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Molfetta, lo scoop di “Quindici” sul risarcimento milionario per il porto al centro del consiglio comunale Nella rivista in edicola in esclusiva tutti i particolari su questa vicenda che peserà sulle tasche dei cittadini
20 febbraio 2010

MOLFETTA - Lo scoop sul risarcimento danni per il porto fatto da Quindici, unico giornale che ha scoperto la vicenda, pubblicandola sia sul quotidiano on line sia sulla rivista mensile (già in edicola), è stato al centro del consiglio comunale di Molfetta (nella foto di Luigi la Candia).
A parlare dei 7,8 milioni di euro riconosciuti dal sindaco Antonio Azzollini alla società Cmc, come risarcimento per i ritardi nei lavori a fronte di una richiesta di 22 milioni e delle notizie pubblicate da “Quindici” è stato Giovanni Abbattista.
Il consigliere del Pd ha chiesto notizie anche della relativa delibera, la n. 25 che finora non è stata pubblicata. Ma il sindaco ha preferito non rispondere, come non ha risposto a “Quindici” che ha rivelato all’opinione pubblica, già dal 7 febbraio scorso, questo esborso milionario.
 Nel numero in edicola, “Quindici” chiede al sindaco da dove verranno prelevati questi soldi, dalle tasche dei cittadini (cosa probabile) oppure dal fondo dei 57 milioni, ora cresciuti a 63, ma che, alla fine risulteranno insufficienti, col rischio di altri soldi da versare.

Abbattista ha anche sostenuto che la Corte dei Conti potrebbe condannare gli amministratori a pagare di tasca propria questo denaro. Insomma, il pasticcio porto si complica ancora di più.
 
Quindici vi racconta ogni cosa anche con le dichiarazioni del responsabile della Cmc, geom. Giorgio Calderoni che conferma la transazione avvenuta e ricostruisce la vicenda.
 
Altro argomento del consiglio comunale è stato il piano sociale di zona 2010-2012, illustrato dall’assessore Luigi Roselli, con lo scopo di migliorare i servizi sociali alle fasce più bisognose. Del piano, approvato all’unanimità, vi daremo notizie più dettagliate nei prossimi giorni.
Infine Maria Michela Spadavecchia è stata nominata come membro supplente del collegio sindacale della Multiservizi.
Il consiglio, infine, ha rinviato ad una prossima seduta la discussione sul regolamento per il funzionamento delle mense scolastiche, la cui gestione della società Markas ha sollevato molte proteste da parte dei genitori dei bambini.
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DON UVAS DE LAS STRUNZATAS - En la ciudad de Rocamajores, donde se levanta “El Sol Experto de Asmas”; donde beber el licor nacional voltastomaco, Borsci San Marzano; donde imperia para la Delegación de Gran Barón Briscones, Don Alliccante de Nutellas, y el Supremo Jettator de la nacìon, el mefistofelico "Peppinos Cimiteriales", Grande Prigamortes Nacional, candidado como consultores alla Reyon de Bariloche, hay un gran, gran, sinos, pacioccones ministros: Don Uvas de la Strunzatas! Este Grande Pasticciones de Rocamajores, estableció, para único decreto, que se puede asignar parcelas de tierra a todos los usuarios de todos los planetas y satélites del sistema solar: Luna, Marte, Venus, Júpiter ... no sólo, pero, también el Ártico y la Antártida de planeta Tierra. ¿Lo ciudadanos, conmocionado y con incredulidad, aseron una pregunta al FalKe Grotescos de Rocamajores: Como puede, este Ministro, asignar lotes en los que es imposible construir nada? FalKo respondido: Claro! Claro que sí! En la ciudad de los imposible, todo se vuelve posible, también la asignación de los lotes en la Constelación de Alfa Centauro! ¿Por otra parte, Totó, no había vendido la Fontana de Trevi? ¿Por lo tanto razón, por la que Don Uvas de la Strunzatas, no deberían ser también venden las Pirámides de Egipto??? ¿No ve parece??? El Pueblo, decidió hacer la petición para dar GRATIS el Ministro a los americanos y enviarlo directamente a la próxima misión en Marte. Era correcto que cimentasse primero él, en la edificacción de este planeta!!! ...F.R...

