assicurare il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, il raggiungimento degli obiettivi previsti e consentire il completamento dei progetti di ampliamento e sviluppo dell'area, il cui investimento privato in corso supera i 100 milioni di euro».
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Varie e numerose sono le riflessioni che farebbero mulinello dentro di noi su questo argomento ma, risulta più proficuo, attenersi a dati e non a pensieri dati. Una recentissima ricerca Cermes - Università Bocconi per conto di Federdistribuzione sul tema: “le aperture domenicali e festive della distribuzione moderna: quali benefici per i consumatori e per il sistema economico?” (Milano 23/10/2006) ha fatto emergere una copiosa mole di informazioni su questo tema molto discusso e controverso. Innanzitutto la metodologia dell'indagine prevedeva come obiettivi collaterali di approfondimento l'analisi delle percezioni, degli atteggiamenti, dei comportamenti e delle aspettative dei cittadini – consumatori (target) attraverso la somministrazione telefonica di questionari strutturati, sulla base della normativa vigente in Italia, a un campione stratificato nazionale di 1016 individui (tra i 15 e i 70 anni di età residenti in tutti i capoluoghi di provincia) escludendo dal campione le categorie professionali dei commercianti e dei lavoratori del commercio e della distribuzione. La frequenza di visita durante i giorni festivi è già buona e consolidata: il 65,4% degli Italiani visita con regolarità i supermercati la domenica quando sono aperti e il 56,8% si reca con costanza nei grandi centri commerciali in periferia o negli outlet (24,6%). Per quanto riguarda il centro città, il 55,9% degli intervistati dichiara di “vivere” gli esercizi commerciali quando i negozi sono aperti, con un delta negativo pari a quasi il 12% quando questi ultimi sono chiusi. La vivacità commerciale dimostra quindi di rappresentare un forte elemento di attrattività per il cittadino degli spazi urbani in cui ci sono opportunità commerciali di prossimità e/o vicinato. Complessivamente, nel 2006, il 54,7% degli italiani ha fatto acquisti le domeniche nel centro città, il 37,8% nei negozi sottocasa e il 39,8% nei mercati ambulanti acquistando abbigliamento e calzature (69,1%), prodotti alimentari (63,5%). prodotti di elettronica, elettrodomestici, hi-fi e telefonia (30,3%) e articoli per la casa (24,1%). La ricerca, conclusivamente, evidenzia che il 79,7% dei cittadini è insoddisfatto dell'attuale organizzazione delle aperture domenicali richiedendone interventi di modifica. Molto alti sono i livelli di accordo sulla programmazione delle aperture domenicali: il 40,3% del campione ritiene una buona idea l'apertura di circa due domeniche al mese, il 25,3% circa una domenica al mese e il 19,5% tutte le domeniche ma, al contempo, il 51,2% dichiara che non cambierebbe il suo giorno dedicato alla spesa se gli esercizi commerciali fossero aperti tutte le domeniche, sintomo di una resistenza cognitiva al mutamento nelle abitudini più consolidate da parte dell'individuo. Complessivamente, aumentando le aperture domenicali e festive da 14 (dato attuale) a 28 all'anno, i consumi food e non food crescerebbero di 4,16 miliardi di euro, pari ad un incremento dell'1,96%, che equivale ad un'incidenza sul PIL 2005 dello 0,29%. Considerando infine i dati di produttività media per addetto, il raddoppio delle domeniche di apertura offrirebbe 9.000 nuove opportunità di lavoro nella distribuzione organizzata e circa 13.000 potenziali posizioni nella distribuzione tradizionale. Risulta evidente, alla luce dei dati conseguiti da questa ricerca, che l'argomento delle aperture domenicali e festive non rappresenta più un problema secondario nell'attuale contesto di mercato economico e riguarda, come nel caso tanto discusso di Molfetta, non solo le grandi città capoluogo di provincia. Di certo, le aperture domenicali realizzano un'efficace modalità per sostenere i consumi del target, per consentire una più razionale gestione del proprio tempo da parte dei cittadini (lavoro, attività di supporto per la casa e per la persona, tempo libero, hobby, svago, ecc. ecc.) e per accrescere e sviluppare dei comportamenti sempre più consapevoli e razionali da parte del cittadino. Per questo motivo il policy – maker deve porre il cliente in questa condizione di maggiore informazione, trasparenza, scelta e libertà di movimento ricordando che, ormai, il fattore tempo è un elemento che condiziona fortemente i comportamenti degli individui e le dinamiche di mercato, sia dal lato dei consumi che dal lato degli acquisti e, in un simile contesto, liberare tempo e facilitare gli spostamenti coagulando in un identico luogo le più disparate necessità di consumo, rappresentano due interventi chiave di policy globale versus locale per semplificare la vita quotidiana delle persone e delle famiglie e per sostenere i consumi di chi, con il tempo ritrovato e liberato, vorrà dedicarsi con maggiore intensità allo shopping o allo svago in senso molto lato. Ho razionalizzato troppo la questione??! Me ne scuso e mentre penso che sarà molto curioso, assistere alla diatriba tra gli atti giuridici che tutelano opposte e chiare posizioni in conflitto noto, al contempo, da quanto leggo, che il "popolo" dei cittadini è all'unisono e tutti sanno che "vox populi, vox Dei".




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