Le colonne sonore del grande cinema italiano in jazz con Cinetrio ’60 e Zaccaria Gallo a SpazioleArti di Molfetta
Zaccaria Gallo, Francesco Lomangino, Andrea Gallo e Paolo Magno
MOLFETTA - La semplicità dell’eleganza, il garbo, il rispetto, il ricordo.
Ed è stata semplicemente una serata da ricordare quella prevista dalla rassegna “Jazz & Co. In the theatre” da SpazioleArti di Molfetta grazie alla quale cinema e musica jazz raffinato si fondono indissolubilmente.
Paolo Magno, chitarra, Francesco Lomangino, sax tenore e flauto, Andrea Gallo contrabbasso, Cinetrio ’60, con l’appassionata voce narrante di Zaccaria Gallo, hanno dato vita a “Le colonne sonore del cinema italiano”.
Cosa è il buio se non la mancanza di luce, la stessa che partita milioni di anni fa dagli estremi confini dell’universo, viene percepita solo in questo momento e cosa è il cinema se non luce che illumina angoli e trame inesplorate.
Il cinema è protagonista indiscusso delle nostre vite, il cinema che inizialmente era “muto” perché lasciava parlare le immagini poi l’intuizione di aggiungere un pianoforte durante il susseguirsi delle immagini e nasce la magia delle colonne sonore.
Zaccaria Gallo ci conduce nel viaggio della musica da cinema, quel cinema italiano reso grande da registi, maestri di questa arte che si sono avvalsi di compositori, mostri sacri della musica.
E senza indugi si incomincia il viaggio tra le colonne sonore dei maestri Morricone, Trovajoli, Piccioni, Luttazzi, Cipriani mentre il dott. Zaccaria Gallo, accompagnatore fine e sapiente, riporta alla mente capolavori cinematografici come Anonimo veneziano, C’era una volta il west, Amore mio aiutami, I soliti ignoti solo per citarne alcuni.
Applausi, meritati applausi al talentuoso trio e alla new entry dott. Zaccaria Gallo, entrato recentemente nel progetto musicale del trio ma guadagnatosi un posto di rilievo per competenza cine-musicale, ars oratoria ed empatia.
Ed è proprio una di quelle serate che non dovrebbero finire ma never say never.
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Autore: Beatrice Trogu