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Molfetta, operazione “Mani sulla città”, Legambiente: I soliti ignoti Legambiente sull'operazione 'Mani sulla città': ora intervenga la Regione Puglia
27 giugno 2011

MOLFETTA – Dopo l’operazione “Mani sulla città” della Procura della Repubblica di Trani che ha portato all’arresto del Dirigente dell’Ufficio Territorio del Comune di Molfetta, ing. Rocco Altomare e di altri 8, sulla vicenda interviene anche Legambiente con un suo commento e la richiesta, tra le altre, alla Regione Puglia di revoca - in autotutela - della Dgr n. 327 del 10.02.2010 con cui il Comune di Molfetta è stato delegato all’esercizio delle funzioni amministrative in materia di paesaggio.

Ecco cosa scrive Legambiente:
«Un anno fa Legambiente prese in prestito le parole di Antonio Cederna per raccontare una Molfetta in balia di quei vandali che «per turpe avidità vanno riducendo in polvere le testimonianze del nostro passato», una Molfetta dove «le meraviglie artistiche del “Paese dell’arte” e del “Giardino d’Europa”» si ritrovano «sotto le zanne di questi ossessi: indegni dilapidatori di un patrimonio insigne».
Oggi la Procura di Trani utilizza il titolo del film di Francesco Rosi - con cui si denunciò la corruzione e la violenta speculazione edilizia che devastava l’Italia degli anni Sessanta - per presentare la significativa operazione condotta dal Corpo forestale
dello Stato sulla dissennata gestione del territorio subita da Molfetta negli ultimi anni. Risale al 2004 la bandiera nera, assegnata da Legambiente alla giunta guidata dal sindaco Tommaso Minervini. Nulla, purtroppo, sembra essere cambiato da allora. La rotta ‘deviata’, sette anni fa imputata all’amministrazione comunale per la cattiva gestione del territorio di Molfetta, non è affatto mutata. Anzi. Si sono moltiplicate le iniziative finalizzate alla generalizzata cementificazione del territorio, del litorale e dell’agro, in un’ottica di sistematica alterazione del paesaggio.
Autorizzazioni edilizie per l’incremento di volumetrie e sorprendenti cambi di destinazione d’uso di porzioni più o meno ampie del territorio hanno stravolto e mistificato, nel tempo, le linee dettate dal Piano Regolatore Generale. Si è perseverato, poi, nel colpevole processo di cancellazione delle lame, fondamentali elementi del tessuto strutturale del nostro territorio, sia sul piano paesaggistico sia sul piano idraulico. Si pensi alla realizzazione dell’area PIP e alle successive concessioni per il suo ampliamento che, di fatto, hanno annullato, nel disprezzo e nella totale ignoranza di vincoli e fasce di rispetto paesaggistiche previste dal PUTT, l’intero reticolo del naturale assetto idrogeologico compreso tra le Lame “Marcinase” e “Dell’Aglio”.
E si pensi, ancora, all’atto, davvero insensato da parte degli amministratori locali, di impugnare presso il Tribunale Superiore delle Acque di Roma il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) della Regione: il Comune di Molfetta è uno dei pochi, in Puglia, che hanno deciso di contestare uno strumento fondamentale di tutela del territorio, rigettando la perimetrazione regionale delle aree a rischio inondazione.
Legambiente, dopo aver ripetutamente sollevato queste questioni e dopo aver contrastato, anche nelle sedi legali, le scellerate iniziative intraprese da questa e dalle passate Amministrazioni comunali, chiede, oggi, l’intervento urgente dell’Osservatorio Regionale sul Paesaggio istituito dall’Assessorato Regionale all’Urbanistica:
- perché revochi - in autotutela - la Dgr n. 327 del 10.02.2010 con cui il Comune di Molfetta è stato delegato all’esercizio delle funzioni amministrative in materia di paesaggio;
- perché sottoponga a puntuale verifica le autorizzazioni paesaggistiche e i permessi a costruire già rilasciati dall’Amministrazione comunale per gli interventi edilizi sulle aree tutelate dal PUTT e dal codice del paesaggio;
- perché effettui i dovuti controlli sulle varianti al PRG proposte da quest’Amministrazione comunale per l’adeguamento al Piano paesaggistico regionale e per la gestione dell’agro, tenendo conto che non è tollerabile modificare il PRG a colpi di singole varianti, rinunciando così a una visione strategica e unitaria della gestione del territorio.
Il Centro di azione giuridica di Legambiente - già impegnato in numerose azioni per la tutela dell’ambiente - seguirà attentamente e direttamente gli sviluppi dell’inchiesta, anche al fine di continuare a tutelare in tutte le sedi, giudiziarie ed amministrative, gli interessi diffusi di cui l’associazione è portatrice».
Per il Comitato regionale Pugliese
il presidente, Francesco Tarantini
per il Circolo di Molfetta
il presidente, Antonello Mastantuoni
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Sbagliato che "nulla è cambiato dalla giunta Minervini": è cambiato molto in peggio.E' sbagliato ancora sostenere la tutela ambientale appoggiandosi al PAI:quello strumento è distorto, quasi totalmente sballato(sul piano tecnico).Una prova? A Bisceglie ci sono Lame che tagliano il tessuto cittadino già degli anni '40-'50 (una è a 50m dal palazzuolo;lo stesso centro storico era delimitato dai tratti terminali di 2 lame); ebbene per il PAI NON ESISTONO (hanno dovuto riconoscere solo la lama verso Mastrogiacomo perché se non la vedi sul ciglio ci precipiti e muori). A Molfetta poi un avvallamento che supererebbe un ottantenne in bici diventa pericoloso corso d'acqua torrentizio:capisco che le leggi umane ammettono interpretazioni a seconda dei casi, ma quelle della natura no! Voglio dire che non val la pena combattere la cementificazione delle aree industriali o artigianali perchè qualcuno potrebbe trovarsi il capannone allagato da 2cm d'acqua, ma perchè sono un abuso del territorio sostenuto da speculazione edilizia e basta!Ancora si levano voci per 5m lungo LamaCupa (che non si potrebbe gestire come parco per mancanza di fondi) e non si fa nulla per impedire la realizzazione delle maglie ASI al di qua della ferrovia. Non si fa nulla contro l'interporto (senza nodo ferroviario e praticamente in zona costiera), per l'ennesima espansione del PIP (ma a chi serve?).E lo stesso porto, se non dovesse dare ritorni economici, come giustificherebbe l'enorme “consumo” del territorio che comporta ? E poi, siamo sicuri che la procura sta indagando per progetti che non dovevano esser autorizzati (danno ambientale) o per come quei progetti sono finiti nella mani sempre degli stessi (corruzione e concussione) ?
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