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Mazzoncini, 94 miliardi per FS. Investimenti anche al Sud
19 ottobre 2016

Mazzoncini, AD di FS, ha illustrato il futuro del sistema ferroviario italiano, nella conferenza che vedeva presenti Matteo Renzi e Graziano Del Rio. In dieci anni, dal prossimo quindi e fino al 2026, si dovrebbe stravolgere integralmente il concetto di trasporto in Italia, come lo stesso Renato Mazzoncini aveva anticipato al canale Youtube di FS. Innanzi tutto cambia il concetto stesso di trasporto, finora convenzionalmente diviso tra gomma e ferrovia, in trasporto pubblico e privato. Con questo concetto si è voluta affermare la tesi che le Ferrovie dello Stato, che già comprendono altre società di trasporto pubblico, debbano specializzarsi nei trasporti a 360° integrandosi sia con delle reti ferroviarie regionali sia fornendo dei servizi alternativi di trasporto su mezzi gommati, facendo uso sia di acquisizioni che di partnership con le aziende già operanti sul territorio. 

Un'idea che prevede quindi di proseguire una politica di acquisti, come quella già avviata con ATAF a Firenze, o di fusioni, come quella che si sta cercando di realizzare con ANAS. L'obiettivo di Mazzoncini, quindi, di fare diventare la percorrenza su asfalto una delle prime scelte dell'Azienda non si manifesta solo a parole, ma corre da subito a diventare una realtà. Servire il pubblico, con un servizio che sia il più capillare e presente possibile, va incontro alla logica della diminuzione radicale dell'uso del veicolo privato, fino ad oggi giustificato dalla mancanza di collegamenti regolari verso moltissimi centri abitati. Un obiettivo ambizioso che vuole aumentare di un ulteriore 15% l'attuale servizio nazionale, attualmente fermo ad un massimo del 5%. 

Intanto sono già attive le linee che uniscono le stazioni dell'alta velocità ai due centri di Siena e Matera, con navette dedicate e rivestite con gli stessi colori di Italo, a dimostrazione che i progetti sono attuabili in tempi relativamente ristretti. Ma anche l'acquisto delle linee regionali autonome che coprono in maniera capillare il territorio è un obiettivo in via di essere conseguito, come le linee di Trenord del territorio lombardo, la SudEst pugliese, la Centrale umbra. Già l'avvicinamento di Matera comunque dimostra l'attenzione verso un altro dei buoni propositi dichiarati, e cioè quello di collegare meglio il Sud al resto d'Italia, sia come qualità che come presenza, con i servizi pubblici. Anche l'ottimo risultato raggiunto con la conurbazione tra Roma e Napoli, come è stata battezzata l'alta velocità che collega le due città, quasi a rendere l'una periferia dell'altra, giustifica l'avvio immediato della costruzione della linea AV tra Napoli e Bari. 

A questo punto, secondo le stesse opinioni espresse dal Premier Matteo Renzi, non si può che continuare su questa strada per non lasciare isolato il Sud e la Sicilia. Bisogna infatti riprendere il progetto del Corridoio Scandinavo, potenziando la Salerno- Reggio Calabria, e centrare l'obiettivo di fare dell'Italia l'approdo primario delle mercanzie di tutt'Europa. Per ottenere tutto ciò, secondo il piano presentato da Renato Mazzoncini, occorre allargare la maglia ferroviaria a sud-est, in modo da servire correttamente la Puglia e le sue città storiche, sia con le linee ferrate locali, sia con le linee gommate, migliorare la viabilità, e avviare il rinnovamento della percorribilità della Sicilia. A questo mira il rilancio del ponte sullo stretto di Messina, magari da dedicare solo al trasporto pubblico, e il miglioramento radicale delle linee ferrate isolane a partire dal completamento del doppio binario verso Palermo.

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