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La lunga attesa dei figli di nessuno I vincitori del concorso per i vigili aspettano da due anni l'assunzione
15 gennaio 2004

Dopo un concorso per vigili urbani durato un anno che ha previsto 2 prove selettive, un corso di formazione di 5 mesi a tempo pieno e una prova finale a Roma, i 6 giovani vincitori si aspettavano, come è logico e naturale, di essere assunti dal Comune di Molfetta. E invece no. Sono in attesa da 2 anni e la loro assunzione viene ancora ingiustificatamente rinviata. Eppure la città ha bisogno di vigili urbani. Si sente quotidianamente il bisogno di sicurezza e di controllo ed i vigili urbani a Molfetta sono insufficienti oltre che di età media ormai avanzata. Per il Tenente Zaza la Polizia Municipale rischia di “scoppiare” perché ci sono troppi compiti affidati ad un pugno di vigili e tale opinione è condivisa anche dall'Assessore Ancona che ha riconosciuto più volte, in Consiglio comunale, l'esigenza di integrare il Corpo di Polizia Municipale. E' stata persino prevista la posta di bilancio per l'assunzione dei 6 vincitori di concorso per vigili urbani, ma queste assunzioni stanno cadendo nel vuoto. Forse, entro il 31 dicembre, ne verranno assunti in ruolo solo 2 (secondo le ristrettezze imposte dalla finanziaria di Berlusconi), ma gli altri 4, per i quali potrebbero essere previsti contratti a tempo indeterminato, rimangono ancora sospesi. A questa soluzione sono state opposte le motivazioni più strane e inconsistenti del tipo “Non ci sono soldi” mentre era stata prevista la posta di bilancio via via erosa per altri scopi, oppure “Se facciamo i contratti a termine poi non possiamo rinnovarli” ed invece sono possibili contratti fino a 3 anni. La verità probabilmente è un'altra: questi ragazzi non sono tutti molfettesi e non sono sponsorizzati da nessuno. Questo significa che la loro assunzione non potrà tradursi in voti per nessuno dei politici locali e che non hanno amici nell'entourage dell'amministrazione. Quella che l'amministrazione di centrodestra sta praticando sembra essere proprio la logica della discriminazione campanilistica in un periodo storico in cui perfino i confini nazionali sono superati. Dovunque si pratica l'Europa, mentre a Molfetta si regredisce alla zotica logica di paese. In questo caso non è possibile praticare il clientelismo, e l'amministrazione sembra essere in crisi di astinenza. Nessun valore riconosciuto ai migliori su centinaia di candidati, nessun interesse rispetto a professionalità già qualificate e immediatamente fruibili. La mancata assunzione di questi giovani è un atto di irresponsabilità civile e politica che non tiene conto né dei bisogni della città né delle giuste aspettative di giovani che hanno conquistato, con le proprie energie, il diritto al lavoro e ad un progetto dignitoso di futuro per sé e per le proprie famiglie.
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