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Molfetta, anche il sindaco Natalicchio subisce il blitz del priore della Confraternita della Morte e cede alla processione notturna
03 aprile 2015

MOLFETTA – Anche il sindaco di Molfetta Paola Natalicchio sembra aver subito le pressioni della terna della Confraternita della Morte, che l’ha messa di fronte ad un blitz non concordato, con la decisione anticipata da "Quindici" un mese fa, dell'uscita notturna della processione del Sabato santo. E così ha dovuto accettare lo stato di fatto, di una decisione che sta facendo scoppiare le polemiche a Molfetta, per la “processione dei quattro gatti” come l’ha definita qualcuno.

C’è anche ci è indignato e domani non andrà a vedere la ritirata.
Ecco quanto ha dichiarato il sindaco: «La curia e la confraternita della Morte ci hanno comunicato lo spostamento dell'uscita della processione del sabato santo alle ore 4.15 di stanotte. Non ci sono allerta meteo della protezione civile, né della capitaneria di porto che hanno obbligato questa scelta. Non ci sono evidenze di precipitazioni e piogge nella giornata di domani. C’è una generica condizione di variabilità meteo, non diversa dagli altri anni. Ma la curia e la confraternita hanno insistito. Si ritiene che sia meglio non rischiare, perché' la processione del sabato non riesce a svolgersi da tre anni e si è richiesto al Comune una misura straordinaria. Non è stato facile organizzarci perché' la richiesta è pervenuta improvvisamente, dopo le 18.30 di oggi, e abbiamo dovuto riorganizzare tutti i turni della Asm, della polizia locale e coordinarci con i carabinieri, le guardie campestri, le associazioni di protezione civile e la società che gestisce il trasporto degli autobus provinciali. Abbiamo autorizzato questo spostamento solo e unicamente perché la richiesta ci è arrivata direttamente dalla curia e solo perché la confraternita organizzatrice aveva già comunicato, pur in assenza di autorizzazione alcuna, lo spostamento orario a tutta la città e a tutti i confratelli. Non voglio fare polemiche alcune, credetemi, ma evidenziare che la discussa decisione di anticipare la processione non è stata determinata da indicazioni del Comune né da condizioni meteo particolarmente avverse ma, tuttavia, proprio per non turbare le scelte delle confraternite e della curia, si ci siamo resi disponibili. Auguro una buona processione ai confratelli, che immagino essere stanchissimi e dico che mi dispiace per i turisti delle città vicine che sono abituati ad affollarsi a via Dante in pieno giorno. La ritirata è prevista domani tra le 13.30 e le 14».

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Non vogliamo fare polemiche, ma confermare le nostre opinioni. Ognuno ha le sue. Noi rispettiamo quelle degli altri e chiediamo che vengano rispettate le nostre, che sono quelle di buona parte dei cittadini di Molfetta e anche della maggioranza dei confratelli della Morte, che si era espressa contro il cambiamento di orario. Oltre un mese fa avevamo anticipato che c'era già l'idea di far uscire di notte la processione del Sabato Santo, per cui quella della pioggia ci è sembrata una scusa. Quello che non ci piace è lo stravolgimento delle regole, le decisioni prese all'ultimo minuto (che il tempo potesse essere incerto, lo si sapeva dal giorno prima) e le giustificazioni che non tengono, dopo decenni di processioni fatte anche a rischio pioggia. Scegliere di anticipare la processione, vuol dire che ogni anno gli orari saranno flessibili? Meglio essere onesti e dire subito che si era deciso di modificare l'uscita, anche se la maggioranza non era d'accordo. Chi ha amministrato le confraternite prima dell'attuale terna (primo fra tutti Franco Stanzione, che ringraziamo per la correttezza del suo dissenso e il rispetto delle opinioni altrui) allora ha sbagliato? E le processioni che si svolgono in tutti gli altri paesi della Puglia, senza cambiare gli orari? Si è evitata la pioggia, ma anche una maggiore fruizione popolare e una più convinta atmosfera di partecipazione, tipica delle ore serali. Di giorno si perde il pathos e lo si è visto durante la processione diurna, che ha avuto questa caratteristica solo nei momenti iniziali dell'uscita. Del resto non è detto che la processione debba durare 9 ore: se piove, come è avvenuto per decenni, si riduce il percorso, affidandosi alla benevolenza divina per le condizioni atmosferiche. Insomma, quella di anticipare l'uscita ci è apparsa una decisione tardiva, che, se presa per tempo, nel rispetto anche delle istituzioni, avrebbe evitato le critiche. Peccato, perché crediamo, comunque, che la nuova terna di amministratori dell'Arciconfraternita della Morte sia formata da persone valide e intelligenti (De Candia, Mancini e Pisani), uomini che hanno portato innovazione (molto efficace il repositorio), pur restando convinti cultori delle tradizioni. Apprezziamo anche il tentativo di caratterizzare la processione come una manifestazione di fede (la scelta del muccio abbassato dei portatori) e di partecipazione cristiana. Questa è la nostra opinione, qualsiasi altra lettura non ci appartiene e invitiamo tutti a evitare interpretazioni strumentali. Auguri di Buona Pasqua.






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