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Miss Italia, un anno dopo L'esperienza di Carmela Campanale di “Quindici”, Miss Puglia e Miss Cotonella, in giro per l'Italia tra sfilate e provini
15 luglio 2005

Ci siamo… tra poco più di un mese ci sarà una nuova Miss Puglia, una nuova Miss Cotonella. Questa favola meravigliosa finirà per incanto, così come è cominciata. Non posso fare a meno di notare quant'è ingiusta la vita! Le cose più belle sono sempre le prime a finire. Ma che posso farci? Le favole sono favole. Il segreto sta nel saperle vivere come tali. Verserò alcune lacrime, sì, ma tutto passerà. Pàntha rhei, diceva Eraclito. E sia. Ragazzi che anno! Ne ho viste di tutti i colori. E' vero che lì fuori sono pronti a sbranarti.. Senza contare che si fa a gara con il centimetro a chi ha gli arti superiori più lunghi. Dovrebbero istituire un nuovo concorso basato su questo parametro… A pensarci bene forse esiste già; o meglio, ne esistono tanti che implicitamente lo racchiudono. Così è la vita. No, la mia non è rassegnazione. Questo mai. Il mondo ti volta le spalle? Forse è ora che ti giri anche tu. Se c'è una cosa che ho imparato (e credetemi non si finisce mai di apprendere) è che tutte le raccomandazioni, le porte che ti si chiudono in faccia, o peggio quelle che non ti si aprono affatto, non possono uccidere la speranza… prima o poi, quelle porte si apriranno al tuo passaggio, e io sono fiduciosa. Qualcosa accade, sempre. Ci sono dei momenti in cui, però, questa lavanda cerebrale che propino me stessa, viene frantumata in tanti, piccoli pezzi lanciandomi improvvisamente negli abissi più cupi e profondi. Provini andati bene ma non sufficientemente da poter essere accettata, perché ne prendono un'altra con la scusa che sia migliore di te o più preparata ma che guarda caso, al provino non s'è neanche vista. Ragazze come me che lavorano tanto in tv e non si sa come… o meglio, si sa ma si preferisce tacere. E così, a volte esplodo di rabbia. Anzi, implodo. Conservo tutto nel cassetto più nascosto della mia anima, due giri nella piccola serratura e via, butto via la chiave. E , nonostante il disordine sia una costante nella mia vita, tanto da smarrire gli oggetti che possiedo, quella chiave mi riesce sempre di trovarla. Sempre. Vi lascio immaginare il resto. Fortuna che ogni tanto qualcosa di piacevole c'è! L'affetto delle persone, la timida richiesta “posso fare una foto con te?” di bambini e ragazzi, i complimenti della gente, il lavoro che comunque riesco a fare e trovare senza necessariamente vendermi (ed è questo più di ogni altra cosa che mi dà la forza di andare avanti pensando che forse non è tutto marcio quello che c'è in giro), le esperienze che ti riempiono il cuore di gioia. Non dimenticherò mai quella giornata trascorsa in una cooperativa a Milano per donne bisognose e ragazze madri con svariati problemi dalla prostituzione, all'alcool, al rapporto difficile con i genitori. Dio, c'è forse qualcosa di più emozionante dell'avvertire la sensazione di euforia di tante persone che per un giorno dimenticano le proprie difficoltà, pensando a divertirsi con poco, veramente poco? Credo proprio di no. Piccole avventure, immense emozioni. Come vedete, non serve fare bungie-jumpie, o buttarsi da un aereo ad alta quota per provare quella scarica che ti lascia senza fiato. Moralista o meno, siete liberi di pensarmi come più gradite. Che dire… è tempo di bilanci ormai. Ho tratto quello che ho potuto da quest'esperienza anche se avrei potuto fare molto di più, come sempre si dice con il senno di poi. Ora mi concentrerò maggiormente sullo studio che ho un po' trascurato, e continuerò a percorrere quel lungo corridoio, bussando di tanto in tanto a qualche porta, con la stessa speranza della prima volta. Sapete cosa penso? Presto o tardi il mio treno arriverà in stazione. E, forse, per ora è solo un po' in ritardo… Carmela Campanale
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E' la semplicità di una ragazza che ho conosciuto circa 9 anni fa e che, come allora, mi sorriderebbe e mi darebbe un bacio, qualora mi vedesse, nonostante i brufoli siano andati via e una donna, tra le altre cose bellissima, ha sostituito quella ragazzina altissima che alle scuole medie potevi ammirare nei corridoi. Mai ci siam dati un appuntamento, ma tutte le volte che ci siamo incontrati è stato come sempre, come se tutto ciò che nel frattempo ci aveva cambiati era solo un piccolo dettaglio, pechè la genuinità di una persona si vede da questo. L'ultima volta che ci siam visti nel treno eri incantevole, con quel fiore tra i capelli, quel volto appena truccato che mostrava la tua bellezza e, nonostante i mille cellulari che portavi in borsa, ti sei spontaneamente seduta vicino a me e non ti sei lasciata abbandonare a quello sguardo di accondiscendenza che chi raggiunge un traguardo, soprattutto se in tv, usa per sottolineare la potenziale inutilità della persona che ha di fronte. Io mi sono trasferito a Trento per studiare, perchè, come si sa, le possibilità che il sud offre sono come gli alberi nel deserto. Non è stato facile prendere le valige e andare via, senza il pieno consenso di amici e, soprattutto, dei genitori. Ma la vita bisogna prenderla così, d'impatto, fare le cose che più si sentono dentro, per poter un giorno gridare a tutto il mondo...ce l'ho fatta!!! Perchè anche se non si diventa milionari come tutti credono, è aver vissuto da soli a 19 anni, in una città che non è quella in cui si è abituati a vivere, con un pregiudizio che ti perseguita, con delle difficoltà apparentemente insormontabili, ciò che ti fa crescere e sentire realizzato. E' facile svegliarsi e pensare che la mamma provvederà a lavare, stirare e preparare da mangiare. Vai per la tua strada, insegui i tuoi sogni, credi in tutto ciò che fai e vedrai che alla fine riuscirai a realizzare i tuoi desideri... ciao carmela...un bacio! Giuseppe Marino
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