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Medici precari incontrano Vendola, Tedesco e Introna “Porremo il problema in conferenza Stato regioni e in commissione Salute”
13 giugno 2006

BARI - Rappresentano oltre il 50% del totale dei medici attualmente in servizio presso le strutture di Pronto Soccorso degli ospedali pugliesi. Oltre 120 medici 'non specializzati' che hanno lavorato per anni sul campo e che oggi rischiano di trasformarsi in disoccupati. Questa la denuncia fatta da una delegazione dell'Associazione medici precari d'urgenza e di emergenza nel corso di un incontro, svoltosi a margine del consiglio regionale, con il presidente della giunta Niki Vendola e gli assessori Tedesco e Introna. I medici precari hanno deninciato l'impossibilità, per loro, di partecipare ai concorsi banditi da alcune asl pugliesi perché non sarebbero in possesso dei requisiti richiesti, primi fra tutti la laurea e in medicina e una specializzazione inerente o equipollente la disciplina messa a concorso. Altrimenti l'acquisizione al 23 gennaio 2001 di almeno sedici mesi di servizio (ai sensi del decreto omnibus che fu emanato proprio per sanare a quel tempo una precedente situaizone di precariato). Di fatto, denunciano i medici precari, “questi criteri di selezione escludono tutti coloro che non possono beneficiare della suddetta normativa. Si tratta cioè di tutti quei medici non specializzati che, dall'epoca di entrata in vigore del decreto ad oggi, hanno garantito, in assenza di concorsi in Puglia, la continuità del servizio attraverso contratti a tempo determinato sia a convenzione sia nella dirigenza medica, di volta in volta rinnovati per carenza di personale”. Tra l'altro – continuano i medici – siamo di fronte ad un paradosso. “Non esiste cioè in Italia alcuna specializzazione in Medicina d'Emergenza /Urgenza. Si chiede quindi una specializzazione equipollente una disciplina che non esiste ancora”. I medici precari dunque chiedono una sospensione delle procedure già avviate per i concorsi e la possibilità di potervi partecipare. L'assessore Tedesco si è impegnato a discutere di questa vicenda a livello nazionale. “La volontà di sanare c'è – ha detto Tedesco – si tratta però di non bloccare contestualmente le procedure avviate. Una questione di coincidenza tra tempi e volontà politica. Ci vorrebbe comunque una sanatoria articolata. La prossima settimana porremo il problema in commissione Salute e in conferenza Stato regioni”.
Autore: Domenico Sarrocco
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