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Molfetta, cittadini indignati per la devastazione della piazza Minuto pesce. Un “giallo” inquietante. Le indagini dei carabinieri
28 settembre 2015

MOLFETTA – Grande indignazione nei cittadini di Molfetta per la barbara devastazione di piazza Minuto Pesce, ristrutturata nel 2010 con un costo di 3 milioni di euro. Le indagini sono in corso e sembrano orientarsi nel mondo dell’abusivismo nella vendita del pescato. La decisione dell’amministrazione comunale di mettere ordine al settore, impedendo la vendita abusiva, aveva creato non poco malumore, soprattutto perché rappresentava uno stop a un’illegalità tollerata per anni. Ma questo non è andato giù a qualcuno che forse ha pensato di vendicarsi e lo ha fatto in grande stile mafioso, con l’impiego di uomini senza scrupoli. Sembra che la devastazione sia avvenuta non durante la notte, quando i rumori avrebbero attirato l’attenzione, ma intorno alle 21.30, quando la zona circostante era popolata, i rumori erano tanti anche per la coincidenza, scelta non a caso dai criminali, della sagra del pesce sulla banchina S. Domenico e di un’altra manifestazione sulla banchina Seminario. A coprire i rumori può aver contribuito il rombo delle moto che partecipavano al Motoraduno.

L’ingresso dei delinquenti sarebbe avvenuto non attraverso i cancelli, ma dai locali della scuola di musica “Dvorak”, dai quali poi sarebbero fuggiti.
In pratica, una strategia studiata a tavolino, per una vendetta che forse covava da tempo e si aspettava il momento migliore per metterla in atto e colpire le istituzioni e l’imposizione delle regole e della legge, dove prima era il caos.
Un’altra circostanza non casuale è l’imminente fine del fermo biologico, che avrebbe permesso la ripresa della vendita del pescato e qualcuno voleva dare un segnale e un avvertimento. Insomma, l’aggettivo “inquietante” che abbiamo usato per etichettare questo atto criminale, appare abbastanza attinente alle circostanze. Altro particolare non insignificante, che, però, è come se i criminali avessero messo la firma al loro gesto: sono stati distrutti solo i banchi centrali della piccola pesca non gli altri che si trovano nelle aree laterali. Una soluzione troppo semplice per questo “giallo” che appare più complesso e probabilmente coinvolge la criminalità locale, che non accetterebbe la battaglia per la legalità condotta dall’amministrazione comunale.
In pratica, non si tratterebbe né di un atto di generico vandalismo, né di un lavoro da sprovveduti. La tempistica e l’esecuzione farebbero pensare anche a un progetto su commissione affidato a quella criminalità organizzata che non si preoccupa di sparare tra la folla, come di agire in orari con alta concentrazione di persone.
Sarebbe bastato, infatti, che qualcuno passando nei pressi del mercato del pesce, avesse visto il gran movimento che c’era, per dare l’allarme. Ma questo non è avvenuto: fortuna dei criminali, oppure omertà da parte di qualcuno? Saranno le indagini a stabilirlo.

Intanto il Presidente della Confcommercio Molfetta, Salvatore Farinato, ha diffuso un comunicato: «Quanto è accaduto all’interno del mercato di piazza Minuto Pesce, 48 ore prima della fine del fermo biologico, è un atto di estrema gravità che fotografa una situazione complessa di “convivenza” forzata e forzosa, tra pescatori, pescivendoli e abusivi, presente all’interno della struttura da sempre. Dal giorno dopo l’inaugurazione.
Il problema, più volte, anche in passato, è stato sollevato nei tavoli istituzionali. Ma, al di là delle dichiarazioni di intenti non si è mai giunti alla soluzione del problema.
Ed è ancora più grave il fatto che l’assalto a piazza Minuto Pesce non sia consumato in piena notte, ma poco dopo le 21, quando, in strada c’era ancora gente. Chi ha agito, ha voluto mostrare i muscoli. Ha voluto sfidare le istituzioni. E’ evidente.
A questo punto diventa inutile la polemica sul fatto che all’interno non ci fosse un sistema di videosorveglianza in funzione, e neppure all’esterno. Inutile sottolineare che, mistero, pare che il commando, che ha distrutto il cuore del mercato (la parte assegnata alla piccola pesca), non abbia forzato alcuna serratura per entrare.
Su tutto rimangono ora i problemi del quotidiano, quelli che già a partire da domani, dovranno affrontare i pescivendoli che non dispongono più di un mercato in cui poter lavorare. Ci auspichiamo che la struttura torni presto agibile, anche con interventi di urgenza.
Confidiamo che le forze dell’ordine, a stretto giro, possano assicurare alla giustizia gli esecutori materiali e gli eventuali mandanti di quanto è accaduto.
Chiediamo che si faccia tutto il possibile per assicurare le strutture mercatali della città e di tutto il territorio cittadino senza rinviare interventi che ormai non sono più procrastinabili».
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