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Molfetta in azione elegge i suoi organi statutari
29 dicembre 2008

MOLFETTA - Dopo il successo nelle elezioni amministrative del 28 aprile u.s. la lista civica “Molfetta in Azione” diviene Movimento Politico ed elegge i suoi organismi statutari provvisori, in attesa dell'Assemblea organizzativa e programmatica che porterà, a breve, a disegnare le strategie del Movimento per i prossimi anni anche in relazione ai ravvicinati appuntamenti elettorali. L'Assemblea dei quadri di “Molfetta in Azione” ha confermato la linea politica di centro-destra con la quale il Movimento ha ricevuto il consenso degli elettori, l'adesione convinta alla coalizione politica che governa la città e la fiducia indiscussa nel Sindaco Antonio Azzollini e nell'amministrazione da Lui guidata. La matrice politico-culturale che ha dato origine alla formazione della lista civica rimane profondamente radicata nell'area liberaldemocratica e pone a fondamento dell'azione politico-amministrativa alcuni valori non negoziabili quali: la centralità della persona, la famiglia quale nucleo fondante della nostra società, la libertà e la sicurezza sociale, il liberismo solidale anche in economia. È a questi fondamentali valori che si ispireranno l'azione politica del Movimento e le opzioni programmatiche che saranno discusse nell'Assemblea organizzativa cittadina. Questo è il mandato affidato agli organi statutari che guideranno “Molfetta in Azione” nei prossimi mesi. Dopo un ampio ed articolato dibattito sono risultati eletti: presidente, Mauro Spaccavento; segretario politico, Raffaele Salvemini.
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- La storia del concetto di "persona" è una di quelle avventure ricche, complesse e senza fine del pensiero umano. Perchè da sempre e probabilmente finchè ci sarà qualcuno sulla terra la domanda " chi è l'uomo" continuerà a suscitare ricerche e risposte. Il primo ci viene dalla cultura greca, dove sembra che il termine persona derivi dalla maschera, che nel teatro gli attori tenevano davanti al viso. Essa evoca l'ambiguità possibile, ma soprattutto la complessività dell'uomo, che non solo non è esattamente come appare, ma che ha in se stesso una realtà e una profondità che non è racchiudibile in ciò che mostra di se, in ciò che appare, nella sua fisionomia esterna. E d'altra parte la maschera-persona è anche quella che per essere accettata dalla società e dalla comunità in cui è inserita, ha bisogno do camuffarsi, di rispondere agli standard, alle attese altrui, pena la sua emarginazione. L'uomo è rappresentato con il volto degli altri, della maggioranza, pena l'emarginazione e la solitudine sociale. Se è questo il concetto di persona, non ci siamo. La famiglia quale nucleo fondante della nostra società. Il concetto "famiglia" sta abbracciando nuove estensioni in tutto il globo. E' in crescita il fenomeno delle convivenze, come è in notevole crescita l'emancipazione di molte persone omosessuali le quali chiedono di poter scegliere anche loro se sposare o meno la persona amata; in questo contesto ci sono delle rivendicazioni, come le richieste di una maggiore tutele e di riconoscimento giuridico delle formazioni sociali extra matrimoniali (vedi DICO) e quelle di porre fine all'esclusione dei gay della possibilità di contrarre regolare matrimonio col proprio partner. Queste rivendicazioni hanno trovato e stanno sempre più trovando totale o progressiva realizzazione in gran parte dei Paesi europei occidentali e che soprattutto quelle relative alla tutele e al riconoscimento delle coppie di fatto, stanno guadagnando il consenso dell'opinione pubblica, laica o cattolica che sia. Se questa è la concezione "famiglia" ci siamo. Libertà e sicurezza sociale. Tutto è scritto nella Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo 1948. Si trovano insieme: - Diritto alla libertà di movimento - Diritto di pensiero -Diritto di espressione - Diritto di scelta dell'impiego - Diritto al lavoro e alla protezione contro la disoccupazione - Diritto alla sicurezza sociale - Diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della famiglia. Certo che prima ancora dei Diritti, ci sono i doveri sociali a cui ognuno di noi deve adempiere e che vanno inseriti in una crescita umana e convivenza civile. Il liberismo economico e solidale è lo zoccolo duro del nostro tempo, se consideriamo la crisi economica in atto e il perchè sia successo tutto questo. Bisogna cambiare la cultura del profitto a tutti i costi, visto i guai sociali provocati in questi 30 anni. Il liberismo ha bisogno di nuove regole e l'assicurazione che queste regole vengano rispettate da tutti e sanzionate severamente e con certezza. Puniti tutti i trasgressori, senza eccezioni di appartenenze politiche, familiari e religiose. Tutto questo da discutere collegialmente, altrimenti a nostro parere, non si va da nessuna parte.
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