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La guerra vista dal piccolo Emanuele
15 marzo 2022

“Io non sono pacifista, io sono contro la guerra”. Mai come in questo momento le parole di Gino Strada tuonano e coprono i rombi dei carri armati. Mai avremmo voluto svegliarci un giorno e davanti al televisore, sorseggiando il nostro cappuccino, protetti dalle mura delle nostre case, vedere immagini di guerra. E così, improvvisamente la guerra ci è stata servita. Bombardati da tg, news, aggiornamenti, siamo sempre “sul pezzo”, con notizie in continua evoluzione, senza avere la possibilità di “filtrare” le notizie ai nostri figli, bambini, adolescenti. Sarebbe giusto non nascondere loro la gravità di quello che succede, del pericolo che incombe non solo in quel paese lontano, ma anche sui nostri paesi. Cosa ne sanno, cosa pensano i bambini? Lo abbiamo chiesto ad un nostro giovanissimo abbonato, Emanuele. Ho quasi sette anni e mi chiamo Emanuele Di Dedda, frequento la prima elementare, sono fortunato perché ho due genitori abbastanza intelligenti, un bellissimo cane, tanti cugini che mi vogliono bene, mi piace il nuoto e ho dei compagni di classe che mi piacciono molto. Come sei venuto a conoscenza dello scoppio della guerra in Ucraina? «Quando la notizia è stata data dal telegiornale, i miei genitori mi hanno spiegato che era scoppiata la guerra, che la Russia aveva attaccato l’Ucraina. Io ho continuato a fare domande e mi hanno spiegato bene. Anche in classe, nell’ora di religione alternativa, ne abbiamo parlato». Pensi che sia un Paese lontano? Pensi che il pericolo non possa raggiungere noi in Italia? «Io penso che sia un Paese vicino, è in Europa. Il popolo ucraino cerca di fuggire dalla guerra e cerca rifugio nei paesi vicini. Molti ucraini stanno arrivando in Italia per trovare la pace ed un paese che li ospiti». Nella classe che frequenti è capitato di parlarne coi tuoi amici, con le maestre? «Le maestre, per farci capire i motivi della guerra, ci hanno raccontato la storia di un paese grande , la Russia, e di un paese lontano, l’Ucraina. Il paese grande ha invaso il paese lontano perché siccome tanto tempo fa l’Ucraina era uno stato della Russia mentre ora è uno stato indipendente, la Russia vuole che l’Ucraina torni ad essere uno stato dipendente, sotto il suo potere». Avete paura, e di cosa? «Io ho paura di perdere la libertà, di non poter uscire, di non poter andare a scuola, in piscina, di non poter andare a fare la spesa, di non poter comprare i vestiti per coprirci , di non poter andare al parco, che tanti bambini rimangano orfani». Secondo te i bambini della tua età possono far sentire la loro voce? E come? «Possiamo essere più gentili tra noi, cercare di fare sempre pace, fare dei disegni e distribuirli per far capire ai grandi che anche noi vogliamo la pace, vogliamo crescere senza vedere queste immagini di guerra». Immagino che tu sappia che ci sono due presidenti a capo delle nazioni avversarie. Cosa diresti a Putin e Zelenskyj? «Direi ad entrambi di smettere, al presidente russo di cessare gli attacchi ed al presidente ucraino di perdonare, che non si può fare la guerra. Innanzitutto perché soffrono i bambini e poi soffrono gli animali, l’ambiente viene distrutto e ci vorrà molto tempo per tornare a sorridere». Cosa diresti ai bambini ucraini? «Io direi loro di continuare a sorridere, a fare i disegni, a giocare anche nei sotterranei, di cercare di mettersi in salvo ma soprattutto di continuare a sperare perché ci sarà sempre qualcuno in Italia che darà loro coperte, da mangiare, dei vestiti». E tu, cosa daresti ai bambini ucraini? «I miei giocattoli». La pace, per i bambini, è una cosa semplice. © Riproduzione riservata

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