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Molfetta, città degli assessori fantasma Classifica di “Quindici” degli assenteisti in giunta: in testa Maria Mezzina
15 giugno 2004

Molfetta, città degli assessori fantasma. Purtroppo non è il titolo di un film appena finito di girare da un giovane regista locale ma è la dura realtà alla quale l'amministrazione di centro destra ha ridotto la nostra città. Molfetta, dopo la recente nomina dell'assessore Mangiarano, ha ben dieci assessori. Tra questi più d'uno pare avere come unica funzione quella di garantire la “stabilità” degli equilibri politici all'interno della maggioranza e diserta, oltre alle sedute del consiglio comunale, anche le riunioni di giunta. In testa alla penosa classifica degli assessori “latitanti” c'è Maria Mezzina: sulle 28 sedute della giunta comunale che si sono tenute da gennaio a maggio del 2004, la bella “assessora” ha preso parte solo a 5 riunioni (nella foto). Non sarà troppo poco per giustificare i cinque mesi di stipendio che i cittadini molfettesi le hanno “regalato”? Purtroppo il caso dell'assessore alle risorse tecnologiche non è una eccezione. Altri tre suoi colleghi (Brattoli, Tammacco e Nappi) risultano assenti a più della metà delle riunioni di giunta tenutesi nei primi cinque mesi di quest'anno. Anche il neo assessore Mangiarano, che pure non abbiamo inserito nella nostra classifica in quanto ci è parso poco significativo il numero delle riunioni di giunta alle quali avrebbe dovuto prender parte, mostra subito la sua verve assenteista risultando assente a sei sedute su nove. A tutto ciò va aggiunto che le uscite pubbliche di taluni assessori sono estremamente sporadiche (compensate, forse, da quelle dei super presenzialisti) tanto che la gran parte dei molfettesi li paga con le proprie tasse, ma non ha mai avuto il piacere di conoscerli. Se si considera poi che ciascuno di questi assessori percepisce uno stipendio lordo che ammonta a 2.602 euro nel caso in cui l'assessore sia distaccato dal lavoro originario oppure a 1.301 euro nel caso in cui egli continui il suo lavoro originario, appare chiaro che il fenomeno degli “assessori fantasma” non è solo una ulteriore conferma di quel malcostume politico che si va sempre più diffondendo nella nostra città, ma è anche un'offesa a quei numerosi cittadini molfettesi che per portare a casa il loro stipendio lavorano sodo e non hanno sponsor politici che gli garantiscono un guadagno facile e sicuro. E “Quindici” sul numero eccessivo degli assessori e sul loro assenteismo porta avanti da sempre una battagli “morale”. Crediamo che il sindaco, a questo punto, possa soltanto indicare a questi assessori - che con il loro comportamento disonorano la nostra città - la strada obbligata delle dimissioni. Forse solo questo gesto, peraltro improbabile, potrebbe riscattare agli occhi dei molfettesi questi illustri sconosciuti che, dall'oggi al domani, si sono ritrovati assessori e che si ricordano della loro carica solo al momento di ritirare lo stipendio. Francesco Dell'Olio francesco.dellolio@quindici-molfetta.it
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