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Lega del Filo d'Oro, da Osimo a Molfetta per i sordociechi e pluriminorati psicosensoriali Sul numero della rivista "Quindici" in edicola, ampio servizio con foto sulla struttura di Molfetta nell'ex Preventorio di via Terlizzi
20 novembre 2012

MOLFETTA – Oggi è la Giornata mondiale per i Diritti dell'infanzia, 23° anniversario dell’ approvazione della Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza,  il trattato sui diritti umani più ratificato nella storia della Comunità Internazionale e il più importante strumento giuridico di enunciazione e tutela dei diritti di ogni bambino e bambina, ragazzo e ragazza. La Lega del Filo d’Oro, che da 48 anni è punto di riferimento nell’assistenza, educazione, riabilitazione e reinserimento nella famiglia e nella società di bambini, giovani e adulti sordociechi e pluriminorati psicosensoriali, opera in piena considerazione dell’ articolo 6 del trattato che enuncia il diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino.
L’Associazione, presente in sette regioni, dedica particolare attenzione all’età scolare e ai giovani formulando per loro attività specifiche. «l nostro lavoro prevede, in particolare per i bambini dai 0 ai 4 anni, un intervento precoce mirato ad agire tempestivamente per renderne più funzionali i residui sensoriali - dichiara la Dott.ssa Patrizia Ceccarani, Direttore del centro di Riabilitazione di Osimo -, con l’obiettivo di sviluppare strategie di riabilitazione alternative volte a incrementare le tappe del loro sviluppo».
All’interno della struttura, inoltre, sono presenti due scuole paritarie, una dell’infanzia ed una elementare, a testimonianza della grande attenzione rivolta a questo periodo così importante nella vita evolutiva di un individuo che implica sempre un insieme di processi complessi, ancor più quando si tratta di un bambino con disabilità. In questo caso infatti, vanno considerati anche un insieme di fattori che, se sono noti possono essere canalizzati al fine del migliore sviluppo e inclusione possibile. È così che il lavoro di ogni giorno è finalizzato a facilitare lo sviluppo, l’integrazione, il rispetto e la dignità sociale che un bambino sordocieco e pluriminorato psicosensoriale, come tutti gli altri, merita.
In particolare, il Centro Socio Sanitario Residenziale di Molfetta (foto), sulla provinciale per Terlizzi, è nato per offrire un importante punto di riferimento per l’assistenza e la riabilitazione delle persone con disabilità sensoriali residenti nella regione. Nella struttura sono ospitati dal 2007 giovani e adulti che hanno problemi di vista e udito e che, in alcuni casi, presentano altre minorazioni psicosensoriali e motorie. All’interno del Centro opera un’equipe multidisciplinare di specialisti e operatori qualificati che attuano per ciascun ospite un progetto educativo-riabilitativo personalizzato funzionale ad acquisire maggiore autonomia personale e una migliore qualità di vita. Ad oggi il Centro eroga Servizi educativo-riabilitativi e Servizi sanitari e assistenziali. La struttura, che si estende su un’area di circa 24.000 m², può ospitare 40 utenti a tempo pieno con la possibilità di 15 posti a degenza diurna.
Il Servizio territoriale, presente inizialmente in una sede a Ruvo di Puglia, dal 2007 è operativo al Centro Residenziale di Molfetta. Il servizio organizza attività socio-ricreative e offre momenti di incontro con le famiglie.
 
Sul numero di novembre di Quindici, già in edicola, un ampio excursus giornalistico con interviste e testimonianze sul Centro della Lega del Filo d’Oro a Molfetta.
 
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