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Molfetta ottiene dalla Regione il riconoscimento di “città d'arte”
13 marzo 2006

MOLFETTA – 13.3.2006 Molfetta entra ufficialmente a far parte dell'elenco regionale delle località ad economia turistica e delle città d'arte. Si chiude così una lunga querelle iniziata qualche mese fa con la richiesta, avanzata dal Comune alla Regione Puglia, del riconoscimento, per la nostra città, di questo status in modo da consentire maggiori margini di discrezionalità nell'individuare il calendario di aperture festive degli esercizi commerciali (esigenza, questa, emersa in particolare con la recente apertura del Molfetta Outlet). Il Dirigente regionale del settore commercio, Dott. Pietro Trabace, con una determinazione dello scorso 22 febbraio, ha riconosciuto che, ai sensi della legge regionale n. 11 del 2003 in materia di commercio, Molfetta possiede i requisiti richiesti per entrare a far parte dell'elenco delle città d'arte e, tra questi, segnala, in particolare: la presenza di edifici pubblici e privati, oltre che di complessi monumentali, riconosciuti di notevole interesse storico artistico; la presenza di tre musei (“Museo della identità molfettese”, “Museo Archeologico”, “Museo Pinacoteca”) aperti tutto l'anno con articolata offerta di mostre e manifestazioni; la presenza di offerta di servizi culturali, quali la Biblioteca comunale, l'Archivio storico, il Pulo, il Centro d'Arte e Cultura con le annesse sale di esposizione; ed, infine, l'intensa attività culturale legata alle tradizioni locali e realizzata con il contributo delle numerose associazioni culturali presenti sul territorio. Lo stesso dirigente regionale ha specificato che i periodi di maggiore afflusso turistico nella nostra città sono relativi alle festività pasquali (tra marzo e aprile), alla festività della Madonna dei Martiri (settembre) ed al periodo natalizio. La Regione, infine, ha dichiarato di recepire il calendario di aperture festive già concordato tra l'Amministrazione comunale, le organizzazioni sindacali di categoria e quelle dei lavoratori dipendenti, che, lo ricordiamo, fissava nel numero massimo di 29 le deroghe all'obbligo di chiusura domenicale e festiva degli esercizi commerciali. La questione, pare, si chiuda qui. Ora sono attese le reazioni dei commercianti. Giulio Calvani
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