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L'ospedale a casa dei pazienti La sfida dell'associazione nazionale tumori: eubiosia, buona vita
15 maggio 2004

Portare l'ospedale a casa del malato per curarlo gratuitamente, con amore e professionalità. E' questa l'idea a partire dalla quale è nata circa venticinque anni fa, a Bologna, l'associazione nazionale tumori (Ant). Essa si occupa essenzialmente di fornire assistenza domiciliare ai malati oncologici terminali e attualmente segue circa 2.300 pazienti al giorno. Per fare questo l'Ant stipendia circa 130 medici, 60 infermieri, 10 psicologi e 45 dipendenti di varia natura, che lavorano solo per l'associazione. Per sintetizzare le attività dell'associazione che punta a salvaguardare la dignità della persona anche nella sofferenza, il presidente nazionale Franco Pannuti ha persino coniato una nuova parola: "eubiosia", che significa - secondo il fondatore (e ora presidente) dell'Ant - "buona vita", nel senso più ampio di buona qualità della vita fino all'ultimo respiro. Tre anni orsono questa realtà, grazie al coraggio e alla sensibilità di un gruppo di volontari, è approdata anche nella nostra città. “Quando abbiamo cominciato - racconta il presidente della delegazione molfettese dell'Ant, il dott. Enzo de Nicolo - assistevamo un solo paziente; l'anno scorso i pazienti assistiti dalla nostra associazione, solo a Molfetta, sono stati ben 60”. Ogni ammalato è stato seguito da un hospice oncologico domiciliare che è un “ospedale senza mura”, fatto di professionisti (medici, infermieri, psicologi), che seguono il paziente 24 ore su 24 evitandogli il doloroso distacco dalla sua casa e dal nucleo dei suoi affetti. Tutto questo, ovviamente, ha un costo che viene finanziato attraverso le quote associative, le offerte di banche e di privati, e i lasciti testamentari. “Compito di noi volontari - prosegue il dott. de Nicolo - è quello di raccogliere fondi da inviare al coordinamento nazionale dell'Ant, perché tutti i malati oncologici terminali che ne facciano richiesta possano essere adeguatamente assistiti”. Per raggiungere questo scopo la sezione molfettese dell'Ant mette in piedi, ogni anno, tutta una serie di iniziative. L'ultima in ordine di tempo è stata la vendita di uova di pasqua allo scopo di sostenere l'associazione ed in cantiere c'è n'è già un'altra: il 23 maggio si terrà il I trofeo “Ant insieme”, una gara podistica non competitiva su circuito cittadino. Sul versante del sostegno economico Molfetta ha dato prova di grande generosità: esercizi commerciali e semplici cittadini hanno finanziato costantemente l'associazione mostrando una forte sensibilità rispetto alla questione dell'assistenza domiciliare dei malati di tumore. “Quello che manca - sottolinea de Nicolo - è l'apporto dei volontari. Ci sono solo una quindicina di persone che, nella nostra città, hanno deciso di donare parte del proprio tempo alla raccolta di fondi per una causa così importante. Mi piacerebbe – conclude - che qualcun altro facesse la stessa nostra scelta”. Ancora un volta, in controluce, si vede il ritratto di una città generosa e contraddittoria, che non si scompone e che preferisce, in politica come nel sociale, la delega in bianco piuttosto che l'impegno quotidiano. Francesco Dell'Olio francesco.dellolio@quindici-molfetta.it
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