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La Scuola media Savio mette in scena “Cavalleria rusticana”
30 maggio 2008

MOLFETTA - In un anfiteatro gremito di spettatori, la Scuola secondaria San Domenico Savio ha messo in scena l'opera “Cavalleria rusticana”, melodramma di Targioni-Tozzetti-Menasci, tratto dalla novella di verga con le musiche di Pietro Mascagni, ultimo atto del progetto scolastico “L'opera lirica tra i banchi di scuola”: un melodramma che il prof. G. Bisceglie e il M° G. Minafra hanno riadattato alle capacità degli alunni in scena. È stato raggiunto, come ha sottolineato il preside, prof. F. de Palma, l'obbiettivo di avvicinare i ragazzi allo studio poliedrico di un'opera letteraria e teatrale e permettere loro di confrontarsi con se stessi e con il pubblico, riscoprendo il valore del divertimento e del lavoro di squadra. La scena si svolge in un paese siciliano durante il giorno di Pasqua. A sipario calato, Turiddu canta una serenata a Lola, sua promessa sposa che, durante il suo servizio militare, ha sposato Alfio. La scena si riempie di paesani e paesane in festa, giunge anche Santuzza, attuale fidanzata di Turiddu, che non si sente di entrare in chiesa sentendosi in grave peccato. Entra, allora, in casa di mamma Lucia, madre di Turiddu, chiedendole notizie del figlio. Lucia dice a Santuzza che Turiddu è andato a Francofonte a comprare il vino, ma Santa sostiene di aver visto Turiddu che si aggirava sotto la casa di Lola: la stessa notizia arriva anche ad Alfio. A questo punto Santuzza svela a Lucia la relazione tra Lola e Turiddu, e dopo un litigio con Turiddu, gli augura la “malapasqua”. Vedendo arrivare Alfio, gli denuncia la tresca amorosa della moglie. Dopo la messa, Turiddu offre vino a tutti i paesani, anche ad Alfio, che nel rifiutarlo, lo abbraccia e gli morde l'orecchio sfidandolo a duello. Turiddu corre a salutare la madre e, fingendosi ubriaco, le dice addio e le affida Santuzza. Subito dopo si sente un vociare di donne e popolani. Un urlo sovrasta gli altri: “Hanno ammazzato compare Turiddu!”. L'impianto scenico ed i costumi hanno riproposto la Sicilia dell'epoca e il gruppo teatrale ha privilegiato le emozioni mimico-musicali per coinvolgere il pubblico, servendosi del prezioso ausilio dell'orchestra scolastica, diretta dal M° G. Minafra, che ha realizzato ampie sinfonie dal gusto unico, ricche di invenzioni e giochi melodici: non dimentichiamo che la Scuola secondaria “San Domenico Savio” è una delle poche scuole italiane a vantare un corso ad indirizzo musicale, sin dal 1975. Va riconosciuto il merito di aver creato una dinamica conversazione tra gli elementi dell'opera e tra l'opera e il pubblico, sostenuta dalla coralità dei personaggi, che certo non hanno svolto un ruolo di semplice contorno. Al progetto hanno lavorato i docenti di strumento musicale (prof. F. Martinelli, M. Del Vecchio, N. Nesta, M. A. Buongiorno, C. Lapolla, R. Squeo, T. Summo), oltre al contributo di R. Giove al pianoforte; i prof. A. Muti e G. Panunzio (preparatori del coro), T. de Trizio e C. Urbano (scenografia), S. Anaclerio (costumi), C. Amato e A. Cuocci (recitazione); E. Candilio e M. Gadaleta (coordinatrici).
Autore: Marcello la Forgia
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