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Molfetta calcio, al 2° posto, rialza la testa Promozione, verso il rush finale con i biancorossi protagonisti
15 marzo 2006

Ci si attendeva e ci si augurava la scossa e la scossa c'è stata. Il cambio del tecnico, con l'arrivo di Riccardo Di Giovanni al posto di Gaetano Barione, ha scosso la squadra, caduta negli ultimi tempi in un torpore negativo che rischiava di farla arrivare spenta nel finale del torneo. Una situazione sviluppatasi nel girone di ritorno, alimentata da qualche risultato negativo, sconfitta a Capurso (2-0) e quell'interna contro l'Acquaviva (0-1), prestazioni incolori nelle striminzite vittorie contro Toritto (0-1) e Arpifoggia (1-0) e forse qualche scelta tecnica non condivisa da alcuni giocatori. La difesa, la meno perforata con le 14 reti subite, ha continuato ad essere solida e quadrata, mentre i problemi sono emersi soprattutto in avanti. Forse qualche acciacco non smaltito o un calo di forma, di fatto Uva (15 reti) e Tritta (10) non pungevano come all'andata, mentre D'Aloia continuava ad esprimersi a corrente alternata. Nelle prime otto gare di ritorno i biancorossi collezionavano 4 vittorie, 2 sconfitte, 2 pareggi, 15 gol fatti, cui 7 contro il Castellaneta, che non possono fare testo per come maturò la vittoria (squadra di ragazzini che non si ripresentarono nel secondo tempo) e 4 subiti, per un totale di 14 punti, con il tridente D'Aloia-Tritta-Uva con solo due reti a testa. Per fortuna ad alzare la media il ritorno al gol di Giuseppe Paparella, autore di 4 marcature. Un bilancio insufficiente per competere con il ritmo del Capurso e Conversano, che collezionavano entrambe 7 vittorie e un pareggio e si portavano fino a sei punti di vantaggio sui biancorossi. Insomma il Molfetta rischiava di sfatare la tradizione che vuole la squadra in testa alla fine del girone d'andata, vincitrice del campionato. A rendere pesante il clima, la scelta del presidente, rientrata dopo tre gare, di abbandonare la squadra dopo la sconfitta casalinga contro l'Acquaviva. Le vittorie contro Pro Gioia (4-0), unico successo convincente, Toritto (0-1) e Arpifoggia (1-0), convinsero il presidente De Nicolò a siglare un patto con la squadra ancora in corsa per il salto di categoria, anche per l'opportunità dei play-off. La ricomposizione dl gruppo fu apparente, perché il pareggio di San Severo (1-1) costò la panchina a Barione. Una scelta per certi aspetti inevitabile, sia per la scarsa stima che godeva il tecnico terlizzese, secondo noi prevenuta e ingenerosa, presso la tifoseria, sia per la constatazione che ormai nello spogliatoio non c'era più la serenità necessaria per andare avanti. In effetti, disputare i play-off in quelle condizioni sarebbe stato disastroso. Che la squadra avesse bisogno di ritrovare un equilibrio psicologico è emerso con il nuovo tecnico Di Giovanni. Nelle ultime tre gare i biancorossi hanno pareggiato in casa con il Trani (0-0), e vinto sia a Laterza (1-3 con reti di Tritta, Uva e D'Aloia) e superato in casa il competitivo Corato (2-1, a segno Di Bari e Paparella). Un trend di crescita sostanziale nello spirito e nel gioco. Di Giovanni oltre a caricare la squadra di nuovi stimoli e motivazioni, ci ha messo del suo. La scelta di mettere stabilmente Lapenna nel mezzo del centrocampo, Barione invece lo alternava spesso con D'Alessandro, ha reso più compatta la squadra anche quando si allunga. Il movimento non è il punto di forza di Lapenna, che però ha il senso della posizione, visione di gioco e quindi mantiene le distanze dei reparti. Inoltre, ciò permette a D'Aloia anche lui in crescita, di giocare alle spalle degli attaccanti senza essere costretto a rientrare per impostare la manovra. Tatticamente Di Giovanni predilige il 4-4-2 con il problema di scegliere fra Tritta e Paparella come seconda punta da affiancare ad Uva. Forse c'è meno intesa tra Uva e Paparella, perché entrambi prediligono la stessa posizione al centro dell'attacco. Non è un caso che in tali circostanze Uva fatichi a trovare la via del gol, mentre si trova più a suo agio quando gioca Tritta che predilige il gioco sulla fascia. A Di Giovanni spetterà di rendere le diverse scelte tecniche delle risorse e non fonti di problemi. Il risveglio del Molfetta e la contemporanea frenata del Capurso e Conversano, che sembravano destinate a giocarsi il titolo nello scontro diretto che andrà in scena nell'ultima giornata, hanno riaperto i giochi. A quattro gare dal termine i biancorossi hanno agguantato il Conversano, al secondo posto a 55 punti, ed inseguono la capolista Capurso, a 59 punti. Tutto è ancora possibile, anche che si arrivi con più squadre al primo posto. Comunque nel caso di mancato miracolo il Molfetta disputerà i play-off. Il regolamento prevede: vincente 2°-5° posto contro 3°- 4° con gare d'andata e ritorno, il primo turno in casa del 4° e 5° posto. In caso di parità di risultato, saranno considerati i gol realizzati in entrambe le gare. Alla fine sarà stilata una graduatoria da far valere per eventuali ripescaggi. Ricordiamo che negli ultimi 5 anni, oltre alla vincitrice del campionato, in Eccellenza è salita almeno un'altra squadra. Per finire ci preme sottolineare che nella gara contro il Corato abbiamo visto per la priva volta la tribuna gremita e qualche gruppo di spettatori in gradinata. Certo era una gara di cartello, ma ora il sostegno deve continuare, per dimostrare a giocatori e società che la città non è indifferente alle sorti della prima squadra.
Autore: Francesco Del Rosso
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