"Mangio il pranzo di mia moglie", storia singolare di Mauro Gadaleta di Molfetta
MOLFETTA – C’è una storia singolare , specchio della realtà di oggi, raccontata a “Quindici” da Mauro Gadaleta di Molfetta: «Da qualche mese porto avanti sui social il format “Mangio il pranzo di mia moglie”: ogni giorno, durante la pausa pranzo in cabina, racconto con ironia il piatto che mia moglie Martina mi prepara prima di partire per il lavoro.
È nato quasi per gioco, ma è diventato un appuntamento quotidiano sui social, con commenti, votazioni e una community che partecipa alle mie “recensioni” dei piatti di Martina. Dietro il format, però, c'è soprattutto la vita di un camionista, il rapporto con la famiglia e la capacità di trasformare un gesto semplice in un momento di condivisione e di sorriso.
Mi piacerebbe raccontare questa esperienza anche attraverso una realtà della mia Molfetta, perché credo che il fatto di essere un molfettese che vive in Basilicata e che ha fatto nascere proprio dalla cabina del suo camion questo progetto possa essere una curiosità interessante».
Ecco la storia completa: «Io sono Mauro Gadaleta, ho 47 anni e sono nato a Molfetta. Mi ritrovo qui a Policoro perchè ho conosciuto Martina, la figlia dello chef di Villa Cirigliano a Pane e Vino nell’estate del 2005. Io facevo l’animatore nel campeggio Policoro Village e lei era una cliente del lido La Conchiglia dove noi andavamo la mattina a fare animazione. Per me doveva essere solo “un’avventura estiva”, invece mi ritrovo a sposarla nel 2013.
Ho fatto l’animatore per 6 estati dal 2000 al 2005, poi vinto un concorso nell’Esercito Italiano sono partito con Volontario per 3 anni. La storia con Martina è proseguito telefonicamente: entrambi volevamo continuare l’ipotetica avventura estiva che invece non si è rivelata tale.
Nel 2008 decido di lasciare l’Esercito e di trasferirmi a Policoro; con Martina e Mario Demuro lo chef prendiamo in gestione un ristorante a Policoro “La Taverna del Borgo” vicino al Castello, sulla strada del Panificio Gallotta. Ora li c’è una scuola d’infanzia se non sbaglio.
La gestione del ristorante termina, o meglio, decidiamo insieme di farla terminare, dopo un solo anno: il lavoro della ristorazione non piace ne a me ne a Martina.
Intanto, prima di lasciare il ristorante, inizio il lavoro di rappresentante di prodotti alimentari per l’azienda MARR di Rimini. Gestisco tutta la provincia di Matera e vendo i loro prodotti a ristoranti, pizzerie, sale ricevimento, villaggi turistici. E’ un lavoro che adoro e che volevo continuare a fare per tutta la vita. Invece dopo 11 anni sono costretto a cambiare nuovamente “vita” poichè il COVID mi ha compromesso il fatturato e per non continuare a sprofondare nei debiti decido insieme a Martina, di cambiare completamente lavoro.
Chiudo la partita iva e mi metto a fare il camionista. Mi è sempre piaciuto guidare: da rappresentante facevo oltre 100 mila km all’anno, fare il camionista significava solo guidare il camion anzichè l’auto.
Faccio per 3 anni, dal 2020 al 2023 il camionista di linea. Cambio 6 aziende, ho girato tutta l’Italia, tranne la Sicilia e la Sardegna, ho visitato tantissime città e conosciuto innumerevoli strade. Con l’ultima azienda con cui sono stato per 6 mesi, ho fatto anche l’estero, la Francia.
Poi mi sono reso conto che passavo più tempo sul camion che con la mia famiglia. Sono padre di due maschietti, il più grande Luigi ha 12 anni e il più piccolo 6, Alessandro. Alessandro per i primi suoi 3 anni lo vedevo 2 volte alla settimana, il sabato e la domenica quando era a Policoro e non sul camion. Mi sono, un giorno, reso conto, che i soldi che guadagnavo non mi davano quella serenità che avevo quando ero con la mia famiglia il fine settimana. E il tempo perso non sarebbe più ritornato indietro. Così ho deciso di abbandonare il camionista di linea e intraprendere un lavoro giornaliero.
