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L'eco-rottamatore Bellifemine Recycling: bonifi ca e riciclaggio delle vetture da demolire nel rispetto dell'ambiente
15 dicembre 2011

L’incremento della produzione nei cicli industriali e il crescente consumismo hanno generato due problemi: il consumo delle risorse e la produzione eccessiva di rifi uti. Con il recupero, il riciclaggio e la lavorazione di materiali usati, rottami di diversa natura possono essere riutilizzati e reintrodotti nel ciclo lavorativo. Operazione che si traduce in un ampio risparmio di materie prime e in una notevole riduzione dell’impatto ambientale. È questa la mission della Bellifemine Recycling S.r.l., azienda molfettese con una storia trentennale. La ditta inizia uffi cialmente la sua attività nell’ottobre 1998 dopo il rilascio dell’autorizzazione da parte dell’Amministrazione provinciale di Bari per esercitare l’attività di autodemolizione autorizzata. I due titolari, Crescenzo e Giuseppe Bellifemine, hanno basato la loro attività sull’autodemolizione e anche sul commercio dei rottami, procedure oggi realizzate nell’impianto in contrada Santa Teresa (demolizione, separazione e stoccaggio delle parti inquinanti). L’iter per la demolizione ha inizio quando concessionarie, privati e compagnie di assicurazione affi dano il “fi ne vita” dei loro veicoli all’azienda. Ma parlare di demolizione non è del tutto esatto. Si tratta, invece, di un processo di bonifi ca, che sfata l’obsoleto tabù secondo cui sia «l’attività di autodemolizione paragonata a quella del vecchio rottamaio o sfasciacarrozze». Nel massimo rispetto delle normative previste dalla legge, si prosegue con una fase di smontaggio e separazione delle componenti che, se in buone condizioni, potranno essere rivendute come «classico pezzo di ricambio». Una vera e propria «una forma di riciclaggio». I pezzi per cui non è prevista la vendita, sono bonifi cati e riutilizzati per altri e svariati tipi di produzione. Ad esempio, la ditta Bellifemine è dotata di un trituratore che riduce in frammenti molto piccoli la plastica, trasformata in coriandolo, poi venduti ad un’impresa autorizzata che lo riutilizza per produrre cassettine di frutta o contenitori per la pittura. Inoltre, i pneumatici da smaltire sono prima raccolti in cassoni ecologici e poi ritirati, con una cadenza mensile, da un ditta di Corato che li tritura separando il ferro (la tela che li riveste) dalla plastica e impiegando questi materiali per la produzione di altri prodotti. In questo modo, è possibile recuperare ben l’85% del materiale del veicolo. «Non si potrebbe di certo ottenere un risultato migliore perché per alcuni materiali, come ad esempio la gomma piuma dei sedili delle autovetture, non è chimicamente possibile effettuare alcun processo di recupero, almeno sino ad oggi». Per essere presente sul mercato dell’autodemolizione, l’azienda Bellifemine, già affermata a livello locale, ha investito in questi ultimi anni ingenti risorse nell’innovazione tecnologica, diventando un punto di riferimento nel proprio settore (oggi l’azienda gestisce il 22% del settore nella provincia di Bari). «Circa il 90% dei veicoli rottamati provengono dalla città di Bari, dal suo hinterland o da altre città come Barletta. Quella di Molfetta è solo una base logistica, capace di fornire un apporto del 10% di automobili portate a demolizione». Innovazione rilevante, la presenza d’impalcature, posizionate nel piazzale dell’azienda, per riporre le autovetture, rispettando così alti standard di pulizia e di ordine ed evitando le solite pile di auto accatastate alla rinfusa. Considerato come un sistema ipertecnologico, conosciuto durante un viaggio in America, è stato realizzato dalla ditta all’inizio di quest’anno mediante la fornitura di impalcature da parte di una impresa di Ascoli Piceno. L’azienda ha, perciò, sviluppato strategie sempre più effi cienti per i propri clienti, garantendo al contempo il rispetto delle norme legislative in materia di salvaguardia ambientale. Come eco-rottamatore, nel 2008 la ditta è stata scelta per l’esperimento nazionale TRIAL (complessive otto autodemolizioni in Italia), con lo scopo di mostrare la percentuale di recupero di un autoveicolo come globulo di rifi uti (plastica, gomme, oli, batteria). «L’intento del Governo italiano era quello di dimostrare alla Comunità Europea la percentuale di bonifi ca dell’autoveicolo - ha spiegato Giuseppe Bellifemine a Quindici - per questo motivo hanno scelto gli otto autodemolitori migliori. A questo esperimento hanno partecipato le case costruttrici, in particolar modo la FIAT, ed anche studenti universitari. Il risultato è stato il raggiungimento dei parametri richiesti dalla Comunità Europea». Con la seria volontà di tutelare l’ambiente, sotto il piazzale è stata installata una cisterna per la raccolta delle acque, in cui si sviluppa un processo di separazione: l’acqua pulita è utilizzata per irrigare gli alberi intorno al deposito, mentre quella più sporca è smaltita dalle ditte autorizzate che ogni tre mesi provvedono allo svuotamento della cisterna. Altra realtà è quella del commercio dei rottami, raccolti dalla cernita fatta da clienti privati o dagli scarti prodotti delle aziende limitrofe. Proprio per incrementare la raccolta di materiali di scarto, la ditta Bellifemine ha depositato presso molte aziende della zona industriale di Molfetta dei cassoni ecologici, ripuliti dalla stessa ogni mese, settimana o anche giornalmente. Del resto, l’azienda ritira il veicolo da demolire direttamente dall’abitazione delle persona che lo richiede, dopo una semplice telefonata, rilasciano il certifi cato. E tutto gratuitamente. Anche sotto il profi lo tecnologico l’azienda Bellifemine è all’avanguardia. La creazione di un proprio sito internet ha permesso di avere una maggiore visibilità sul territorio. Senza dubbio, la Bellifemine Recycling dimostra che si può fare fatturato nel pieno rispetto della legalità, dell’ambiente e dei principi portanti di un’azienda.

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