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Molfetta, alla libreria “Il Ghigno” Tommaso Cerno e il suo inferno, la commedia del potere
15 settembre 2013

MOLFETTA - Tommaso Cerno è sbarcato nella nostra Puglia. Un altro nome di spessore è stato ospite del programma di “Storie italiane”, il primo festival di letteratura a Molfetta organizzato dalla libreria il Ghigno.

Il festival letterario vanta la partecipazione di molti giornalisti, scrittori e magistrati tra cui  Antonio Ingroia, Concita De Gregorio, Paolo Brogi.

Giovedi’ 12 settembre, Tommaso Cerno ha presentato il suo ultimo lavoro dal titolo “Inferno, La commedia del potere” presso la libreria il Ghigno a Molfetta.

L’incontro è stato presentato dalla prof.ssa Isa De Marco ed è intervenuto il prof. Sabino Lafasciano, dirigente scolastico dell’Istituto “Salvemini” e dell’Istituto Magistrale “Vito Fornari”.

Cerno noto giornalista dell’ Espresso, è impegnato nella battaglia per i diritti civili degli omosessuali ed è stato fra i promotori del Gay Pride di Venezia. A partire dal 1993 si è occupato di politica, è autore di inchieste politiche, economiche, sociali  nel Nord- est. Precedentemente ha pubblicato il romanzo Affa Taffa e il saggio L’Ingorgo.

Si è presentato come scrittore e poeta nel suo ultimo libro Inferno, La commedia del potere, è una riscrittura dell’Inferno in terzine di endecasillabi come quello dantesco, ma con protagonisti i personaggi politici.

E’ un libro particolare, scritto con passione di chi desidera che la cultura possa cambiare in positivo le anime e la società. E’ un’opera unica che seduce il lettore con un lessico che ricorda il famoso Dante. E’ il racconto di un’ Italia che vive nell’inferno tra delirio e corruzione.      

Durante l’incontro il giornalista con il suo essere ironico e con la sua simpatia ha catturato

l’ attenzione del pubblico raccontando il viaggio nell’inferno tra verità e  personaggi che dominano la scena politica. Non mancano i riferimenti ai leader dei partiti attuali come Vendola e definisce Grillo non più grillo ma gallo “con cresta alta e petto sempre infori a dir che li politici fan fallo, dal grande illuso Prodi al gran Caimano”, ha declamato il giornalista. 

Cerno ha continuato a descrivere i personaggi del libro come se fossero i protagonisti di una fiaba, scendono a compromessi, sembrano i paladini della giustizia, ma poi accusano la giustizia, poi ci sono quelli come Prodi che rimangono delusi, poi c’ è Berlusconi e la sua Ruby, uomini che giungono al potere e fanno di quel potere un interesse personale perdendo di vista la società.   

Tommaso Cerno ha raccontato la sua passione per la scrittura e ha dimostrato di essere un uomo preparato ma allo stesso tempo ironico quando ha letto con entusiasmo alcuni versi con il libro tra le mani recitando le diverse situazioni che ha descritto nella sua opera.          

“Quando Dante, circa sette secoli fa, scriveva Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!, certo non immaginava che un giorno, precisamente nel 1992, post Tangentopoli, la stessa serva Italia sarebbe entrata in una fase ben più cupa: la Seconda Repubblica”.

Tommaso Cerno nel suo lavoro si fa guidare da Giulio Andreotti nel lungo viaggio tra le bolge e tra i gironi per interrogare gli spiriti per poi sprofondare sotto Montecitorio,

"tra le pene di chi dall'Italia ottenne fama e potere, ma restituì solo guai,  debiti e miseria".

Lo scrittore con chiave ironica ha narrato la grave crisi che attraversa l’Italia, una malattia che sembra inguaribile causata dagli uomini politici del nostro tempo che hanno  perseguito le loro logiche di potere, di ricchezza e, perché no, anche di sfrenatezza.

Prima del termine del dibattito la prof.ssa Isa De Marco è intervenuta proponendo L’Inferno, La commedia del potere, da leggere non solo nelle proprie case, ma deve essere analizzato con il progetto lettura nelle scuole per far riscoprire le differenze tra l’inferno dantesco e l’inferno del potere. Ed è anche uno strumento per avvicinare i giovani alla lettura e per far maturare uno spirito critico nei confronti del periodo storico in cui stiamo vivendo.  

Il giornalista ha concluso l’incontro con i suoi lettori, ammiratori, giovani studenti con un arrivederci al prossimo viaggio. Chissà forse sarà il purgatorio?

Tommaso Cerno ha lasciato il pubblico con un punto interrogativo su quale sarà il suo prossimo libro dando spazio all’immaginazione. 

Il libro è stimolante, originale, coinvolge il lettore in un mondo infernale dove sono narrati personaggi bizzarri quasi surreali che hanno lasciato gli italiani in un vortice di problematiche economiche, sociali, culturali, o meglio in un inferno in attesa di uno spiraglio di luce, quella tanto attesa luce pura, proprio quella del paradiso.

Forse è presto per attendere un po’ di luce, ma speriamo che quest’inferno finisca prima o poi.    

© Riproduzione riservata

Autore: Maria del Rosso
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