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Molfetta, il sindaco Azzollini si accorge solo ora dei lavori per la nuova capitaneria e chiede lo spostamento «Stravolge l'assetto urbanistico e turistico del lungomare di ponente, meglio collocarla nei pressi del nuovo porto commerciale»
21 maggio 2008

MOLFETTA - Il sindaco Antonio Azzollini a lavori iniziati per la costruzione della nuova capitaneria di porto (foto) si accorge che «la nuova sede della Capitaneria di porto di Molfetta, ubicata in quella posizione, stravolge irrimediabilmente l'assetto viario-urbanistico-turistico del lungomare di ponente, dalla città vecchia alla Basilica della Madonna dei Martiri, deturpando definitivamente il paesaggio». E così decide di inviare una lettera indirizzata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Direzione Marittima di Bari, al Genio Civile Opere Marittime e alla Capitaneria di Porto di Molfetta. Azzollini chiede dunque di realizzare la nuova caserma non più su Banchina San Domenico (dove i lavori sono appena iniziati), ma altrove e in particolare sulla «banchina sottoriva del nuovo porto commerciale in corso di costruzione, o su altri siti da concordare». Secondo il primo cittadino si tratterebbe di una questione di vitale importanza per lo sviluppo turistico-urbanistico della città. «L'attuale collocazione del manufatto vanifica l'ipotesi di Piano Regolatore Generale che prevede un asse viario sgombro da ostacoli visivi tra il centro città e la Basilica Madonna dei Martiri. Prevedere una diversa ubicazione - aggiunge Azzollini, specificando le ragioni della sua richiesta – significherebbe, dal punto di vista urbanistico e visivo, non avere soluzione di continuità per circa 1500 metri tra il cuore della città e la stessa Basilica. Dal punto di vista turistico, invece, le potenzialità di sviluppo ed i vantaggi sono notevoli: per esempio, questa soluzione consentirebbe al diportista che attracca la sua imbarcazione nel nuovo porto turistico di raggiungere a piedi il centro città, lungo una zona turisticamente attrezzata.» «L'utilità pubblica di mantenere libera la visuale è evidente. Errori del genere, purtroppo, sono stati commessi già nel passato quando sul lungomare di levante fu costruito un fabbricato praticamente nel mare, impedendo fisicamente lo sviluppo dello stesso lungomare in quella direzione». Ovviamente, il primo cittadino preannuncia la totale disponibilità a farsi carico di tutte le procedure amministrative necessarie a favorire una differente ubicazione della Capitaneria: «Riguardo i rapporti giuridico-economici tra il Ministero delle Infrastrutture, il Genio Civile Opere Marittime, la Capitaneria di Porto, l'impresa appaltatrice, i tecnici e quant'altri coinvolti nel procedimento di costruzione della nuova Capitaneria, il sottoscritto nella qualità di sindaco della città si farà carico di tutte le incombenze sia dal punto di vista economico che tecnico-giuridico e logistico», dice Azzollini ipotizzando un protocollo d'intesa e un atto unilaterale d'obbligo con cui fissare tempi, modi, luoghi e costi di tutta l'operazione. Un solo commento: ma chi era il sindaco precedente? Come mai non si è accorto che la Capitaneria era collocata in un posto inidoneo. Noi concordiamo nella necessità di spostare il nuovo manufatto, ma ci chiediamo il motivo di questo ritardato ripensamento. Colpa degli impegni romani? O di qualche tecnico che non gli ha sottoposto il progetto preventivo? O, più probabile, un'iniziativa populista? Non basta un comunicato stampa, occorre giustificare questo ripensamento.
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