Fare il camionista non era il mio sogno da bambino, farlo poi per una vita sacrificante come quella del camionista di linea (dormire nel camion, stare sempre solo, lavarsi alla fortuna negli Autogrill, rischiare stando sempre sulla strada, dormire poco, mangiare nel camion) non era più cosa e così mi sono messo alla ricerca e ho deciso di andare a lavorare da Mauro Fagnano a Policoro.
Ho iniziato il 26 ottobre 2023. In tanti mi hanno scoraggiato ma in zona non c’erano tante alternative. Sono una persona che si adatta e riesce ad essere amico di tutti, mi faccio scivolare le negatività e cerco sempre il lato positivo delle cose.
Sono 3 anni che ci lavoro, a me va bene perchè sto con la mia famiglia e faccio una vita regolare a differenza del camionista di linea.
A pranzo non torno a mangiare perchè si fa orario continuato dalle 6 la mattina fino alle 16 del pomeriggio. Con il caldo ora stiamo facendo dalle 4 della mattina fino alle 14.
Quindi mangio quello che mi prepara Martina, niente di particolare ma ho 1 ora di pausa pranzo al giorno. Piuttosto che mangiare sempre panini o focacce, Martina mi prepara la schiscetta che io porto.
L’anno scorso mi venne l’idea di iniziare a fare la foto di quello che mangiavo e nelle storie di Instagram la descrivevo ironicamente con un testo scritto. Avevo creato pure l’hastag #lepropostediMartina.
La cosa piaceva e dagli amici avevo pareri positivi. Questa cosa è durata forse 6/7 mesi, poi l’ho abbandonata.
Sono un appassionato di tecnologia. Mi piace scrivere e il mio sogno è scrivere un libro. Ho iniziato a scrivere un libro sulla mia vita e sto quasi terminando un libro sulla mia esperienza con il photobooth. Ho da 9 anni uno strumento che fa le foto e le stampa al momento: gestisco Flashati PhotoBooth Matera. Sono un affiliato di questa azienda siciliana e ho questa attività che mi porta un'entrata economica in più, che fa sempre comodo.
Mi piace mettermi in gioco e me la cavo con i programmi al computer.
Sono stato l’artefice della nascita del Milan Club a Policoro, dopo che era scomparso per diversi anni. Sono il vicepresidente ed è operativo da 5 anni.
Faccio parte del direttivo dell’AVIS di Policoro, essendo un donatore di sangue già da ragazzo a Molfetta.
Dopo l’abbandono de #lepropostediMartina, a Dicembre scorso (ora non ricordo bene il periodo) ho deciso di riprende a fare quello che facevo prima. Ma ho voluto questa volta anzichè scriverci la descrizione, commentare il piatto con la mia voce. Sempre tramite le storie su Instagram
La situazione andava sempre meglio e iniziavo ad avere consensi anche fuori dalla Basilicata. Allora ho pensato di fare un passo in più. Mi interesso di social e comunicazioni e allora volevo crescere sui social: così mi sono messo a fare dei reel e ho ideato il format “Mangio il pranzo di mia moglie”, ovvero la versione al maschile del successo di Claudia Landi con “Preparo il pranzo a mio marito”.
A Maggio un video su Instagram, lo stesso su TikTok è esploso con le visualizzazioni e ho iniziato a crescere con follower e visualizzazioni. Allora li ho capito che potevo fare sul serio.
Ho iniziato a crederci “di diventare famoso” e così ho incominciato a fare le cose sul serio: a montare i video, a metterci le musichette, a creare appuntamenti, a inventare nuove cose. Tutto autonomamente.
Il mio profilo Instagram ha raggiunto picchi di 1 milione di visualizzazioni, partito da 900 follower, ora ne ho 2500. Su TikTok da 700, ora sono a 4200. Diventare un influencer mi piacerebbe e poi mi diverto a farlo questi video, non è niente di costruito. E diverte anche mia moglie che ci sta al gioco.
Sono del parere che bisogna prendere la vita con ironia altrimenti le giornate diventano noiose: già viviamo in un’epoca non del tutto positiva se anche noi siamo pessimisti è la fine.
Il mio profilo Instagram è @maurohouse, quello di TikTok è @mgadaleta».
Una storia tutta calata nei social e nella nostra vita digitale: può piacere o meno, ma è la nostra realtà quotidiana, di chi prende un'iniziativa un po' fuori dagli schemi e che si rivela di successo.
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