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La riforma della legge elettorale: ce la faranno anche questa volta?
06 ottobre 2011

I partiti non vogliono una vera riforma elettorale che esautorerebbe le loro segreterie dal potere di nomina diretta dei parlamentari. Adesso tutti rinnegano il porcellum, questo famigerato sistema di voto a liste bloccate, introdotto per la prima volta dalla regione Toscana (centrosinistra) nel 2000 e poi fatta approvare dal governo Berlusconi per garantire al premier il controllo dei suoi parlamentari e quindi l’approvazione di tutte le leggi ad personam varate in questi anni.

Ma ci hanno mangiato tutti, maledettamente e ininterrottamente, con questa "legge porcata" (come la definì lo stesso proponente il leghista Calderoli) dal 2006 (due legislature, forse tre se non la cambieranno ora), senza scandalo per nessun partito politico, ad iniziare dal PD che con questo sistema ci ha eletto pure il suo elefantiaco ed inutile comitato centrale di 2.800 membri. Adesso tutti si scoprono garantisti e difensori del voto di preferenza… dopo che sono state "sbattute sul tavolo", oltre 1,2 MILIONI DI FIRME di cittadini che chiedono la rottamazione di questo obbrobrio.
La sinistra che oggi ne parla in maniera schifata e che vorrebbe una riforma parlamentare della legge elettorale, è poi la stessa che all'epoca del misfatto, si è talmente opposta alla “legge porcata” che quando Prodi è andato al governo, si è ben guardata dal cambiarla. Anzi, "l'argomento", sparì completamente dall'agenda politica di tutti i partiti, indistintamente... Guai a parlarne, faceva comodo a tutti! Questi signori, sono degli ipocriti della peggiore specie, quando affermano che vogliono fare una riforma elettorale in parlamento, una riforma vera, autentica, per intenderci, e non il solito pateracchio. Se avessero mano libera, ci metterebbero due anni a fare il solito inciucio inconcludente per tornare ai soliti partiti, partitini e pastette varie.
La verità è che siamo in mano a vere bande criminali che operano dentro e fuori le istituzioni e, in maniera trasversale, a tutela esclusiva dei loro assurdi privilegi di casta. Ma a questi "scrocconi del vitalizio", il possibile referendum sul porcellum, sta togliendo il sonno la notte. Infatti, se il quesito referendario passasse al vaglio della Corte Costituzionale, verrebbe a mancare il patto inconfessabile di fedeltà che lega mani e piedi tutti questi peones, ai segretari dei loro partiti, così da rendere possibile qualsiasi cosa, in pratica, il ritorno della vera democrazia parlamentare dove i cittadini eleggono (veramente e non chiacchiere!), i loro rappresentanti. 
 
Come ben sappiamo nel parlamento italiano gli "scrocconi del vitalizio", godono d'una maggioranza bulgara del 99,9%; questi signori sanno benissimo che tutti i loro sforzi di lecchinaggio per essere rieletti, con una legge elettorale diversa da quella attuale, sarebbero vanificati. E così addio alla dolce vita romana, fatta di belle donne e sniffate varie, alla faccia di tutti i poveri (fessi), contribuenti che non li hanno mai realmente eletti. Quindi, a questo punto, non gli resta far altro che resistere, resistere, resistere, resistere... fino alla fine del mandato parlamentare del 2013. E' vero, c'è un "antidoto" per la sopravvivenza della casta, già sperimentato in passato. Lo scioglimento anticipato delle Camere, che de facto, ci costringerebbe nuovamente a votare (con quale immane sforzo…) con questa legge pagliativo, divenuta strumento di permanenza al potere di una oligarchia, e non certo mezzo attraverso il quale si estrinseca realmente la volontà popolare. Ma c'è un però... Infatti, se in primavera invece di fare i referendum, decidono di andare a votare, non tutti maturano gli anni sufficienti per godere dell'amato vitalizio e come si sa "la patonza" deve girare... e pare che non sia ancora girata del tutto e per tutti... 
 
Di lasciare decidere agli italiani, quale legge elettorale preferiscono, non se ne parla nemmeno, cadrebbe l’ultima foglia di fico che li legittima a stare nel sacro palazzo. A questo punto, l'unica alternativa che hanno è quella di scrivere il "PORCELLUM 2” che, in sostanza, nella forma si proponga di cambiar tutto, ma nella sostanza lasci tutto così com'è! E sappiamo benissimo che sarebbero tutti d’accordo.
Ma per fare questo si devono abbracciare tutti appassionatamente; devono solo decidere se farlo con l'attuale Premier "a tempo perso" (tutto dipende da quanto fango ha nei cassetti, per ricattare la sua maggioranza e la finta opposizione);  o se per farlo opteranno per il più classico governo di salvezza nazionale (un'ammucchiata selvaggia salva-casta, in realtà), per arrivare a fine legislatura, dando in pasto alle folle inferocite, l' "allupato di Arcore", e un noto "allevatore di trote" di marca padana! 
 
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Autore: Nicola Squeo
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