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Molfetta, Comune riciclone o Comune pasticcione? Una lettrice scrive a “Quindici” Il rischio della mancata raccolta differenziata delle lampade a basso consumo mischiate con gli altri oggetti di vetro
23 gennaio 2010

MOLFETTA – L’Asm fa pubblicità per la raccolta differenziata e vanta i record raggiunti dal Comune di Molfetta in questa opera virtuosa. Ma il direttore dell’azienda dimentica un particolare non insignificante, quello della raccolta delle lampadine a basso consumo, che con molta approssimazione vengono raccolte insieme agli altri oggetti di vetro. Ignoranza o superficialità della dirigenza Asm?
E’ quello che ci chiediamo dopo aver ricevuto questa nota da una lettrice di “Quindici”.

Ecco cosa scrive la signora:
«Gentile Direttore,
desidero sottoporre all'attenzione della Sua testata giornalistica un episodio, apparentemente banale ma a mio avviso increscioso e inquietante per i risvolti ambientali annessi, capitatomi uno di questi giorni in un'isola ecologica che spesso la ASM mette a disposizione dei cittadini, con il lodevole scopo di migliorare la percentuale di raccolta differenziata e guidare meglio i cittadini ad una raccolta domiciliare fatta con criterio per una purezza ottimale di tutte le frazioni riciclabili (fatto salvo l'umido che ancora ad oggi è destinato a biostabilizzazione, nel concreto discarica).
Mi reco presso l'isola ecologica con in mano un sacchetto contenente una ventina di lampade a basso consumo, con l'entusiasmo di una bambina perchè, avendo raccolto le lampade nel giro di diverse settimane, anche tra amici e familiari, per non gettarle nella spazzatura, ben conscia del loro pericoloso impatto ambientale se destinate a discarica, finalmente potevo destinare i miei rifiuti “speciali” a giusto recupero.
Pertanto chiedo all'operatore dove potessi riporle, se vi fosse un contenitore preposto, ed egli, serafico, mi ha riposto, anzi quasi seccato della stupidità della mia domanda...che ovviamente il contenitore c'era, ed era quello del vetro!!!!
Ora, faccio presente ai pochi che delle lampade a basso ancora non conoscono la pericolosità consumo, ma solo le indubbie qualità di avere una durata notevole e un consumo ridicolo, che tali apparecchiature devono essere smaltite tramite la raccolta differenziata, obbligatoria per legge, come del resto accade per tutti gli apparati elettrici ed elettronici come computer, telefonini, fotocopiatrici, televisori, radio, elettrodomestici. Perché? Il motivo è che contengono mercurio,
argon, fosforo, materiali plastici, oltre che vari circuiti elettronici al loro
interno. Tutto ciò richiede pertanto, per evitare danni all’ambiente, che esse siano "rottamate" in appositi centri di raccolta. Infatti, dal novembre 2007 il decreto ministeriale 185/2007 ha reso operativo il decreto legislativo 151/2005 che disciplina proprio lo smaltimento di questo tipo di prodotti.
Sicuramente i vertici dell'ASM conoscono benissimo questa normativa, al punto che è possibile conferire direttamente presso la sede della Zona Industriale i rifiuti RAEE elettrici ed elettronici, nonché le lampade in questione. Ma il punto è un altro: gli operatori vengono (in)formati di questo?? Certo, non si chiede che alle isole ecologiche venga necessariamente collocato (e magari reclutato) personale specializzato in tematiche ambientali, ma almeno che chi venga messo lì sappia dare
le indicazioni giuste!
Anche perchè poi un'altra domanda nasce spontanea: se è vero che Molfetta è un Comune riciclone, e se è vero che la raccolta differenziata viene fatta relativamente da molte persone.. sarà altrettanto vero che viene fatta bene? Perché non vorrei che nella frazione considerata “Vetro” ci si ritrovi poi una vagonata di lampade e lampadine di natura varia!
Questo sarebbe un problema serio per la frazione in questione, per due motivi. In primo luogo perchè essa avrebbe un grado di purezza merceologica inferiore, e, questo molti non lo sanno, più basso è il grado di purezza della frazione riciclata, più bassi sono i contributi che i consorzi tipo CONAI versano alle municipalizzate, arrivando fino a 0 euro sotto una certa percentuale di purezza e rendendo meno conveniente l'operazione di recupero e riciclaggio. In secondo luogo, il materiale
scartato dal riciclo viene conferito in discarica, e metalli come il mercurio basta che passino in falda anche in concentrazione minima (la LD50 si aggira su 1 mg/Kg) per provocare danni estremamente gravi alla collettività, soprattutto sul sistema nervoso.
Sono consapevole che la disinformazione sia un problema trasversale e non legato solo a questi aspetti, ma se si divulgasse meglio, soprattutto a chi è del mestiere, magari facendo in modo che dia il buon esempio ai cittadini, e se si informasse meglio sugli effetti disastrosi sul nostro ambiente di molti dei nostri gesti, forse tutto potrebbe funzionare meglio, tanto più che iniziano ad essere sotto i nostri occhi pesanti conseguenze della violenza che si è perpetrata sul nostro ambiente in questi anni.
Confidando nella Sua sensibilità a queste tematiche, spero di veder pubblicato questo sfogo e Le auguro un buon lavoro!
Cordiali saluti».
Antonia D.
 
Fin qui la lettera. Ci aspettiamo una risposta dal presidente Mancini e dal direttore Binetti, che chiarisca come mai si verifica una situazione del genere, di cui ognuno di noi avverte la pericolosità.
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2) Si tratta di un sistema evoluto che raccoglie e differenzia per composizione e colore, bottiglie di plastica vuote, non schiacciate e provviste di etichetta e lattine, anche queste vuote e non schiacciate di alluminio e acciaio. Come compenso si riceveranno dei buoni sconto in base al numero di oggetti inseriti da spendere in negozi e supermercati convenzionati della zona. Sarà anche disponibile una card magnetica per accumulare il credito e spenderlo successivamente. Il sistema, sperimentato già nello scorso trimestre, ha dato importanti risultati con la raccolta di oltre 500.000 imballaggi. Tutto questo oltre a soddisfare il cliente ed abituarlo a differenziare i rifiuti, agevola ed abbatte notevolmente i costi della raccolta da parte dell'azienda che se ne occupa, visto che il materiale viene da subito differenziato e compattato per tipologia in contenitori interrati. Iniziative come Ecobank sono la norma in altri paesi europei dove è già utilizzato da parecchio tempo e con una soddisfazione maggiore da parte del cliente. Ecobank per pezzo inserito regala un buono pari a 2 centesimi contro i 25 centesimi di Berlino. Sicuramente una buona iniziativa da estendere a più città e nei grossi centri commerciali, ma visto il notevole guadagno di chi recupera il materiale riciclato la cifra del bonus regalato dovrebbe alzarsi di una buona percentuale. I clienti raddoppierebbero, le tasche dell'azienda sarebbero comunque piene e ci sarebbe un enorme riduzione della quantità di plastica e alluminio in giro per le città. Mafie permettendo ...



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