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Molfetta, albero della rotonda di via Terlizzi: una morte annunciata Incompetenza e superficialità di chi ha scelto di mettere a dimora un abete solo per la festa natalizia
03 giugno 2010

MOLFETTA - Una morte annunciata quella dell’abete natalizio piantato al centro della rotonda di via Terlizzi. Un’operazione sbagliata, fatta con scarsa competenza e soprattutto con superficialità condannando a morte sicura un albero.

A Quindici sono arrivate proteste da molti cittadini e lettori, vi proponiamo alcune foto inviateci da un lettore che dimostrano questa morte annunciata con il suo commento, sintomatico dello stato di degrado in cui viene tenuta questa città e dell’incapacità di chi fa scelte sbagliate come quella di fare un buco e piantare un albero a caso.
Ma a Molfetta, ormai, siamo abituati a tutto.
 
"Immagini dedicate a tutti quelli che .... per piantare un albero, ... basta fare un buco nel terreno......
a tutti quelli che .....invece delle alberature stradali, piace la pubblicità in formato 3x6....
a tutti quelli che ..... non piace una città sporca logora e malandata, ma si accontentano che la barca va......".
 
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"......non tutti sanno cos'è l'ambiente. La risposta più semplice ed immediata potrebbe essere “La natura” oppure “Il verde che ci circonda”, ma in realtà dietro tutto ciò si cela una realtà ben più complessa e della quale l'uomo deve rispettare le regole. L'ambiente è qualcosa che funziona insieme, un organismo, nel quale un singolo intervento locale ha conseguenze sull'intero sistema, poiché i vari elementi sono collegati tra loro da una stretta rete di relazioni; se si rompe questo equilibrio o il sistema viene distrutto o si crea un nuovo equilibrio. Anche l'uomo svolge un ruolo in questa interazione; la qualità della vita è infatti influenzata per buona parte dall'ambiente in cui l'uomo vive e alle caratteristiche che questo ha, adatte o non alla sopravvivenza della specie umana. Spesso gli uomini operano interventi locali che rovinano in modo irreparabile gli ecosistemi. In questi ultimi due secoli il “progresso” ha influito pesantemente sull'ambiente, modificandolo o alterandolo con conseguenze anche drammatiche per la stessa sopravvivenza della specie umana; si è passati ad un mondo costituito per di più di cemento che di “verde”. Il degrado ambientale, infatti, è strettamente collegato al degrado della vita di tutti gli esseri viventi, uomo compreso. Il problema è complesso, molto più di quanto non sembri a prima vista, poiché fa capo a un duplice squilibrio: quello del rapporto uomo-natura e quello tra popoli avanzati tecnologicamente e popoli arretrati o in via di sviluppo. Fin dalla propria comparsa sulla Terra l'uomo ha segnato profondamente l'ambiente con la sua presenza per creare le condizioni della propria sopravvivenza e del proprio benessere. Per far ciò, ha però disboscato foreste, messo a coltura i terreni, spianato alture, addomesticato e ucciso animali; man mano il “progresso”, la scienza, la “tecnologia” gli hanno fornito strumenti sempre più potenti ed efficaci per piegare la natura alle proprie esigenze. Tutto questo ha avuto un prezzo.."


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