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Molfetta, indagine Polizia urbana: il Gip di Trani sospende dall'attività il ten. Zaza
30 novembre 2005

MOLFETTA – 30.11.2005 Nuovi sviluppi sulla vicenda dell'indagine della magistratura sulla Polizia urbana di Molfetta (nella foto, la sede). Il Gip del Tribunale di Trani, Michele Nardi con propria ordinanza ha accolto la richiesta del Pm Giuseppe Maralfa, sospendendo dall'attività l'ex comandante dei vigili urbani, ten. Vincenzo Zaza, accusato di abuso d'ufficio, peculato e concorso in falso. Il giudice ha disposto anche che il provvedimento sia comunicato al sindaco “per l'adozione dei provvedimenti amministrativi conseguenti”. La vicenda, comunque, assume contorni ancora più gravi perché il giudice parla di “coperture all'interno delle istituzioni comunali”, come riporta oggi “La Gazzetta del Mezzogiorno”. “E' evidente – aggiunge il Gip – che Zaza non possa aver commesso tutti i reati di cui è accusato senza la fattiva e consapevole collaborazione di una serie di soggetti. In primo luogo coloro che sono addetti ad inserire nel terminale le informazioni relative all'avvenuto pagamento delle sanzioni amministrative elevate; in secondo luogo tutti coloro che presso il Comune non hanno mai effettuato controlli o rilevato il mancato versamento d'ingenti somme di danaro di spettanza delle casse comunali. E' impressionante - conclude il Gip - che solo il 15 novembre, quando cioè lo scandalo era ormai scoppiato ed ampiamente pubblicizzato sui giornali, il collegio dei revisori dei conti del Comune rilevava gravi irregolarità nella gestione dei fondi agli incassi di proventi di violazioni al codice della strada, a regolamenti comunali ed a spese postali per un totale di circa 60.000 euro”. L'ex comandante dei vigili per il reato di falso sarebbe accusato in concorso con un vigile e con l'ex assessore all'annona, Pino Amato. L'ex presidente del consiglio comunale di Forza Italia, avrebbe sollecitato il vigile a “rivedere” l'iniziale contestazione rivolta ad un suo conoscente e l'agente avrebbe modificato il verbale, riducendone la sanzione col consenso implicito dello stesso Zaza. Ricordiamo che la magistratura sta indagando da mesi sulla gestione di diversi verbali di contestazione e sui controlli della polizia annonaria e i rapporti con il relativo assessorato. Secondo l'accusa il ten. Zaza avrebbe ridotto l'entità di diverse sanzioni amministrative e concesso il pagamento in misura ridotta oltre i 60 giorni previsti per la notifica e avrebbe mancato di versare tempestivamente le somme relative ai pagamenti dei verbali di contestazione al codice della strada. Inoltre parte del denaro sarebbe stato utilizzato per cambiare assegni di privati cittadini, prima di essere versati in banca con il resto dei contanti. Il ten. Zaza il 16 novembre scorso fu interrogato dal Gip Nardi, proprio dopo la richiesta di interdizione avanzata dal Pm Maralfa, e “ha sostanzialmente ammesso – scive il Gip – ogni accusa mossa nei suoi confronti omettendo però di chiarire molti aspetti oscuri della vicenda”. L'indagine avviata dalla Digos, e ora continuata dalla magistratura, a questo punto, è destinata ad allargarsi, forse con altri clamorosi risvolti.
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