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Molfetta, la città dove tutto è tollerato, anche un orto nel cimitero
29 agosto 2022

 MOLFETTA – Viva la città dove tutto è possibile, dove non esiste la politica del fare, tanto decantata in campagna elettorale, bensì quella del laissez faire, il lasciar fare quello che si vuole a dispetto delle regole e, talvolta, anche delle leggi.

Siamo a Molfetta, dove tutto è tollerato per non disturbare il cittadino elettore e mantenere un consenso legato proprio a questo andazzo. E così accade che nel cimitero si possa impiantare un orto rigoglioso e alberi da frutto, con un sistema di irrigazione fra le tombe. Un orto col morto si potrebbe facilmente ironizzare, ma anche questa appare tolleranza e abuso, del quale nessuno risponde.

La cosa, sicuramente conosciuta, ma tollerata (immaginate un qualunque cittadino che si crea l’orto nel fertile terreno cimiteriale e, tra una preghiera e l’altra, ne raccoglie i frutti?) è andata avanti per un bel po’, anche a giudicare dall’altezza degli alberi da frutto.

Possibile che il custode del camposanto non sapesse nulla? Quali sono i suoi compiti, solo quelli di aprire e chiudere i cancelli? Ammenoché non si voglia pensare ai fantasmi e alle anime dei defunti nostalgiche delle delizie terrene, che vogliono concedersi un po’ di sani ortaggi che hanno assaporato in vita. Scherzi a parte, Molfetta è riuscita ancora una volta a far parlare di sé, in modo negativo.

Tutto è stato scoperto grazie a un cittadino che, recandosi al cimitero a trovare i propri cari, ha percorso una strada diversa dal solito e si è ritrovato improvvisamente davanti all’orto e al frutteto, subito filmato e diffuso sui social. E così il gioco è stato scoperto, l’autore non ancora.

Non vorremmo pensare a qualche fruttivendolo che oltre ad aprire bancarelle abusive, abbia deciso anche di occupare uno spazio al cimitero, prima coltivando e poi magari vendendo frutta e verdura sotto l’ombra dei cipressi.

E sì, accade anche questo a Molfetta, città del cemento e dell’occupazione e del consumo di suolo, dove non c’è spazio per i defunti (molti sono ancora in attesa di sistemazione), ma per coltivare un orto, sì. Siamo passati dal vandalismo e dai furti di bronzo e rame, alla coltivazione di ortaggi. Insomma, nel cimitero accade di tutto.

L’amministrazione comunale ora cadrà dalle nuvole, ma ci chiediamo perché quando ha affidato la manutenzione del cimitero, non ha verificato che questa venisse portata avanti, senza consentire abusi. Non si può dire, come ormai è prassi in Italia, di non sapere e fare ancora una volta la politica dello struzzo, nascondendo la testa nella sabbia. Siamo di fronte, tra gli altri reati, anche a un'occupazione di suolo pubblico: è stata autorizzata e da chi? C'è materia anche per la magistratura, che dovrebbe aprire un'inchiesta.

L’opinione pubblica, che la stampa rappresenta, ha il diritto di sapere come sia stato possibile anche creare questa indecorosa situazione nella città della sporcizia e del degrado, del cemento e dell’abusivismo e ora anche dell’orto col morto. 

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