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La Provincia: l'Apicella diventerà centro audiologico di eccellenza Riprende il dialogo dopo l'occupazione della struttura. La collaborazione con l'Università
15 giugno 2003

“I sordi sono stanchi di chi decide per loro”. Queste parole pronunciate da Mario Giallongo, responsabile cittadino dell'Ens (ente nazionale sordi) danno pienamente il senso del disagio e della profonda amarezza che i sordi, non solo della nostra città, avvertono da mesi. Con la chiusura dell'anno scolastico non c'è più nessun sodo nell'istituto Apicella (nella foto): un vero tradimento delle volontà testamentarie di padre Lorenzo Apicella. Per questo motivo lo scorso 5 maggio i sordi di Puglia hanno dato vita ad una assemblea permanente allo scopo di attirare l'attenzione della politica e dell'opinione pubblica sulle questioni da loro sollevate. In particolare essi chiedono che venga dichiarata l'inadempienza della Provincia (attuale proprietaria dell'Apicella) rispetto agli impegni assunti al momento dell'accettazione dell'eredità di padre Apicella, visto che egli condizionava il lascito di tutti i suoi beni all'amministrazione provinciale alla scelta di quest'ultima di occuparsi di delle necessità dei sordi che vivevano nel territorio provinciale. In caso di inadempienza della amministrazione provinciale il testamento prevedeva che fosse il Comune di Molfetta a farsi carico dei bisogni dei sordi. Pare, però, che il Comune non abbia alcuna intenzione di occuparsi della gestione di una struttura enorme come l'Apicella che ha bisogno di impegni di spesa non indifferenti. A questo punto i sordi chiedono che la Provincia e il Comune dimostrino la loro coerenza rinunciando con atto pubblico agli oneri testamentari trasferendo la proprietà dell'istituto Apicella all'Ens, che ha intenzione di costituire nell'enorme struttura un “centro scientifico multimediale sulla sordità”. Complice anche la crisi politica all'interno della giunta provinciale barese, dopo diciotto giorni di assemblea, alle articolate richieste dei sordi non era giunta alcuna risposta. A questo punto i sordi avevano deciso di occupare l'istituto chiudendo il cancello con una catena e hanno atteso che la forza pubblica intervenisse per sgomberare l'edificio. Il loro gesto ha tardivamente “svegliato” le istituzioni e così una delegazione degli occupanti è stata ricevuta dall'assessore provinciale alla socialità Occhiolino, presenti anche il direttore generale e la dirigente del servizio dott.sa Lallone, oltre ai consiglieri provinciali Inchingolo, Mastropierro, Pagano, Amendolagine e Antonelli. L'Assessore Occhiofino ha sottolineato la volontà da parte della Provincia di rilanciare l'attività dell'Istituto tant'è che ha esposto le proposte di ipotesi operative già avanzate da alcuni dei consiglieri presenti all'incontro e che dimostrano l'attenzione con cui si sta valutando la problematica. Tra queste la proposta avanzata da Mastropierro e Pagano che trova piena condivisione da parte dell'assessore, ovvero quella di rendere più autonoma la gestione dell'Istituto sostituendo l'attuale Consiglio Direttivo con poteri limitati alla sola politica di indirizzo con una struttura più snella e autonoma dal punto di vista gestionale (per es. Istituzione). Inoltre, è stato ribadito che per l'Apicella, su proposta degli stessi consiglieri, la Provincia ha già individuato i fondi per la realizzazione di interventi strutturali e per la messa in sicurezza di una parte dell'Istituto per circa 1.300.000 euro di cui 800.000 circa rivenienti da un mutuo contratto con la Cassa DD.PP e 300.000 dal piano di dismissioni che concorrerà a finanziare gli interventi previsti nel piano triennale dei Lavori Pubblici già approvato dal Consiglio. Ebbene precisare, ha riferito il Direttore Generale, che dei 6 milioni di euro previsti annualmente in bilancio per i Servizi Sociali circa 1 milione e 300 mila sono destinati all'Apicella per il personale e per i servizi connessi. Attualmente gli alunni frequentanti sono 187 di cui appena 10 sono i sordomuti. E' evidente che la struttura, a fronte di queste spese gestionali appare sottoutilizzata per cui l'Amministrazione Provinciale ha tutto l'interesse a riqualificarla. Insomma, l'incontro alla Provincia è stato positivo e ha aperto una collaborazione che proseguirà nei prossimi mesi per realizzare questo centro audiologico di eccellenza, in collaborazione con l'Università di Bari. I sordi ritengono, comunque, che l'istituto debba passare interamente nelle mani dell'Ens e pensano di aprire un contenzioso giudiziario per “riprendersi” ciò che padre Apicella avrebbe lasciato a loro. Ma il dialogo già avviato, dovrebbe risolvere anche questo aspetto dell'annoso problema. Francesco Dell'Olio
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