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Louis Althusser, una vita contro
15 giugno 2009

La ricerca di spazi di fuga, le pulsioni vitali che alimentano in ogni momento spinte evasive verso orizzonti ancora da fare, ancora da scoprire, ricollegano l’indomata vitalità di Marino Centrone alla lotta di Louis Althusser. Una lotta contro l’asservimento del pensiero ai codici formali imposti dagli “apparati ideologici di stato”. Contro la banalità della routine, il grigiore della normalità che condanna il movimento generativo delle idee alla piattezza di verità già scritte, di conclusioni già raggiunte. La strenua ricerca intrapresa dagli autori verso una dimensione creativa animata dalla passione dei soggetti, si intreccia con le prospettive teoriche di Louis Althusser, filosofo marxista francese. Althusser, rivendicando la potenza espressiva della soggettività, riscopre il Marx sovversivo, inventivo, originale. Il Marx non ancora contaminato dalle riletture dei gruppi dirigenti della sinistra extra-parlamentare italiana, nel ’68, che cercarono di incanalare l’esplosione desiderativa di giovani sognatori negli aridi calcoli di nuovi progetti politici e di potere. Tali calcoli politici schematizzano e bloccano lo sviluppo vagante della mente, dei giovani motori del mondo, dei popoli. Proprio come l’aridità delle regole logico-formali fissa il pensiero scientifico entro un quadro riflessivo chiuso, assopito dalla consuetudine, dominato dalla risoluzione di “rompicapo”. Estraniando la scienza dal contesto storico- sociale in cui si articola la voglia di scoprire, di narrare, portandola ad una sempre più “perfetta” adesione ai dettami regolativi che legittimano la prospettiva giusta, utile. Chi segue altri spunti, altre tendenze è l’“altro”, l’“escluso”, l’emarginato costretto ad esaurirsi nell’illusione della realizzazione. Ma il ritmo del mare, la culla altalenante dei sentimenti e delle passioni attira le parole di Marino Centrone verso la ricchezza di espressioni emotive non ancora addomesticate. Come la forza propositiva che trasportò i giovani del ’77 verso nuove sperimentazioni politiche, economiche, verso nuovi spiragli di convivenza e di vita sociale. Il fascino del “materialismo dell’incontro in cui gli atomi epicurei possono o non possono incontrarsi, il sublime piano di immanenza spinoziano in cui i soggetti operano, creano, desiderano e fanno mondo”. Un mondo a misura di persona, un mondo in cui la sua attività irripetibile si oggettiva trasformando l’uomo da parte integrante della natura a parte specifica di essa. L’individuo come universo unico, principio di vita, origine di incontro e di costruzione, verso una realtà mai identica, segnata dagli infiniti sguardi sul mondo, dalle incommensurabili voci sulla realtà. L’attività intellettuale di Marx e di Althusser, rivisitata da Marino Centrone e Tommaso Ciccarone, si lascia vivere dall’attrazione di questa varietà, resistendo alle logiche univoche che pretendono di domare la creatività, la ricerca. Proprio il livello predeterminato delle istituzioni, cerca di ridurre le persone a proprie variabili dipendenti, costringendole alle proprie leggi, iscrivendole nei propri “posti”. Determinando a priori il numero di persone ammissibile all’esercizio di attività lavorative già costituite e sacrificando gli stimoli umani a favore del bisogno commerciale e del progresso economico. Una schiera di funzionari servili educa gli studenti ad obbedire al paradigma dominante, favorendo una concorrenza spietata al più perfetto adeguamento alla realtà già formata, distante dai soggetti, dalle proposte. Lo “stare nei ranghi” assopisce le coscienze nella ingannevole impressione di essere efficienti, di essere i migliori, pur nella fissità di vedute già segnate, ormai insuperabili. Ma c’è ancora uno scenario inesplorato per chi vede negli incontri la possibilità della scoperta. Perché alcuni incontri mettono l’individuo di fronte ad uno specchio, dei più chiari e profondi, che scopre frammenti e miserie di libertà. Della folle libidine che agita la voce, che dice la vita, i sentimenti. Facendo di ogni confronto l’origine di un nuovo mondo, fatto di pluralità, di novità, di rivoluzione.

Autore: Giacomo Pisani
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