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Lettera a Babbo Tonino: una Molfetta più bella come regalo ai tuoi cittadini
21 dicembre 2008

MOLFETTA - Caro Babbo Tonino, il Natale ormai è alle porte e anch'io, da bravo cittadino, ti scrivo la mia letterina. Non ho voglia di chiederti della roba inutile da trovare sotto l'albero ma, invece, avrei il desiderio di scoprire finalmente che nella mia città, che se ricorderai bene si chiama Molfetta, ci sarà realmente la possibilità che le cose possano cambiare entro poco, invertendo una tendenza negativa che ormai va avanti da tempo, troppo tempo direi. (Nella foto, Babbo Tonino, nella vignetta di Michelangelo Manente, pubblicata sul numero di Quindici in edicola). Sarò più chiaro e ti spiegherò la situazione. Poco tempo fa Molfetta è stata nominata da una rivista 'Principessa del Sud'. A questo punto molti dei cittadini molfettesi, specialmente i più obiettivi, si sono resi conto che assegnare tale titolo alla città è stato come affermare che Londra o Pechino sono le città più soleggiate del globo. In tanti hanno storto il naso confermando che il posto in cui vivono assomiglia sempre più a una Cenerentola più che a una principessa. Di cose ce ne sarebbero da fare prima di poter meritare a pieno questo titolo. Innanzitutto bisognerebbe arrestare il trend negativo che vede farsi strada, “fra l'asfalto pieno di buche”, il degrado, l'incuria e l'abbandono. Una situazione a dir di molti imbarazzante. C'è una parte intera della città, che vive nella cosiddetta zona d'espansione, che da mesi chiede di avviare un dialogo con le istituzioni comunali, esasperata ormai dalle condizioni igieniche e di sicurezza in cui versa il loro luogo abitativo. Purtroppo, contrariamente a quanto promesso nell'ultima campagna elettorale, i contatti, fra Palazzo di Città e i cittadini, sono rimasti in perenne stato di congelamento. Adesso che ti ho spiegato un po' come vanno le cose dalle mie parti posso passare alle richieste. Babbo Tonino fa che i molfettesi, sotto l'albero, possano trovare un'inedita visione della facciata del Duomo, priva di automobili in sosta e di conseguenza dello smog e dell'inquinamento acustico ormai inaccettabili. Fa che in campagna, fra i muretti a secco e la nuda terra, i nostri occhi possano ammirare soltanto i verdi ulivi, i mandorli in fiore nonché le piccole piante quali la rucola, la camomilla e l'acanto senza mai soffermarsi sui pericolosi rifiuti in amianto e sulle ingombranti suppellettili domestiche abbandonate. Fa in modo che le scuole cittadine vengano poste al centro di una manutenzione più specifica e accurata e che il cosiddetto “parco dalle luci rosse”, come è stato ribattezzato da “Quindici”, possa aprire i suoi battenti prima di venire derubato persino del cancello di ingresso. Fa che nessuno, recandosi presso i vari 'poli commerciali' alla periferia della città, non rompa più la propria automobile andando a finire in una 'voragine' nell'asfalto. Fa che durante le forti piogge, oltre all'acqua, non venga più giù il parapetto del lungomare e che non si formino più enormi laghi cittadini, anche se è divertente poter guardare la gente ingegnarsi, magari con delle barchette, per andare a fare la spesa. Fa che l'importanza del nuovo porto non sia più messa dinanzi a tutto e tutti. La costa, tra l'altro, specialmente quella in direzione Nord verso Torre Calderina, avrebbe bisogno di molta più manutenzione, se mai ci fosse stata. Per non parlare del mare nostrum inquinato da una sorta di sostanza fantasma di cui molti ne ignorano o non ne ammettono, chissà perché, l'esistenza. La cosa certa è che comunque c'è qualcuno che ne sta pagando le conseguenze sulla propria pelle: i pescatori. Fa che la questione che vede come protagonista la costruzione della benedetta nuova 'Capitaneria' o 'Foresteria', come la si vuol definire, sia risolta una volta per tutte perché, sinceramente, non se ne può più. Fa che, finalmente, le donne possano mettere il naso negli affari dell'amministrazione comunale. Mica si tratta soltanto di cose da uomini?!? Infine, fa che il molfettese perda l'appellativo d'incivile, di cui è stato fregiato da qualche tempo, e cominci ad amare un po' più la città in cui vive. Non credo di averti chiesto la luna, caro Babbo Tonino, ma, dato che di certo sarai impegnatissimo, non sono del tutto sicuro che tu possa esaudire al cento per cento le mie richieste. Spero, però, di essere smentito. Ne sarei lieto. Un abbraccio
Autore: Francesco Tempesta
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Considerando l'atmosfera e il periodo Natalizio per cui tutto è perdonabile, permettete e perdonate questa mia intromissione, con una preghiera di richieste a tanti dubbi e insicurezze che sconvolgono l'umano. Una preghiera al Bambinello che circa 2000 anni fa, accese le speranze e che a giorni, con la ricorrenza della Sua nascita, quelle speranze si rinnoveranno a tutti gli uomini di buona volontà.( Tratta da uno scritto di P.Coelho) - Signore, proteggi i nostri dubbi, perchè il Dubbio è una maniera di pregare. Esso ci fa crescere, perchè ci obbliga a guardare senza paura le tante risposte a una stessa domanda. E affinchè ciò sia possibile, Signore, proteggi le nostre decisioni, perchè la Decisione è una maniera di pregare. Dacci il coraggio, dopo il dubbio, di essere capaci di scegliere tra un cammino e l'altro. Che il nostro sì sia sempre un sì, e il nostro no sia sempre un no. Fà che una volta scelto il cammino, non guardiamo giammai indietro, nè lasciamo che la nostra anima sia rosa dal rimorso. E affinchè ciò sia possibile, Signore, proteggi le nostre azioni, perchè l'Azione è una maniera di pregare. Fà che il nostro pane quotidiano sia frutto del meglio di quanto abbiamo dentro di noi. Che possiamo, attraverso il lavoro e l'azione, condividere un pò dell'amore che riceviamo. E affinchè ciò sia possibile, Signore, proteggi i nostri sogni, perchè il Sogno, è una maniera di pregare. Fà che, indipendentemente dalla nostra età o dalla situazione, siamo capaci di mantenere accesa nel cuore la fiamma sacra della speranza e della perseveranza. E affinchè ciò sia possibile, Signore, riempici di entusiasmo, perchè l'Entusiasmo è una maniera di pregare. E' lui che ci unisce ai Cieli e alla Terra, agli uomini e ai bambini, e ci dice che il desiderio è importante, e merita il nostro impegno. E' lui che ci dice che tutto è possibile, purchè ci impegniamo totalmente in ciò che facciamo. E affinchè ciò sia possibile, Signore, proteggici, perchè la Vita è l'unica maniera che abbiamo per manifestare il Tuo miracolo. Che la terra continui a trasformare la semente in grano, che noi continuiamo a tramutare il grano in pane. E questo è possibile solo se avremo AMORE - dunque, non lasciarci mai in solitudine. Dacci sempre la Tua compagnia, e la compagnia di uomini e donne che hanno dubbi, agiscono e sognano, si entusiasmano e vivono come se ogni giorno fosse dedicato alla Tua gloria. B U O N N A T A L E !

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