PIDIELLE - Si me chiedi a bruciapelle: / “Che vor dì PiDdieLle ?” / te risponno in verità: / “CASA DE'E LIBBERTA'”. / Tu dirai:”Urrà, che bello”, / e s'arrizzerà pure l'uggello, / ma 'a parola LIBBERTA' / nun è seria, detta qua. / Mò se pone la questione / de capì si st'espressione, / sia 'no slogan pe' coijoni / c'han voluto Pirlasconi. / Ad esempio, se io prendo / 'a famija, p'argomento, / te dimostro in 2 minuti / che se tratta de cornudi. / ..........(DIMOSTRAZIONE)......... / Loro ùrlano ca'a bocca: / “ 'A FAMIJA NUN SE TOCCA!!!”. / Ma poi becchi 'n certo mele / tra mignotte, droga e pere. / .......DICE........ / “Si, ma mele chi 'o conosce? /Anche se accarezz'e cosce / è pur sempre 'n'eccezziòne / dentr'a nostra coalizziòne “. / “Noi siam ligi a'li precetti / che la chiesa c'ha noi detti, / a partir dal nostro duce / pirlasconi, ch'è la luce”. / Poi però vedi ber-lòsco / appartarsi dentr'a'n bosco / e se ben tu sgrani l'occhio, / c'ha 'na droia pe' ginocchio / e Varronica, la moglie, / che de corna nun ha voglie, / se lamenta che sta male / da 'e colonne d'un giornale; / ... che per lei son brutte offese / (ce'e sfrantùma.. a tutto er paese); / ... che ogni giorno lei sta peggio / (con viltroni ch'offre un seggio). / “Li mortacci vostra!”, penso ... / ... quìnni è questo er vero senso / d'aa parola LIBBERTA' / messa lì tanto pe' fà ... / ... coca-party co 'e mignotte, /e scobate tutta'a notte ... / ... de giorno ogni altro malaffare, / ... fate er casso che ve pare”. ...F.R...




PIDIELLE - Si me chiedi a bruciapelle: / “Che vor dire PDL ?” / te risponno in verità: / “CASA DE'E LIBBERTA'”. / Tu dirai:”Urrà, che bello”, / e s'arrizzerà pure l'uggello, / ma 'a parola LIBBERTA' / nun è seria, detta qua. / Mò se pone la questione / de capì si st'espressione, / sia 'no slogan pe' coijoni / c'han voluto Pirlasconi. / Ad esempio, se io prendo / 'a famija, p'argomento, / te dimostro in 2 minuti / che se tratta de cornudi. / (DIMOSTRAZIONE) / Loro ùrlano ca'a bocca: / “ 'A FAMIJA NUN SE TOCCA!!!”. / Ma poi becchi 'n certo mele / tra mignotte, droga e pere. / .......Dice........ / “Si, ma mele chi 'o conosce? /Anche se accarezz'e cosce / è pur sempre 'n'eccezziòne / dentr'a nostra coalizziòne “. / “Noi siam ligi a'li precetti / che la chiesa c'ha noi detti, / a partir dal nostro duce / pirlasconi, ch'è la luce”. / Poi però vedi ber-lòsco / appartarsi dentr'a'n bosco / e se ben tu sgrani l'occhio, / c'ha 'na droia pe' ginocchio / e Varronica, la moglie, / che de corna nun ha voglie, / se lamenta che sta male / da 'e colonne d'un giornale; / ... che per lei son brutte offese / (ce le sfrantùma.. a tutto er paese); / ... che ogni giorno lei sta peggio / (con viltroni ch'offre un seggio). / “Li mortacci vostra!”, penso ... / ... quìnni è questo er vero senso / d'aa parola LIBBERTA' / messa lì tanto pe' fà ... / ... coca-party co 'e mignotte, /e scobate tutta'a notte ... / ... de giorno ogni altro malaffare, / ... fate er casso che ve pare”. ...F.R..

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